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	<title>A Sinistra - Movimento Politico Antiliberista</title>
	
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	<description>Movimento Politico Antiliberista di Mesagne, Brindisi, Latiano e San Pancrazio</description>
	<pubDate>Fri, 02 Jan 2009 16:08:17 +0000</pubDate>
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		<title>Fermatevi subito, fermiamoci tutti!</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jan 2009 16:08:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Appello di Pax Christi: «quello in corso a Gaza è un massacro, non un bombardamento, è un crimine di guerra e ancora una volta nessuno lo dice». Parole di padre Manauel Musallam, parroco a Gaza. Un inferno di orrore, morte e distruzione, di lutti, dolore e odio si sta abbattendo in queste ore sulla Striscia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-716" title="Palestinesi a Gaza" src="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2009/01/gaza.jpg" alt="Palestinesi a Gaza" width="210" height="127" />Appello di <strong>Pax Christi</strong>: <em>«quello in corso a Gaza è un massacro, non un bombardamento, è un crimine di guerra e ancora una volta nessuno lo dice».</em> Parole di padre Manauel Musallam, parroco a Gaza. Un inferno di orrore, morte e distruzione, di lutti, dolore e odio si sta abbattendo in queste ore sulla Striscia di Gaza e sul territorio israeliano adiacente. Di seguito comunicato integrale.<span id="more-717"></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Fermatevi Subito, Fermiamoci tutti!</strong></p>
<p><em>«quello in corso a Gaza è un massacro, non un bombardamento, è un crimine di guerra e ancora una volta nessuno lo dice» </em>P. Manauel Musallam, parroco a Gaza, 27 dicembre 2008. Un inferno di orrore, morte e distruzione, di lutti, dolore e odio si sta abbattendo in queste ore sulla Striscia di Gaza e sul territorio israeliano adiacente.</p>
<p><strong>A voi, capi politici e militari israeliani,</strong></p>
<p>chiediamo di considerare che insieme ai &#8216;miliziani&#8217; di Hamas state colpendo, uccidendo e ferendo centinaia di civili palestinesi. Non potete non averlo calcolato. Non potete non sapere che a Gaza non esistono obiettivi da mirare chirurgicamente. Non potete non aver messo in conto che da troppo tempo è la popolazione di Gaza a vivere sotto embargo, senza corrente elettrica, senza cibo, senza medicine, senza possibilità di fuga. Le vostre crudeli operazioni di guerra compiono opera di morte su donne, bambini e uomini che non possono scappare né curarsi e sopravvivere, essendo strapieni gli ospedali e vuoti i forni del pane. Ascoltate i vostri stessi concittadini che operano nelle organizzazioni israeliane per la pace: <em>«Siamo responsabili della disperazione di un popolo sotto assedio. Hamas da settimane aveva dichiarato che sarebbe stato possibile ripristinare la tregua a condizione che Israele riaprisse le frontiere e permettesse agli aiuti umanitari di entrare. Il governo d&#8217;Israele ha scelto consapevolmente di ignorare le dichiarazioni di Hamas e ha cinicamente scelto, per fini elettorali, la strada della guerra»</em>.</p>
<p><strong>Fermatevi Subito!</strong></p>
<p><strong>A voi, capi di Hamas, </strong></p>
<p>chiediamo di considerare che i vostri razzi artigianali lanciati verso le cittadine israeliane poste sul confine, sono strumenti ulteriori di distruzione e, per fortuna raramente, di morte, e creano inutilmente paura e tensione tra i civili. Sono una assurda e folle reazione all&#8217;oppressione subita, che si presta come alibi per un&#8217;aggressione illegale. Se foste più potenti, capi di Hamas, vorreste forse raggiungere i livelli di distruzione dei vostri nemici? E non essendolo, a che scopo creare panico, odio e desiderio di vendetta nei civili israeliani che vivono a fianco alla vostra terra? Quali strategie di desolazione, disumane e inefficaci, state perseguendo?</p>
<p><strong>Fermatevi Subito!</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>E noi donne e uomini che apparteniamo alla &#8217;società civile&#8217;,</strong></p>
<p><strong>Fermiamoci Tutti!</strong></p>
<p>Sostiamo almeno un minuto accanto a tutti i civili che soffrono. Alle centinaia di ammazzati palestinesi, che per noi non avranno mai nome e volto, come alla vittima israeliana. Alle centinaia di feriti palestinesi e ai fortunatamente pochi feriti israeliani. A chi ha perso la casa. A chi non può curarsi.</p>
<p>E poi, tutti insieme, alziamo la voce: non è questa la strada che porterà Israele a vivere in pace e sicurezza. Non è questa la strada che porterà i palestinesi a vivere con dignità in uno Stato senza più occupazione militare, libero e sovrano.</p>
<p>I media italiani in questi giorni hanno purtroppo mascherato una folle e premeditata aggressione -e soprattutto l&#8217;insopportabile contesto di un assedio da parte di Israele che per mesi ha ridotto alla fame un milione e mezzo di persone- scegliendo accuratamente alcuni termini ed evitandone altri.</p>
<p>La maggior parte dei quotidiani e telegiornali hanno affermato che <em>«è stato Hamas a rompere la tregua»</em>. Invece il 19 dicembre è semplicemente scaduta una tregua della durata concordata di sei mesi. L&#8217;accordo comprendeva: il cessate-il-fuoco, la sua estensione nel giro di qualche mese alla Cisgiordania e la fine del blocco di Gaza. Questi impegni non sono stati rispettati da Israele (25 palestinesi uccisi solo dalla firma dell&#8217;accordo) e quindi Hamas non l&#8217;ha rinnovato. Ancor più precisamente, già ai primi di novembre, Israele aveva rotto la tregua con una serie di attacchi a Gaza uccidendo altri 6 palestinesi.</p>
<p>Aiutiamoci allora a valutare criticamente le analisi spesso falsate dei media per dare maggior forza ad altre voci diventate grida: Solo poche ore fa, proprio a Gaza, il Patriarca di Gerusalemme celebrava la Messa di Natale riprendendo il suo Messaggio natalizio<em>: «Siamo stanchi. La pace è un diritto per tutti. Siamo in apprensione per l&#8217;ingiusta chiusura imposta a Gaza e a centinaia di migliaia di innocenti. Siamo riconoscenti a tutti gli uomini di buona volontà che non risparmiano sforzi per spezzare questo blocco».</em></p>
<p>La strada intrapresa invece, lastricata di sangue e macerie, condurrà la gente qualsiasi al macello. E i suoi capi alla sconfitta. In primo luogo alla sconfitta umana.</p>
<p align="right"><strong>Pax Christi Italia, 28 dicembre 2008</strong></p>

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		<title>Dove è finito lo slogan di Incalza</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Dec 2008 15:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Mesagne]]></category>

