Cambiamo Finanziaria
Controfinanziaria 2006: le proposte di Sbilanciamoci per un altro sviluppo.
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Via Sbilanciamoci
Controfinanziaria 2006: le proposte di Sbilanciamoci per un altro sviluppo.
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MESAGNE – Venerdì 18 novembre 2005
Corteo di solidarietà con il Popolo Palestinese.
Partenza ore 17,30 piazza stazione, conclusione con interventi e performance in piazza Orsini del Balzo.
Adriano Celentano ha indubbiamente dei numeri per il modulato calore della sua voce e per l’apprezzabile originalità di molte sue canzoni ed è anche abile nell’allestire e condurre spettacoli televisivi che suscitano interesse soprattutto per l’ampia ospitalità riservata a personaggi di grande richiamo. Ma questo non basta per spiegare il sorprendente successo di RockPolitik, una trasmissione che è stata seguita in media da oltre 12 milioni di spettatori con punte che superano i 15 milioni. Uno spettacolo oggetto di reazioni e commenti che, per numero e provenienze, superano le più ottimistiche previsioni di ascolto di un programma di intrattenimento e si collocano tra gli avvenimenti che suscitano generale attenzione da parte della pubblica opinione.
< %image(assemblea4.png" alt="L'assemblea di A Sinistra">
Intorno al nostro circolo di Mesagne si sono ovviamente ritrovati i compagni degli altri circoli di Brindisi, Latiano e Mesagne ma anche gli amici e compagni dell’area antagonista movimentista provinciale. Tanti erano pure coloro che non appartenendo né ad aree né a partiti hanno voluto essere presenti per ascoltare le ragioni di A Sinistra.
Scarica gli interventi della serata
Per la prima volta nella storia delle assemblee che riuniscono i paesi dell’America Latina il documento finale accoglie due tesi, una contro l’altra. E per la prima volta i protagonisti se ne vanno, evitando di ascoltare la lettura di un testo che sbriciola promesse e speranze. Ma un punto d’incontro c’è: mai un presidente degli Stati Uniti ha riunito l’intero continente in un solo sentimento, il disprezzo popolare. Roboante, isterico, esagerato, inquinato da veleni pericolosi, eccessivo nell’improprietà, ma condiviso dalle folle argentine, brasiliane, di Caracas e di Città del Messico.
Gli stessi cartelli attraversano in un lampo 12 mila chilometri di malcontento. 220 milioni di emarginati in una regione tra le più ricche del mondo fanno pensare ad una sterminata periferia disposta a bruciare le strategie dei palazzi dove l’alchimia dei neo conservatori programma la loro infelicità.
L’esercito degli Stati Uniti ha usato il fosforo bianco durante l’attacco a Fallujah del novembre del 2004. L’agente chimico, contrariamente a quanto affermato dal Dipartimento di Stato in una nota del 9 dicembre 2004, non e’ stato usato, secondo gli usi consentiti, per illuminare le postazioni nemiche, ma e’ stato usato indiscriminatamente sui quartieri della citta’. E’ quanto emerge da un’inchiesta di Rainews 24, realizzata da Sigfrido Ranucci, in onda domani alle 7,35, nella quale, con testimonianze di ex militari americani, vengono mostrati anche documenti filmati del bombardamento al fosforo, e quelli altamente drammatici che ne riprendono gli effetti, oltre che sugli insorgenti iracheni , anche su civili, donne e bambini di Fallujah, alcuni dei quali sorpresi nel sonno. Ascoltiamo un brano dell’intervista a un ex militare americano.
La rimonta di Berlusconi che alla vigilia delle elezioni politiche impone una legge elettorale confezionata su misura degli interessi politici suoi e del suo schieramento, che sconfigge l’on.le Follini e che ricompatta d’un colpo la sua sbrindellata maggioranza, è una falsa immagine accreditata dall’entourage del Cavaliere e da quanti, immersi fino al collo nelle sue avventurose scelte, non intravedono altro tentativo di salvezza se non quello, per quanto disperato, di puntare ancora una volta su di lui, sulla sua potenza finanziaria e sui fuochi d’artificio della sua politica. Una immagine, quella appunto della ripresa in extremis del berlusconismo, che è circolata nei quartieri alti della politica e del giornalismo creando illusioni a destra ed incubi a sinistra ma che non ha alcun riscontro negli umori effettivi della gente sempre più insofferente ad una politica governativa responsabile dei guasti che sono sotto gli occhi di tutti, ripiegata malinconicamente su se stessa ed incapace di affrontare i problemi del Paese.
Il popolo di centrosinistra ha reagito ai colpi di mano e alle arroganze di Berlusconi recandosi in massa alle urne per affermare la scelta di imprimere alla politica italiana un netto cambiamento di rotta. Quello della partecipazione massiccia al voto, che ha superato ogni più ottimistica previsione, ci sembra il dato più rilevante e significativo emerso dalla consultazione di domenica scorsa, la contestazione della politica berlusconiana si allarga, si rafforza e chiede ai gruppi dirigenti dei partiti del centrosinistra nuovi e crescenti spazi di partecipazione che favoriscano un autentico protagonismo di base contro ogni tentazione di calare dall’alto scelte programmatiche e decisioni di candidature.