A Sinistra Mesagne – Il giornale di dicembre
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Dopo mesi e mesi di ostruzionismo strumentale i DS locali danno il via libera al completamento del centro commerciale. Una inversione troppo repentina per non essere sospetta.
Dopo un decennio di tentativi falliti e lo scioglimento del Consorzio Università Brindisi si sono poste le premesse perché la città e la provincia di Brindisi abbiano una Università. La firma del protocollo d’intesa è un evento che apre alla speranza
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di Maurizio Portaluri e Stefano Palmisano
Qualche giorno il Tribunale di Brindisi ha assolto un gruppo di ex dirigenti dello stabilimento petrolchimico di questa città, e delle società che lo hanno gestito in passato, dall’accusa di aver colposamente ucciso due lavoratori della stessa struttura esponendoli all’amianto durante l’espletamento delle mansioni lavorative di costoro, in assenza di qualsiasi serio strumento, generale ed individuale, di protezione; assoluzione, per l’appunto, perché il fatto non costituisce reato.
La questione della TAV in Val di Susa e quella del rigassificatore a Brindisi hanno in comune lo stesso contrasto fra la concezione di uno sviluppo centrato sulle “grandi opere” violento con l’ambiente e prevaricatore e l’idea di un progresso che rispetta la natura e promuove i diritti, lo stesso disprezzo da parte del Governo per le scelte e per la dignità delle popolazioni interessate, la stessa presenza di un partito trasversale che ha il suo fulcro nello schieramento di destra ma si estende anche fra ipocrisie e contorcimenti in significativi settori del centrosinistra, lo stesso intreccio di oscuri affari e di inconfessabili interessi.
Nonostante si parli di devoluzione, cioè della totale autonomia delle regioni in sempre più numerosi ambiti, il Governo centrale continua a dettare rigide regole di comportamento in quegli stessi settori. E’ il caso del tetto imposto dal 2002 alla spesa farmaceutica che non deve superare il 13% della spesa sanitaria ed anche della norma contenuta nella legge finanziaria di prossima approvazione che stabilisce un nuovo tetto massimo, quello delle prestazioni a favore di cittadini provenienti da altre regioni. Questa norma fa però eccezione per i pazienti affetti da tumore e per quelli che richiedono prestazioni di alta specialità. Ma andare a Milano, ad esempio, per un intervento di appendicectomia sarà permesso ad un pugliese solo fino ad esaurimento del tetto di spesa stabilito. Si tratta di due problemi apparentemente molto diversi ma che hanno in comune una sola preoccupazione, quella di risparmiare sulle risorse finanziarie per la sanità.
Nei giorni scorsi l’Amministrazione Comunale, attraverso gli assessori Di Pietrangelo e Piro (LL.PP. e Sport), ha presentato, nelle apposite Commissioni consiliari, il progetto per la realizzazione di un nuovo impianto sportivo in contrada Tagliata. L’occasione è servita ai consiglieri comunali di prendere visione degli elaborati e di fare le prime osservazioni. Abbiamo tutti apprezzato lo sforzo fatto per dare a Mesagne un opera di rilevante valore sociale ma abbiamo pure condiviso le osservazioni che sono emerse, tanto da rendere necessario un ulteriore ritorno in commissione.
I temi complessivamente legati al territorio ed alla tutela ambientale si sono imposti nell’agenda politica di questa legislatura con il carattere inquietante dell’emergenza. I ripetuti eventi alluvionali testimoniano una perdurante condizione di dissesto idrogeologico che attraversa soprattutto le aree extraurbane dove si è determinato nel tempo lo scompaginamento del complesso sistema idrografico superficiale nei vasti territori afferenti ai canali Reale e Galina-Capece. Il carico urbanistico dovuto al traffico veicolare, la inadeguatezza complessiva della rete viaria, l’atavica carenza di aree di sosta hanno ormai raggiunto livelli di insopportabilità tali da condizionare seriamente la qualità di vita anche nei nostri piccoli centri. I cambiamenti in corso nei processi di sviluppo economico, con l’avvento della grande e media distribuzione commerciale, l’espansione della zona artigianale e la contestuale crisi del comparto agro-industriale, hanno subito una brusca accelerazione tale da mettere tutti di fronte a problemi nuovi, a frontiere inesplorate.