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		<description><![CDATA[Fin dalla prima affermazione di Incalza ero convinto, insieme al Movimento che rappresento, della necessità di farlo restare in carica perché governando il centrodestra avrebbe in maniera clamorosa dimostrato tutte le sue carenze, i suoi appetiti e la sua inadeguatezza. Tali previsioni non solo oggi si rivelano esatte anzi si è andati al di là [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2008/12/cosimo_guido.jpg" rel="lightbox[706]"><img class="alignright size-full wp-image-714" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Cosimo Guido" src="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2008/12/cosimo_guido.jpg" alt="Cosimo Guido" width="282" height="194" /></a>Fin dalla prima affermazione di Incalza ero convinto, insieme al Movimento che rappresento, della necessità di farlo restare in carica perché governando il centrodestra avrebbe in maniera clamorosa dimostrato tutte le sue carenze, i suoi appetiti e la sua inadeguatezza. Tali previsioni non solo oggi si rivelano esatte anzi si è andati al di là di ogni cupa aspettativa. Le tre parole chiave del centro-destra nella campagna elettorale scorsa sono state: partecipazione, legalità e trasparenza<strong>.</strong> Riporto qui di seguito alcuni degli episodi più importante che hanno caratterizzato l&#8217;operare del Sindaco Incalza e della sua Giunta politica per verificare quanto i tre principi siano stati tenuti in conto. Di seguito articolo integrale di <strong>Cosimo Guido</strong>, coordinatore cittadino di A Sinistra.<span id="more-706"></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Mesagne: dove è finito lo slogan di Incalza</strong></p>
<p>Fin dalla prima affermazione di Incalza ero convinto, insieme al Movimento che rappresento, della necessità di farlo restare in carica perché governando il centrodestra avrebbe in maniera clamorosa dimostrato tutte le sue carenze, i suoi appetiti e la sua inadeguatezza. Tali previsioni non solo oggi si rivelano esatte anzi si è andati al di là di ogni cupa aspettativa. <strong>Le tre parole chiave del centro-destra nella campagna elettorale scorsa sono state: partecipazione, legalità e trasparenza.</strong> Riporto qui di seguito alcuni degli episodi più importante che hanno caratterizzato l&#8217;operare del Sindaco Incalza e della sua Giunta politica per verificare quanto i tre principi siano stati tenuti in conto.</p>
<p><a name="11e5f675be64df3b_OLE_LINK1">Episodio</a> primo: arroccatosi dietro la falsa scusa della scarsità di tempo avuto a disposizione, il centro-destra occupandosi del nodo relativo all&#8217;Area Vasta presenta una accozzaglia di schede progetto che poco hanno a che vedere l&#8217;una con l&#8217;altra; non ci si pone il problema delle ricadute del progetto sull&#8217;intera area e, soprattutto intendendo per partecipazione dare informazione su quanto la Giunta sta facendo, non ci si accorge che è proprio la partecipazione il cuore, l&#8217;anima del progetto e quindi l&#8217;origine dello stesso.</p>
<p>Episodio secondo: nel frattempo la giunta pressata dall&#8217;Auchan che ha estrema fretta di rinnovare la convenzione, con una delibera proroga il termine dell&#8217;accordo con la multinazionale non già fino al 2011, come era stato richiesto, ma fino al 2014 e senza coinvolgimento alcuno della città e delle istituzioni. Riuscire a trovare una logica politica in questo è impossibile a meno che non si guardi alla politica come ad un mercato e la rappresentanza democratica non conti nulla e si creda che possa essere un esercizio da riservare solo a chi avrà l&#8217;ardire di suonare al campanello (trasparenza, legalità).</p>
<p>Episodio terzo: il documento sulla rigenerazione urbana ha tenuto occupato il Consiglio Comunale per ben quattro sedute. Nella prima di queste l&#8217;Assessore Semeraro presenta un documento che viene palesemente e inequivocabilmente accusato di plagio (arte del copia e incolla) da vari consiglieri dell&#8217;opposizione. La giunta e l&#8217;assessore in primis rimediano una figuraccia alle quali è difficile assistere non sanata nemmeno quando si giunge all&#8217;ultimo dei quattro Consigli o perché mentre la prima parte del testo all&#8217;esame è stata cambiata (almeno nella forma) la seconda parte è totalmente e nuovamente copiata da un documento adottato da alcune città del nord Italia. Si tratta quindi di una nuova dimostrazione di inadeguatezza e incapacità dell&#8217;assessore che comunque resta al proprio posto.</p>
<p>Episodio quattro: il sindaco Incalza convoca i capigruppo consiliari e i segretari di partito ad un incontro con l&#8217;Auchan e le Leroy Merlin, unitamente ai rappresentanti delle varie categorie produttive, per dare l&#8217;opportunità a questi colossi commerciali di pretendere riconoscenza dalla città per ciò che stanno facendo per il territorio. Un comportamento francamente arrogante, fin qui mai esibito, e che solo un&#8217;amministrazione prona e ammorbidita ha potuto consentire. La giunta Incalza è riuscita a ribaltare il rapporto di forza tra l&#8217;Auchan e la città, rapporto che le passate amministrazioni avevano faticosamente costruito e difeso. Ed è proprio a margine di quell&#8217;appuntamento che il Sindaco dirà di aver &#8220;<em>segnalato qualcuno</em> - a Leroy Marlin - <em>per essere presi in considerazione per l&#8217;assunzione&#8221; </em>e di aver suggerito anche le aziende disposte ad eseguire i lavori. Non mi sottraggo dal rilevare la gravità di tali dichiarazioni e per quanto mi riguarda deplorevoli e inammissibili sono soprattutto gli atti che le hanno accompagnate e che hanno creato di fatto una distinzione tra disoccupati di serie A e disoccupati di serie B, tra veramente bisognosi e bisognosi così così. Tali pratiche sono vergognose e non importa da che parti vengono perché tali restano. Realizzate e dichiarate (in trasparenza) dal Sindaco sono non solo disonorevoli ma addirittura lesive del prestigio della città e della Istituzione che rappresenta.</p>
<p>Questi riportati sono solo alcuni degli episodi succedutesi in questi mesi, tra qualche giorno verranno al pettine altri nodi come quello relativo alla raccolta differenziata e indifferenziata e il riassetto dirigenziale degli uffici comunali. Anche queste ultime già avviate senza nessun percorso di partecipazione e di trasparenza e con dubbi seri se non sulla legalità almeno sulla legittimità. Dove è finito lo slogan di Incalza?</p>
<p>Mesagne, 22 dicembre 2008</p>
<p align="center"><strong>Cosimo GUIDO<br />
coordinatore cittadino di A Sinistra - Mesagne</strong></p>

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		<title>Brindisi fra un triste primato e certe mortificanti manovre</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Dec 2008 15:19:39 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Ambiente e Salute]]></category>

		<category><![CDATA[Brindisi]]></category>

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		<description><![CDATA[Un&#8217;autorevole conferma da parte dell&#8217;associazione de &#8220;I Medici per l&#8217;ambiente&#8221;: Brindisi è la città più inquinata d&#8217;Italia per le tonnellate di anidride carbonica emesse nello scorso anno dalla centrale ENEL di Cerano e per i tanti veleni, compresi i pericoli radioattivi, provenienti anche da altri insediamenti industriali. Di seguito comunicato Associazioni ambientaliste.
Brindisi fra un triste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-704" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Il Castello di Brindisi" src="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2008/12/castello_brindisi_2.jpg" alt="Il Castello di Brindisi" width="171" height="164" />Un&#8217;autorevole conferma da parte dell&#8217;associazione de &#8220;I Medici per l&#8217;ambiente&#8221;: Brindisi è la città più inquinata d&#8217;Italia per le tonnellate di anidride carbonica emesse nello scorso anno dalla centrale ENEL di Cerano e per i tanti veleni, compresi i pericoli radioattivi, provenienti anche da altri insediamenti industriali. Di seguito comunicato <strong>Associazioni ambientaliste</strong>.<span id="more-703"></span></p>
<p align="center"><strong>Brindisi fra un triste primato e certe mortificanti &#8220;manovre&#8221;</strong></p>
<p>Un&#8217;autorevole conferma da parte dell&#8217;associazione de &#8220;I Medici per l&#8217;ambiente&#8221;: Brindisi è la città più inquinata d&#8217;Italia per le tonnellate di anidride carbonica emesse nello scorso anno dalla centrale ENEL di Cerano e per i tanti veleni, compresi i pericoli radioattivi, provenienti anche da altri insediamenti industriali.  La citata associazione, riconosciuta dall&#8217;ONU per l&#8217;attività che svolge per sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica sui rischi dell&#8217;inquinamento e sulle  conseguenze per la salute, ha dato la notizia ufficiale dell&#8217;esito di una sua indagine nel corso di un convegno nazionale tenutosi nei giorni scorsi a Genova.</p>
<p>Da anni le nostre associazioni cercano di richiamare l&#8217;attenzione del governo centrale sulla drammatica situazione ambientale del territorio brindisino facendo presente come sia davvero assurdo e cinico pensare di aggravare una sì grave situazione con la costruzione di un impianto pericoloso come il rigassificatore progettato nel porto e a ridosso del centro abitato.  Sembra allora incredibile che a questa istanza sostenuta dalle responsabili scelte delle amministrazioni locali e da un massiccio consenso dei cittadini, si sia risposto solo burocraticamente disponendo una valutazione di impatto ambientale postuma che dovrebbe accertare ciò che è platealmente sotto gli occhi di tutti. Per non parlare poi di una super burocratica consultazione delle popolazioni interessate che si pretende di condurre sbrigativamente colmando in modo improprio una lacuna normativa con l&#8217;applicazione di disposizioni emanate per casi che non hanno nulla a che fare con la costruzione di rigassificatori.</p>
<p>Appaiono allora strumentali e provocatori certi sondaggi commissionati da entità che restano nell&#8217;ombra per tentare di attribuire alla nostra cittadinanza un orientamento opposto rispetto a quello che ha più volte chiaramente espresso. Sappiamo bene che sono in atto campagne persuasive condotte con discutibili metodi ma siamo anche convinti che esse non potranno sortire gli effetti perseguiti dagli interessi che le muovono perché la nostra comunità, in tutte le sue articolazioni ed espressioni, continuerà a respingerle con dignità e determinazione.</p>
<p>Brindisi, 20 dicembre 2008</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Italia Nostra, Legambiente, WWF, , Fondazione &#8220;Dott. Antonio Di Giulio&#8221;, Fondazione &#8220;Prof. Franco Rubino&#8221;, A.I.C.S., ARCI, Forum ambiente salute e sviluppo, Medicina Democratica, Lipu, Comitato per la Tutela dell&#8217;Ambiente e della Salute del Cittadino, Comitato cittadino<em> &#8220;Mo&#8217; Basta!&#8221;, </em>Comitato Brindisi Porta d&#8217;Oriente.</strong></p>

