Chiusura al traffico Via Marconi: privilegiato l'interesse privato o quello collettivo?
Un esercizio commerciale ha "offerto" alla città di Mesagne uno spettacolo per le selezioni per miss Italia, provocando la chiusura totale al traffico di una importante arteria stradale. Di seguito il commento della nostra Maria De Mauro.privilegiato l'interesse privato o quello collettivo?
Mi sento di esternare alcune domande, come cittadina e come rappresentante di un gruppo politico, con la speranza di poter ricevere delle adeguate risposte dall'Amministrazione comunale.
E' mai possibile che via Marconi rimanga inaccessibile nel tratto compreso tra via Carducci e via Mameli fin dalla prima mattinata di domenica 22 giugno, per tutta la serata e parte della notte seguente per consentire ad un esercente commerciale di allestire al centro della strada un megaschermo e un palco per la visione della partita e poi una sfilata di moda?
A Mesagne manifestazioni del genere si sono sempre tenute, ma nelle piazze e nei luoghi destinati agli incontri collettivi. Per quanto mi risulta non si è mai consentito che ciò avvenisse per favorire l'iniziativa privata di un esercizio commerciale nel bel mezzo di una importante via del paese. Sono certa che il permesso sia stato rilasciato dall'Amministrazione comunale perché la "politica" che oggi governa Mesagne forse è più "sensibile" agli interessi dei privati commerciati. Ma vorremmo sapere se questa autorizzazione tutta "politica" è stata accompagnata dal parere favorevole del Comandante dei Vigili Urbani? O se i pareri tecnici o non si chiedono più o se sono "sfavorevoli" vengono cestinati.
In ogni caso ci auguriamo che questo rimanga un episodio isolato, un'esperienza da non ripetere visto il disagio che ha procurato agli automobilisti ed ai residenti nell'aver bloccato la principale arteria di Mesagne per una intera giornata. Via Marconi come ogni via a Mesagne non solo è di tutti i cittadini ma per la complessità del traffico veicolare nella nostra città è troppo insostituibile e la sua chiusura, anche limitata, genera solo problemi. Non ne parliamo poi quando una chiusura così "costosa" per la collettività si realizza per soddisfare una iniziativa a chiaro sfondo commerciale e quindi privata.
Per amore di verità c'è da aggiungere che le attenzioni della "politica" per il locale in questione sono più antiche nel tempo altrimenti non si spiegherebbe come mai il marciapiede antistante, anche questo proprietà di tutti, è diventato il giardino privato dell'esercizio commerciale, con una cornice di piante da siepe poste a filo di strada che ne costituiscono il perimetro. L'accesso al marciapiede, con regolari scivoli, è possibile, ma subito impedito da tavolini in ferro e sedie abbinate e tra poco, quando l'estate trionferà, da voluminosi divani e poltrone in vimini, tavoli bassi e grandi. Chiunque voglia attraversare questo marciapiede con passeggini, carrozzine, sedie a rotelle, bambini alla mano e altro di comune, banale e mortale ne è impedito! Nessuno osa passarci per via di quell'educato rispetto delle altrui cose che ognuno di noi ha: sembra di entrare in casa d'altri! E quindi si passa scendendo in strada, nel traffico sempre concitato. Un marciapiede che per legge deve essere occupato in parte, è diventato una proprietà privata!
Voglio sperare che il "buon" Incalza, Sindaco della trasparenza, saprà darà esaurienti risposte ai cittadini. Anche a chi, come la sottoscritta, le richiede pur non avendolo votato.
Mesagne, 24 giugno 2008
Prof.ssa Maria DE MAURO
A Sinistra Mesagne