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		<title>Un anno che ci consegna amare lezioni e grandi messaggi</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 19:45:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sta per concludersi un anno nel quale è stato celebrato il 60° anniversario dell&#8217;entrata in vigore della nostra Costituzione avvenuta il 1° gennaio 1948 e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell&#8217;Uomo adottata a Parigi il 10 dicembre successivo dall&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Due eventi di straordinario valore perché nella storia del nostro Paese ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2008/12/eleanor_roosevelt_declaration.jpg" rel="lightbox[700]"><img class="alignright size-full wp-image-701" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Dichiarazione dei diritti umani" src="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2008/12/eleanor_roosevelt_declaration.jpg" alt="" width="281" height="210" /></a>Sta per concludersi un anno nel quale è stato celebrato il 60° anniversario dell&#8217;entrata in vigore della nostra Costituzione avvenuta il 1° gennaio 1948 e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell&#8217;Uomo adottata a Parigi il 10 dicembre successivo dall&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Due eventi di straordinario valore perché nella storia del nostro Paese ed in quella dell&#8217;intera umanità per la prima volta la politica ha proclamato solennemente la scelta di convertire il proprio potere, spesso drammaticamente segnato da tortuosità e violenze, in un generoso servizio in favore di ogni uomo affinché a tutti gli uomini fossero riconosciuti e garantiti i diritti innati ed essenziali che ad essi appartengono in forza della loro dignità personale. Di seguito articolo di <strong>Michele Di Schiena</strong><span id="more-700"></span></p>
<p align="center"><strong>Un anno che ci consegna amare lezioni e grandi messaggi</strong></p>
<p>Sta per concludersi un anno nel quale è stato celebrato il 60° anniversario dell&#8217;entrata in vigore della nostra Costituzione avvenuta il 1° gennaio 1948 e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell&#8217;Uomo adottata a Parigi il 10 dicembre successivo dall&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Due eventi di straordinario valore perché nella storia del nostro Paese ed in quella dell&#8217;intera umanità per la prima volta la politica ha proclamato solennemente la scelta di convertire il proprio potere, spesso drammaticamente segnato da tortuosità e violenze, in un generoso servizio in favore di ogni uomo affinché a tutti gli uomini fossero riconosciuti e garantiti i diritti innati ed essenziali che ad essi appartengono in forza della loro dignità personale.</p>
<p>Un profondo e sostanziale rinnovamento quello voluto dalla nostra Costituzione che fonda la Repubblica sul lavoro e che sancisce la pari dignità sociale dei cittadini per la promozione della quale lo Statuto medesimo assegna alle Istituzioni il compito di<em> «rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale» </em>che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e la partecipazione dei lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Una svolta liberante e trasformatrice quella poi operata dalla Dichiarazione Universale dell&#8217;Onu la quale, dopo aver affermato nel preambolo che <em>«il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana costituisce &#8230; il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo»</em>, menziona i diritti inalienabili ed afferma che <em>«tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità» </em>aggiungendo che  essi <em>«devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza, che tutti sono uguali dinanzi alla legge», </em>che ogni individuo ha diritto al lavoro, alla salute, all&#8217;istruzione e alla cultura.</p>
<p>Le ricorrenze del duplice anniversario sono cadute in un anno durante il quale nel mondo è esplosa una gravissima crisi economica che sta facendo crollare il mito delle <em>«magnifiche sorti e progressive» </em>di un sistema iniquo che ha messo le sue mani pesanti sull&#8217;intero pianeta. Un sistema responsabile della fame di migliaia di uomini che ha finito per alimentare il barbaro scontro tra i &#8220;signori&#8221; della guerra ed i &#8220;profeti&#8221; del terrorismo uniti nel criminale impegno di mandare poveri e diseredati ad uccidersi tra loro ed a uccidere masse di inermi e di innocenti. E sono cadute queste ricorrenze nell&#8217;anno in cui in Italia si riaffacciano politiche destinate a far crescere disuguaglianze e discriminazioni.</p>
<p>La fase che stiamo vivendo è nera ma nessuno spazio va concesso al pessimismo perché, nonostante tutto, il progresso dell&#8217;umanità è inarrestabile ed i due eventi storici citati hanno indicato il cammino di civiltà che le forze della conservazione possono ostacolare ma non fermare e, ancor meno, ricacciare indietro. Ne sono consolante conferma l&#8217;elezione a Presidente degli Stati Uniti di Barak Obama e le speranze che hanno accompagnato tale avvenimento in ogni parte del mondo. Ma è giusto- e non lo si è fatto adeguatamente durante le celebrazioni dei ricordati eventi -  mettere in rilievo la distanza che separa lo spirito dei due documenti storici dalle logiche che negli ultimi tempi hanno segnato in negativo la vicenda politica del nostro Paese e quella internazionale. Così come è doveroso chiamare con il loro nome e cognome queste politiche ed i loro profeti: il turbocapitalismo neoliberista di Bush in America e di Berlusconi e Tremonti in Italia.</p>
<p>Quel ministro Tremonti che, ponendosi alla guida ideologica della destra, sta oggi tentando di vestire i panni del critico d&#8217;avanguardia del dominante sistema economico mentre rimane nei fatti ad esso aggrappato e si adopera per farlo sopravvivere dietro la fumosa formula della cosiddetta &#8220;economia sociale di mercato&#8221;. Un&#8217;operazione di lifting politico che la sinistra nostrana, distratta dalle sue diatribe interne e bloccata dai suoi complessi, stenta a disvelare. Una sinistra che fatica a mettere in campo progetti alternativi ispirati ai grandi valori dei due documenti che nel secolo scorso, all&#8217;indomani della seconda guerra mondiale, hanno acceso nel mondo ed in Italia la fiaccola della democrazia e della pace. L&#8217;anno che sta per chiudersi non è stato molto generoso ma ci ha consegnato certe amare lezioni e certi illuminanti messaggi che possono forse aiutarci nell&#8217;anno prossimo ed in quelli successivi.</p>
<p>Brindisi, 16 dicembre 2008</p>
<p align="center"><strong>Michele DI SCHIENA</strong></p>

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		<title>Taranto, 45 anni in una bolla di diossina: finalmente la legge regionale!</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 19:41:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quarantacinque anni costretti a vivere in una bolla di diossina. E ora finalmente c&#8217;è una legge per far scoppiare la bolla. Vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno sostenuto questa lotta per una città migliore, più sana, più vivibile. Il futuro dipende soltanto dall&#8217;impegno di tutti.
Ci siamo mobilitati con il coordinamento di Altamarea per sostenere la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="LIlva di Taranto - Foto di Antonio Seprano www.flickr.com" src="http://farm4.static.flickr.com/3038/2629489642_f66c59f3e1_m.jpg" alt="" width="214" height="142" />Quarantacinque anni costretti a vivere in una bolla di diossina. E ora finalmente c&#8217;è una legge per far scoppiare la bolla. Vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno sostenuto questa lotta per una città migliore, più sana, più vivibile. Il futuro dipende soltanto dall&#8217;impegno di tutti.</p>
<p>Ci siamo mobilitati con il coordinamento di Altamarea per sostenere la legge e, dopo un&#8217;estenuante giornata a Bari, finalmente possiamo dire: vittoria! Il 16 dicembre è stata una giornata storica cominciata con la partenza in pullman da Taranto alle 7.30. Dopo il viaggio e le 11 ore di dibattimento, alle 20.49, finalmente, il disegno di legge sulla diossina è diventato Legge Regionale!<span id="more-697"></span>Seguire tutti i lavori fino alla sofferta votazione finale, è servito a far capire che Taranto è vigile e ha detto basta per sempre a quella bolla di veleno.</p>
<p>Nulla sarà come prima.</p>
<p>Il Consiglio Regionale ha approvato a maggioranza con il sostegno dei consiglieri dell&#8217;opposizione Scalera, Salinari, Tagliente. Non comprendiamo assolutamente l&#8217;astensione del resto dell&#8217;opposizione che ha anteposto gli interessi di parte agli interessi generali.</p>
<p>Ci rivolgiamo a tutti coloro che hanno approvato la legge regionale perché essa divenga legge nazionale. Occorre porre fine ad uno scandalo nazionale che ha visto fino a ora soccombere le ragioni d ella salute di fronte a una potente lobby. Organizziamoci per raccogliere 50 mila firme: adesso l&#8217;obiettivo è una proposta di legge di iniziativa popolare che introduca nella legislazione nazionale le novità introdotte dalla legge regionale.</p>
<p>Taranto, 17 dicembre 2008</p>
<p align="center"><strong>Paola D&#8217;Andria - AIL Taranto</strong><strong><br />
Antonietta Podda - Comitato per Taranto<br />
Alessandro Marescotti - PeaceLink</strong></p>

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		<title>Primato negativo non solo per l’anidride carbonica ma anche per altri tossici. Ma chi interviene?</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 19:36:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ambiente e Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[È di questi giorni l&#8217;ennesima notizia che assegna alla nostra Regione il triste primato dell&#8217;inquinamento industriale e a Brindisi il primo posto nella classifica delle città con il più alto livello in Europa di emissioni di anidride carbonica , gas emesso dalla Centrale di Cerano. Di seguito comunicato del Forum Ambiente, Salute e Sviluppo.
Brindisi: primato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" title="La centrale di Cerano" src="http://www.asinistra.net/media/1/cerano.jpg" alt="La centrale di Cerano" width="222" height="166" />È di questi giorni l&#8217;ennesima notizia che assegna alla nostra Regione il triste primato dell&#8217;inquinamento industriale e a Brindisi il primo posto nella classifica delle città con il più alto livello in Europa di emissioni di anidride carbonica , gas emesso dalla Centrale di Cerano. Di seguito comunicato del Forum Ambiente, Salute e Sviluppo.<span id="more-695"></span></p>
<p align="center"><strong>Brindisi: primato negativo non solo per l&#8217;anidride carbonica ma anche per altri tossici. Ma chi interviene?</strong></p>
<p>È di questi giorni l&#8217;ennesima notizia che assegna alla nostra Regione il triste primato dell&#8217;inquinamento industriale e a Brindisi il primo posto nella classifica delle città con il più alto livello in Europa di emissioni di anidride carbonica , gas emesso dalla Centrale di Cerano. Nulla di nuovo in realtà ma ci preme rilanciare questa notizia per dire che l&#8217;anidride carbonica, che pure concorre all&#8217;aumento dei gas serra ed ai cambiamenti climatici, non è l&#8217;unica né la più nociva delle sostanze emesse  dai camini di Cerano e di Brindisi Nord.</p>
<p>Infatti il registro pubblico delle emissioni riporta il rilascio di quantità considerevoli e fuori soglia limite anche di idrocarburi policiclici aromatici,  di metalli pesanti come l&#8217;arsenico (trovato anche sotto il carbonile di Costa Morena per un metro di profondità) il cadmio, il cromo e il nichel, tutti cancerogeni. Ed  inoltre mercurio, piombo, ossidi di azoto e zolfo, sostanze queste  anche in grado di provocare gravi effetti sulla salute dei lavoratori e delle  popolazioni.</p>
<p>Ma ciò di cui non vi è menzione nel citato registro e che pure si sa essere emessa nell&#8217;ambiente è la radioattività naturalmente contenuta nel carbone. Si tratta di isotopi radioattivi che si depositano nel  terreno e che si accumulano facendo aumentare progressivamente la radioattività ambientale ed  emettendo radiazioni per centinaia di anni come è il caso degli isotopi del radio. Nessuna indagine è stata condotta su questo fenomeno e soprattutto nessuna misura è stata assunta dalle autorità dinanzi alla conclamata emissione di così tossiche  e pericolose sostanze .</p>
<p>In base ai rilievi geografici della radioattività si dovrebbero effettuare studi sulla diffusione di certe malattie tra la popolazione colmando la cronica carenza di informazioni epidemiologiche solitamente troppo generali e quasi mai rivolte a specifiche popolazioni a rischio. Non vorremmo che la anidride carbonica diventasse uno specchietto per le allodole  mascherando ben più gravi nocività per la collettività salentina. Il tema delle nocività ambientali e delle decisioni da assumere a tutela della salute pubblica dovrà, a nostro parere, essere al centro della prossima competizione elettorale i cui preparativi ci sembrano esclusivamente  incentrati sulla scelta delle persone e non che sulle decisioni da prendere.</p>
<p>Brindisi 15 dicembre 2008</p>
<address style="text-align: center;"><strong>FORUM AMBIENTE SALUTE E SVILUPPO</strong><br />
c/o Studio Legale &#8220;Carlo De Carlo&#8221;<br />
Via Casimiro 6 - 72100 BRINDISI<br />
e-mail : <a href="mailto:avvocatidecarlo@libero.it" target="_blank">avvocatidecarlo@libero.it</a><br />
Tel e fax-0831/524136<strong> </strong></address>

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		<title>In libreria: La sanità malata</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Dec 2008 17:10:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ambiente e Salute]]></category>

		<category><![CDATA[libro]]></category>

		<category><![CDATA[portaluri]]></category>

		<category><![CDATA[sanità]]></category>

		<category><![CDATA[vendola]]></category>

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		<description><![CDATA[LA SANITA&#8217; MALATA
 Viaggio nella Puglia di Vendola

di Maurizio PORTALURI
Prefazione di Michele DI SCHIENA
Postfazione di Gianluigi SARACENI
Pagg. 112 Euro 12,00
http://www.glocaleditrice.it

Esperienze e spunti di riflessione sulla Sanità pugliese al tempo della &#8220;Rivoluzione gentile&#8221; del presidente Nichi Vendola. Un medico diventato direttore generale di una ASL e un manager venuto dal Nord raccontano la loro esperienza, denunciano, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="padding-left: 90px;"><a href="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2008/12/libro_sanita_malata.jpg" rel="lightbox[691]"><img class="alignright size-full wp-image-692" title="libro_sanita_malata" src="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2008/12/libro_sanita_malata.jpg" alt="" width="120" height="184" /></a><strong>LA SANITA&#8217; MALATA<br />
<em> Viaggio nella Puglia di Vendola</em></strong>
</p>
<p style="padding-left: 90px;">di Maurizio PORTALURI</p>
<p style="padding-left: 90px;">Prefazione di Michele DI SCHIENA<br />
Postfazione di Gianluigi SARACENI</p>
<p style="padding-left: 90px;">Pagg. 112 Euro 12,00<br />
<a href="http://www.glocaleditrice.it/" target="_blank">http://www.glocaleditrice.it</a></p>
<p><span id="more-691"></span><br />
Esperienze e spunti di riflessione sulla Sanità pugliese al tempo della &#8220;Rivoluzione gentile&#8221; del presidente Nichi Vendola. Un medico diventato direttore generale di una ASL e un manager venuto dal Nord raccontano la loro esperienza, denunciano, segnalano, suggeriscono, propongono. Ne viene fuori uno spaccato impietoso e un&#8217;analisi coraggiosa dei mali che affliggono la Sanità del Mezzogiorno: dall&#8217;ingerenza della politica ai trasformismi manageriali, dal clientelismo alle speculazioni della casta dei medici, dalle pressioni dell&#8217;industria sanitaria e farmaceutica alle strumentalizzazioni delle associazioni di volontariato&#8230; Una radiografia che mette a fuoco e delinea con chiarezza i contorni di un&#8217;occasione mancata per il servizio pubblico di mettere al centro del suo impegno il cittadino-ammalato e che segna, forse, la fine di quel &#8220;momento magico&#8221; che la Sanità pugliese sembrava avviata a vivere.</p>
<p><strong>Maurizio Portaluri</strong> è medico ospedaliero, dirige il reparto di radioterapia dell&#8217;ospedale &#8220;Perrino&#8221; di Brindisi ed è stato per due anni Direttore generale della ASL di Andria-Barletta-Trani e dell&#8217;Istituto Tumori di Bari, incarico da cui si è dimesso nel dicembre 2007. Impegnato con Medicina Democratica nei movimenti per la tutela della salute. Ha pubblicato Di fabbrica si muore, Manni Editori, 2008.</p>
<p><strong>Michele Di Schiena</strong> è magistrato Presidente Onorario Aggiunto della Corte di Cassazione. Impegnato nella società civile con associazioni e movimenti in varie iniziative e campagne per la tutela e la promozione di diritti fondamentali della persona.<br />
<strong>Gianluigi Saraceni</strong> è dirigente amministrativo della sanità pubblica con diversi incarichi in Emilia Romagna e in Liguria. Dal 2005 è stato direttore amministrativo della ASL di Andria-Barletta-Trani, incarico da cui si è dimesso nel giugno 2008.</p>

<p><a href="http://feeds.feedburner.com/~a/ASinistra?a=OxjMCm"><img src="http://feeds.feedburner.com/~a/ASinistra?i=OxjMCm" border="0"></img></a></p><div class="feedflare">
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		<title>Morti da lavoro: crimini e porcate</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Dec 2008 16:58:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Dall'Italia]]></category>

		<category><![CDATA[ilva]]></category>

		<category><![CDATA[lavoro]]></category>

		<category><![CDATA[morti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il rosario di morte dei cosiddetti &#8220;infortuni&#8221; sul lavoro ha visto sgranare una nuova vittima sacrificale, Jan Zygmunt Paurovvicz, 54 anni, polacco; stavolta, ancora, in quella specie di tempio satanico per gli esseri umani e per l&#8217;ambiente circostante che risponde al nome di stabilimento siderurgico Ilva di Taranto. Di seguito articolo dell&#8217;avv. Stefano Palmisano

Morti da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il rosario di morte dei cosiddetti &#8220;infortuni&#8221; sul lavoro ha visto sgranare una nuova vittima sacrificale, Jan Zygmunt Paurovvicz, 54 anni, polacco; stavolta, ancora, in quella specie di tempio satanico per gli esseri umani e per l&#8217;ambiente circostante che risponde al nome di stabilimento siderurgico Ilva di Taranto. Di seguito articolo dell&#8217;avv. <strong>Stefano Palmisano</strong><br />
<span id="more-689"></span></p>
<p align="center"><strong>Morti da lavoro: crimini e porcate.</strong></p>
<p>La notte scorsa il rosario di morte dei cosiddetti &#8220;infortuni&#8221; sul lavoro ha visto sgranare una nuova vittima sacrificale, Jan Zygmunt Paurovvicz, 54 anni, polacco; stavolta, ancora, in quella specie di tempio satanico per gli esseri umani e per l&#8217;ambiente circostante che risponde al nome di stabilimento siderurgico Ilva di Taranto.</p>
<p>Ancora un dipendente dell&#8217;appalto, come gli ultimi due poveri sventurati che lo hanno preceduto quest&#8217;anno, vera e propria carne da macello immolata sull&#8217;altare di un&#8217;inarrestabile catena di montaggio a due linee parallele: profitti esorbitanti per l&#8217;azienda da una parte (878 milioni di utili nel solo 2007), morti e feriti per i lavoratori dall&#8217;altra (tre morti nel solo 2008, per l&#8217;appunto).</p>
<p>Ovviamente, anche tenendo conto della mattanza dei giorni scorsi su tutto il territorio nazionale, oggi la locuzione più ricorrente in chiave bipartisan è la solita: &#8220;basta, mai più&#8221; ecc&#8230;. Durerà poco; solo per i canonici due - tre giorni di raglio.</p>
<p>Se mai, infatti, in capo a qualche anima bella, per quanto non estremamente perspicua, fossero residuati dubbi sulla reale volontà delle parti padronali, o quantomeno delle loro più alte rappresentanze di categoria, di rimuovere o almeno di provare a contrastare seriamente le cause più profonde del massacro quotidiano di loro dipendenti, l&#8217;articolo pubblicato sul Manifesto di venerdì 5 u.s., a firma di Sara Farolfi, spazza il terreno da ogni equivoco.</p>
<p>Vi si legge, infatti, di una &#8220;ipotesi di avviso comune sulla sicurezza&#8221; a firma di tutte, diconsi tutte, le sigle dei &#8220;sindacati dei padroni&#8221; (loro per definizione bipartisan), da Confindustria alla Lega delle cooperative, per sabotare, letteralmente, le parti più innovative ed incisive del Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro.</p>
<p>Non tanto quella sulle sanzioni detentive, già per loro conto votate ad un sistematico autosabotaggio di fatto, stante la natura meramente contravvenzionale delle stesse che le rende, per l&#8217;appunto, quasi fatalmente destinate ad estinguersi per prescrizione, prim&#8217;ancora che desolantemente inadeguate nel merito rispetto all&#8217;entità dei valori in campo, ossia la vita e l&#8217;incolumità dei lavoratori e delle lavoratrici; ma alcune fondamentali previsioni precettive.</p>
<p>Tra queste c&#8217;è proprio la norma dell&#8217;art. 26 del Testo Unico che stabiliva (a questo punto l&#8217;imperfetto è quasi d&#8217;obbligo) l&#8217;obbligo per il datore di lavoro committente, nel caso di lavori affidati in appalto all&#8217;interno della propria azienda, di redigere il cosiddetto &#8220;documento di valutazione dei rischi da interferenza esterna&#8221;, i rischi, cioè, che derivano dalla presenza di imprese e di lavoratori diversi, anche molto diversi tra loro, nello stesso sito produttivo, con conseguente attribuzione di responsabilità allo stesso datore committente nel caso in cui quella valutazione dei rischi non fosse stata fatta sul serio, o non fosse stata fatta per niente.</p>
<p>E c&#8217;è (c&#8217;era?) un&#8217;altra importantissima previsione legale, sempre disposta all&#8217;art. 26 del T.U., ossia quella per cui &#8220;nei <em>contratti di appalto o di subappalto e di somministrazione</em> [....] <em>devono essere specificamente indicati a pena di nullita&#8217; ai sensi dell&#8217;articolo 1418 del codice civile i costi relativi alla sicurezza del lavoro con particolare riferimento a quelli propri connessi allo specifico appalto</em>&#8220;.</p>
<p>Ebbene, gli estensori dell&#8217; &#8220;avviso comune&#8221; pare non gradiscano particolarmente queste disposizioni; più precisamente, vogliono sbarazzarsene, liberarsi da questi ennesimi lacci e laccioli nei quali s&#8217;impigliano le ali benemerite dell&#8217;italica libera iniziativa economica individuale; quella mirabilmente rappresentata dalla presidente di Confidustria, Emma Marcegaglia, già capitana coraggiosa Cai, il cui gruppo industriale, pochi mesi fa, ha patteggiato una condanna per corruzione al Tribunale di Milano a proposito di una tangente pagata nel 2003 a un manager dell&#8217;Enipower in cambio di un appalto: pena pecuniaria 500 mila euro e 250 mila di confisca alla Marcegaglia Spa, pena pecuniaria di 500 mila euro e 5 milioni di confisca alla controllata NE Cct Spa, 11 mesi di reclusione patteggiati dal vicepresidente Antonio Marcegaglia (fratello di Emma). Il padre della presidente, invece, Steno, è stato condannato dal Tribunale di Brescia a 4 anni per la bancarotta Italcase-Bagaglino.</p>
<p>È questa quintessenza di imprenditori schumpeteriani che oggi pretende che quelle previsioni presunte giugulatorie per le imprese, per definizione libere e belle (le imprese, naturalmente), si applichino solo negli &#8220;<em>appalti di una certa</em> (sic!) <em>consistenza, economica e temporale</em>.&#8221;</p>
<p>Così, secondo lorsignori e signorotti, si combattono le morti da lavoro: abbattendo, anzitutto, quelle norme che realmente sarebbero in grado di porre un argine alla strage quotidiana.</p>
<p>Magari credono che queste siano pessimistiche, ed oggi, com&#8217;è noto, il pessimismo è uno dei reati che genera maggiore allarme sociale. O, addirittura, che portino male, quasi una sorta di profezia che, alla fine, si autoavvera; dunque, esorcizzando le norme, essi credono, o vogliono far credere, che così si scongiurino anche le morti.</p>
<p>A volte, in presenza di una porcata, si dice, quasi per consolarsi: &#8220;è un elemento di chiarezza&#8221;.</p>
<p>L&#8217; &#8220;ipotesi di avviso comune&#8221; è indubbiamente un elemento di chiarezza; cionondimeno, o forse proprio per questo, resta un&#8217;indubitabile porcata.</p>
<p>Sarebbe bello, ma prim&#8217;ancora minimamente dignitoso, se qualcuno tra i partiti e i movimenti che una volta, in qualche modo, recavano nel loro statuto più volte le parole &#8220;lavoro&#8221; e &#8220;lavoratori&#8221;; tra gli intellettuali che una volta quelle parole le ripetevano come intercalare; oltreché, soprattutto, tra i sindacati i cui vertici non si intrattengono in incontri clandestini con il presidente del consiglio - operaio, cercasse un modo, uno solo, purché serio, per far sapere che non è dello stesso avviso.</p>
<p>Ma, soprattutto, sarebbe doveroso che lo facesse sapere chiunque ancora si riconosce in quella Carta, tanto nobile quanto svillaneggiata, il cui principio fondativo è quello che &#8220;l&#8217;Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro&#8221;.</p>
<p>Fasano, 12/12/2008</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Stefano Palmisano</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> &#8220;</strong><em>La tragicommedia della storia umana fa sì che si erigano monumenti celebrativi ai morti in guerra con i quali il potere che ha pianificato le guerre costruisce e alimenta un patriottismo che gli fa comodo, ma i detentori del potere non hanno mai fatto erigere monumenti a coloro che sono stati sacrificati sul lavoro per garantire e aumentare i loro profitti.</em><strong>&#8221; (L. Tomatis)</strong></p>

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		<title>Preoccupazione altissima e reazione adeguata</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Dec 2008 16:56:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Mesagne]]></category>

		<category><![CDATA[attentato]]></category>

		<category><![CDATA[criminalità]]></category>

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		<description><![CDATA[Un fallito grave attentato ai danni di Enzo Neve, imprenditore e cittadino attivo, ha scosso la città di Mesagne. Di seguito commento del circolo locale di A Sinistra
Mesagne e gli episodi criminali:
preoccupazione altissima e reazione adeguata
L&#8217;episodio criminoso che ha colpito Enzo Neve, imprenditore e cittadino attivo, al di là della rudimentalità con cui si è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Una veduta di Mesagne" src="http://www.asinistra.net/media/1/municipio.jpg" alt="" width="240" height="136" />Un fallito grave attentato ai danni di Enzo Neve, imprenditore e cittadino attivo, ha scosso la città di Mesagne. Di seguito commento del circolo locale di <strong>A Sinistra</strong><span id="more-687"></span></p>
<p align="center"><strong>Mesagne e gli episodi criminali:<br />
preoccupazione altissima e reazione adeguata</strong></p>
<p>L&#8217;episodio criminoso che ha colpito Enzo Neve, imprenditore e cittadino attivo, al di là della rudimentalità con cui si è svolto è un evidente segnale che nella nostra città la lotta per la legalità è sempre difficile e subirà sempre un contrasto negativo notevole.</p>
<p>Enzo Neve poteva essere colpito per diverse ragioni, e gli inquirenti indagheranno per stabilire quali di queste potrà essere quella giusta, ma è proprio questa esposizione subito intimidita che rappresenta il livello insopportabile per la coscienza civile della nostra comunità.</p>
<p>A Mesagne la resistenza democratica, il confronto dialettico, lo scontro aspro, la lotta per la legalità devono essere assicurate in ogni caso e senza nessuna limitazione e per questa ragione il <strong>Movimento A Sinistra</strong> è allarmato e impegna tutte le istituzioni, nei vari livelli di responsabilità, a garantire che tutto ciò possa proseguire in questa città con rinnovato vigore.</p>
<p>Ancor di più va ritrovato questo slancio unitario delle Istituzioni, delle forze sociali e politiche se il bavaglio lo si vuole mettere al tentativo, difficile ma necessario, di realizzare in questa nostra comunità una <strong><span style="text-decoration: underline;">rete antiracket autentica ed efficace</span></strong>. Da anni si lavora in questa direzione e ogni passo deve essere sostenuto e difeso, compresa quest&#8217;azione tesa a coinvolgere il numero maggiore di imprenditori, commercianti e artigiani possibili.</p>
<p><strong>Siamo consapevoli che la criminalità non ha masi smesso di aggredire la parte sana della nostra città ed abbiamo il timore di ritenere che da anni, qui come in altre regioni d&#8217;Italia, conviva con essa con modalità più tollerabili e contigue, creando una larga zona d&#8217;ombra dove forti sono le ambiguità e  le convivenze</strong>. Per questa ragione siamo convinti che chi ha responsabilità di ogni tipo debba sentire forte il dovere di compiere atti e scelte che siano sempre limpide e trasparenti altrimenti la lotta per la legalità si annacqua fino a divenire sterile.</p>
<p>Il <strong>Movimento A Sinistra</strong> per la parte che lo riguarda, nel nostro caso nell&#8217;ambito politico, proseguirà sempre a tenere alta la tensione affinché l&#8217;agire politico e amministrativo sia sempre improntato al massimo rigore, al rispetto scrupoloso delle leggi, con percorsi condivisi e trasparenti, annullando ogni forma di privilegio per chiunque. Crediamo che se insieme si agisce in questa direzione si rafforza il fronte a difesa della legalità. In caso contrario c&#8217;è il rischio di pronunciare solo parole vuote prive di significato ed inutili divengono le solidarietà velocemente espresse.</p>
<p>Mesagne, 13 dicembre 2008
</p>
<p align="center"><strong>A SINISTRA<br />
Movimento Politico Antiliberista e Pacifista<br />
Mesagne</strong></p>

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		<title>Il Comitato Regionale VIA e le incompatibilità del rigassificatore</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 18:58:33 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Ambiente e Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[La società costruttrice Brindisi LNG (alias British Gas) commenta il parere negativo espresso dal Comitato VIA della Regione sulla costruzione del rigassificatore affermando di considerare la realizzazione dell&#8217;impianto nel sito di Capo Bianco una «priorità» per i propri interessi ed un fatto «essenziale per la Puglia e per l&#8217;intero paese». Prendiamo atto che la Brindisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2008/12/rigassificatore_striscione_lungo.jpg" rel="lightbox[683]"><img class="alignright size-medium wp-image-684" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Striscione contro il Rigassificatore" src="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2008/12/rigassificatore_striscione_lungo-300x225.jpg" alt="" width="195" height="145" /></a>La società costruttrice Brindisi LNG (alias British Gas) commenta il parere negativo espresso dal Comitato VIA della Regione sulla costruzione del rigassificatore affermando di considerare la realizzazione dell&#8217;impianto nel sito di Capo Bianco una <em>«priorità»</em> per i propri interessi ed un fatto <em>«essenziale per la Puglia e per l&#8217;intero paese»</em>. Prendiamo atto che la Brindisi LNG esplicita ciò che abbiamo sempre saputo e cioè che vuole ad ogni costo costruire il rigassificatore nel porto in barba alle vocazioni del territorio ma ci sembra davvero incredibile che essa si arroghi il diritto di stabilire, al posto dei competenti organi istituzionali, quali siano i veri interessi nazionali e e della nostra comunità.<span id="more-683"></span></p>
<p><strong>Il Comitato VIA si è quindi pronunciato per la incompatibilità ambientale dell&#8217;impianto ed ha precisato di non rinvenire nel progetto concrete ricadute positive per l&#8217;economia locale. </strong></p>
<p>Ancora una volta cogliamo l&#8217;occasione per sottolineare l&#8217;estrema pericolosità dell&#8217;impianto perché progettato nelle adiacenze del centro abitato e la sua assoluta incompatibilità con il programma economico e sociale delle istituzioni locali, inconciliabilità di recente ribadita con ogni determinazione dai vertici di tali istituzioni. Così come ricordiamo anche l&#8217;incompatibilità morale di certi comportamenti che hanno segnato l&#8217;intero iter autorizzativo per come emergono dalle notizie sugli sviluppi dell&#8217;inchiesta penale in corso.</p>
<p>Brindisi, 4 dicembre 2008</p>
<p><strong>Italia Nostra, Legambiente, WWF, Coldiretti-TerraNostra, Fondazione &#8220;Dott. Antonio Di Giulio&#8221;, Fondazione &#8220;Prof. Franco Rubino&#8221;, A.I.C.S., ARCI, Forum ambiente salute e sviluppo, Medicina Democratica, Lipu, Comitato per la Tutela dell&#8217;Ambiente e della Salute del Cittadino, Comitato cittadino<em> &#8220;Mo&#8217; Basta!&#8221;, </em>Comitato Brindisi Porta d&#8217;Oriente. </strong></p>

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		<title>La “giusta” raccomandazione</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 14:15:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Mesagne]]></category>

		<category><![CDATA[centrodestra]]></category>

		<category><![CDATA[incalza]]></category>

		<category><![CDATA[leroy merlin]]></category>

		<category><![CDATA[pompeo molfetta]]></category>

		<category><![CDATA[raccomandazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Le dichiarazioni rese dal Sindaco di Mesagne Enzo Incalza a guida di una maggioranza di centrodestra, con cui ha inteso precisare che nello svolgimento ordinario delle sue funzioni egli non &#8220;raccomanda&#8221; ma si limita a &#8220;segnalare&#8221;, hanno diffuso in città comprensibile sconcerto. Si tratterebbe ora di capire quale sia secondo la personalissima concezione del Sindaco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2008/12/incalza_santanche.jpg" rel="lightbox[680]"><img class="alignright size-medium wp-image-681" title="Il Sindaco di Mesagne Vincenzo Incalza" src="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2008/12/incalza_santanche-300x200.jpg" alt="" width="257" height="172" /></a>Le dichiarazioni rese dal Sindaco di Mesagne Enzo Incalza a guida di una maggioranza di centrodestra, con cui ha inteso precisare che nello svolgimento ordinario delle sue funzioni egli non &#8220;raccomanda&#8221; ma si limita a &#8220;segnalare&#8221;, hanno diffuso in città comprensibile sconcerto. Si tratterebbe ora di capire quale sia secondo la personalissima concezione del Sindaco la differenza tra le due pratiche rispetto ai criteri di trasparenza e correttezza. Di seguito articolo di <strong>Pompeo Molfetta</strong> capogruppo A Sinistra - Rifondazione Comunista.<span id="more-680"></span></p>
<p align="center"><strong>La &#8220;giusta&#8221; raccomandazione</strong></p>
<p>Le dichiarazioni rese dal Sindaco, con cui ha inteso precisare che nello svolgimento ordinario delle sue funzioni egli non &#8220;raccomanda&#8221; ma si limita a &#8220;segnalare&#8221;, hanno diffuso in città comprensibile sconcerto. Si tratterebbe ora di capire quale sia secondo la personalissima concezione del Sindaco la differenza tra le due pratiche rispetto ai criteri di trasparenza e correttezza su cui tanti proclami il centro-destra aveva lanciato in campagna elettorale. Nell&#8217;ambito dello svolgimento di un incarico di pubblica responsabilità, si fa in effetti non poca fatica ad accettare la distinzione tra la &#8220;raccomandazione&#8221;, che rappresenterebbe una pratica ingiusta, disdicevole, esecrabile, immorale e talvolta penalmente perseguibile, e la &#8220;segnalazione&#8221;, che sarebbe invece atto lecito, nobile addirittura, e caritatevole in quanto mira ad aiutare le persone e le aziende più in difficoltà. In tutta evidenza è questa un&#8217;impostazione completamente inaccettabile, che oltre ad essere fondata su una logica un po&#8217; troppo contorta, appare in contrasto con i criteri più elementari di trasparenza, nonché contraria allo spirito delle direttive relative alla gestione della cosa pubblica. Sono gravi dunque le parole del Sindaco, come i comportamenti che egli stesso ha confermato di aver tenuto perché lesive dei diritti di tutti i cittadini che hanno ancora il coraggioso ardire di affidarsi alle vie consuete stabilite dalla legge per poter avere il sempre più raro posto di lavoro.</p>
<p>Ne si può indulgere su quanto è accaduto perché Incalza parla in buona fede o ancor peggio perché pare non rendersi conto che segnalando alcuni ha calpestato i diritti di tanti altri che si trovavano nelle stesse o peggiori condizioni ma che per costruirsi un&#8217;opportunità non hanno puntato a muovere a commiserazione il potente di turno. Egli sembra non accorgersi della grande responsabilità che ricopre con la carica di Sindaco, che deve essere di garanzia per tutti e con le modalità previste per il buon amministratore corretto e non quelle del buon padre di famiglia compassionevole. Il Sindaco inoltre, sostenuto irresponsabilmente anche dal vice-sindaco De Punzio, sembra non accorgersi che il suo tentativo di legittimazione culturale oltre che politico-istituzionale di quella che egli chiama <strong>&#8220;segnalazione&#8221; ha un potere di devastazione maggiore di ogni raccomandazione</strong>. Ci si deve allora chiedere quanto sia adeguato a ricoprire un simile incarico chi scivola così clamorosamente su un tema fondamentale della convivenza civile ed è a capo di un&#8217;amministrazione che in sei mesi è riuscita ad andare ben oltre ogni più fosca previsione.</p>
<p>Inadeguatezza peraltro confermata ed aggravata dalle spietate cronache dei consigli comunali di questi mesi in cui Incalza e la sua Giunta di centrodestra hanno affrontato, nella totale improvvisazione i nodi cruciali dello sviluppo economico del nostro territorio come l&#8217;Area Vasta, i programmi di Rigenerazione Urbana, i rapporti con Auchan. Ma anche, fuori dal &#8220;palazzo&#8221;, dalle voci non smentite di una cooperativa &#8220;degli amici&#8221; nata improvvisamente come una sorta di &#8220;multiservizi&#8221; pronta ad ereditare qualsiasi incarico pubblico. Ancor meno esaltante è stato l&#8217;assalto alle cariche direttive del centro polivalente anziani o vedere, vecchi e nuovi imprenditori, tirar fuori dai cassetti i progetti delle loro megalottizzazioni per riavviare investimenti speculativi sul terreno dell&#8217;edilizia residenziale o ricettiva. Ed infine non ci sfugge come stia diventando prassi amministrativa la gestione familista di incarichi e servizi pubblici.</p>
<p>Il centro-sinistra che dagli anni novanta ha contribuito a realizzare uno storico salto di qualità per la nostra città nonostante i grandi risultati in tutti i settori ha manifestato limiti, ha commesso errori ed è stato in grado di confrontarsi aspramente, al proprio interno e con la città, consumando anche fratture dolorose, eppure tentando di avviare un processo che porti ad un reale cambiamento di rotta, un processo che segni un rinnovamento alimentato in positivo proprio dalla consapevolezza di certi errori. Oggi invece bisogna limitarsi a <strong>prendere atto che Incalza e il centrodestra non rappresentano un&#8217;alternativa credibile</strong>, non possono lavorare al progresso della nostra città perché inadeguati, per un piano di governo che non hanno, per una concezione di buon governo che non gli appartiene. Limiti esorbitanti che di certo l&#8217;eventuale buona fede di una persona, quando non diventa ingenuità distratta, non può mascherare. E&#8217; questo da oggi sotto gli occhi di tutti i cittadini: <strong>l&#8217;evidenza impietosa di un&#8217;inesorabile, insostenibile inadeguatezza politica</strong>.</p>
<p>Mesagne, 1 dicembre 2008</p>
<p align="center"><strong>dr. Pompeo Molfetta<br />
capogruppo consiliare A Sinistra - Rifondazione Comunista</strong></p>

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		<title>Pietà per l’elettorato progressista</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2008 21:51:37 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2008/11/latorre_pizzino.jpg" rel="lightbox[677]"><img class="alignright size-full wp-image-678" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Latorre La7" src="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2008/11/latorre_pizzino.jpg" alt="" width="249" height="190" /></a>Ma i gruppi dirigenti dei partiti del vecchio centrosinistra riescono ad immaginare la delusione, la mortificazione e persino la rabbia di tanti cittadini nel momento in cui apprendono dalla televisione o dai giornali le imprese di questi campioni del doppio gioco e dello sgambetto che si consumano in interminabili diatribe mentre la casa brucia e vanno in rovina speranze e progetti di ripresa? Si rendono conto di quanto le loro ambizioni ed i loro personalismi, che non hanno nulla a che fare con una corretta dialettica interna, sono lontani dai drammi sociali del nostro tempo e dalle attese dei lavoratori e dei cittadini meno tutelati? Di seguito articolo di <strong>Michele Di Schiena</strong>.<span id="more-677"></span></p>
<p align="center"><strong>Pietà per l&#8217;elettorato progressista</strong></p>
<p>La sinistra radicale, che ha pagato nelle ultime elezioni politiche con l&#8217;esclusione dal Parlamento il prezzo di certe ambiguità e di certe discutibili scelte, invece di riprendere il processo unitario all&#8217;insegna della solidarietà tra le sue componenti e dell&#8217;innovazione politica, si divide aspramente fra le formazioni che ne fanno parte e all&#8217;interno di alcune di esse fra coloro che vagheggiano un coagulo di forze comuniste tutte centrate sulla propria identità con un forte richiamo al passato e quanti vorrebbero costruire un soggetto unitario alternativo al sistema dominante ma pluralistico nelle sue componenti culturali ed aperto al confronto col Partito Democratico. Voci diverse, accese rivalità ed assenza di un cammino comune necessario per interpretare la domanda di un radicale cambiamento proprio nel momento in cui questa domanda riceve credibilità e forza dagli esiti drammatici di una crisi finanziaria e di una recessione economica che mettono a nudo il pauroso fallimento delle politiche liberiste.</p>
<p>Per il momento quindi nessuna schiarita a sinistra ma tempo cupo e fortemente perturbato anche nel Partito Democratico sul quale grava la responsabilità di gestire in modo appropriato il consenso del 33% dell&#8217;elettorato ottenuto nelle recenti elezioni politiche nonché il dovere, assunto esplicitamente all&#8217;indomani del voto, di dare voce nella Camera e nel Senato alle sensibilità e agli umori della sinistra di alternativa rimasta priva di rappresentanza parlamentare. E&#8217; davvero desolante lo scenario dei conflitti scatenati nel citato partito da aree interne che, ben oltre la vecchia esperienza delle correnti, si costituiscono in una sorta di &#8220;partiti nel partito&#8221; sotto le mentite spoglie di associazioni culturali. Aree che, andando alla strumentale ricerca di fantomatici dissensi dalla linea dell&#8217;on.le Veltroni che tutti avevano in qualche modo chiamato alla guida del partito, spendono le loro energie per mettere in difficoltà l&#8217;attuale leadership. E lo fanno mentre la segreteria del PD è faticosamente impegnata a costruire la struttura del partito ed a misurarsi con gli errori e le arroganze del Governo e con i gravi problemi provocati da una crisi economica che scuote l&#8217;intero pianeta.</p>
<p>E&#8217; come se l&#8217;on.le Veltroni sia stato mandato ad affrontare una difficilissima campagna elettorale dall&#8217;esito negativo scontato da chi cerca oggi di togliergli il terreno sotto i piedi per costringerlo alla resa senza avvertire la minima preoccupazione per le conseguenze del proprio operato facendo così un ambitissimo dono all&#8217;on.le Berlusconi proprio mentre incomincia a scricchiolare, sotto il peso di una crescente protesta popolare, il trono sul quale il Cavaliere si era baldanzosamente assiso. Quel Berlusconi che tenta in ogni modo di isolare il PD definendo incompatibili o eversive tutte le forze che potrebbero con esso allearsi: ieri la sinistra radicale, oggi l&#8217;Italia dei Valori dell&#8217;on.le Di Pietro e domani in ipotesi l&#8217;Udc dell&#8217;on.le Casini. Ciò che accade nel PD appare allora davvero sconfortante: da una parte, offerte di collaborazione condite da malcelate minacce, interviste aspramente critiche che indeboliscono la guida del partito, manovre sottobanco, suggerimenti ad avversari su &#8220;pizzini&#8221; di giornale nel corso di trasmissioni televisive, scoperto sostegno a parlamentari come il sen. Villari in conflitto con le scelte della segreteria e, dall&#8217;altra, reazioni a volte scomposte che superano l&#8217;ambito della legittima difesa e che finiscono comunque per alimentare un&#8217;inammissibile rissa interna. <em>«E se non piangi</em> (elettore di sinistra ed elettore riformista) <em>di che pianger suoli?»</em> .</p>
<p>Ma si domandano i gruppi dirigenti dei partiti del vecchio centrosinistra nel suo complesso, dalle frange più radicali della sinistra alle aree più moderate del Partito Democratico, come reagiscono di fronte a questo deprimente spettacolo i loro elettori? Riescono ad immaginare la delusione, la mortificazione e persino la rabbia di tanti cittadini nel momento in cui apprendono dalla televisione o dai giornali le imprese di questi campioni del doppio gioco e dello sgambetto che si consumano in interminabili diatribe mentre la casa brucia e vanno in rovina speranze e progetti di ripresa? Si rendono conto di quanto le loro ambizioni ed i loro personalismi, che non hanno nulla a che fare con una corretta dialettica interna, sono lontani dai drammi sociali del nostro tempo e dalle attese dei lavoratori e dei cittadini meno tutelati? Domande destinate a restare senza risposta che sfociano in un&#8217;accorata richiesta: gli autori di questi malinconici comportamenti abbiano finalmente pietà dell&#8217;elettorato progressista e sappiano trarre da questo virtuoso sentimento le doverose conseguenze.</p>
<p>Brindisi, 26 novembre 2008</p>
<p align="center"><strong>Michele DI SCHIENA</strong></p>

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