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	<title>A Sinistra - Movimento Politico Antiliberista &#187; Mesagne</title>
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	<description>Movimento Politico Antiliberista di Mesagne, Brindisi, Latiano e San Pancrazio</description>
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		<title>Mesagne: oltre 100 giorni di governo, un primo bilancio</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 14:58:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mesagne]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista di Giuseppe Florio a Giancarlo Canuto (vice-Sindaco Comune di Mesagne)  apparsa su la Gazzetta del Mezzogiorno del 22 agosto 2010

Un bilancio severo dei primi cento giorni sul piano amministrativo: un voto alla giunta
La partenza dei lavori di Giunta la giudico molto positivamente perché la consolidata esperienza della gran parte dei suoi componenti permette di non essere succubi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2010/08/GianC62.jpg" rel="lightbox[1298]"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1299" title="Il Vice Sindaco di Mesagne, Giancarlo Canuto" src="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2010/08/GianC62-150x150.jpg" alt="Il Vice Sindaco di Mesagne, Giancarlo Canuto" width="150" height="150" /></a>Intervista di <strong>Giuseppe Florio</strong> a <strong>Giancarlo Canuto</strong> (vice-Sindaco Comune di Mesagne)  apparsa su la <em>Gazzetta del Mezzogiorno</em> del 22 agosto 2010<br />
<span id="more-1298"></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: 11pt;">Un bilancio severo dei primi cento giorni sul piano amministrativo: un voto alla giunta</span></strong></p>
<p><span style="font-size: 11pt;">La partenza dei lavori di Giunta la giudico molto positivamente perché la consolidata esperienza della gran parte dei suoi componenti permette di non essere succubi dell&#8217;“ansia da prestazione” che spinge tanti amministratori a voler lasciare subito un “segno” alla città della propria efficacia, come già chiedono i comunicati delle opposizioni. E’ in corso invece un oscuro lavoro di “messa in ordine” che non solo darà per certo i suoi frutti ma è doveroso per ogni amministratore serio. In queste prime settimane la gran parte delle questioni che stiamo affrontando sono molto datate, forse perché trascurate in quanto troppo ingarbugliate o espressione di un lassismo senza rigore. L&#8217;ordinaria erogazione di servizi da parte del Comune e l&#8217;esigere il rispetto dei doveri da parte dei cittadini, senza l&#8217;intermediazione fatale della politica, sarà il più grande risultato della Giunta Scoditti. Quindi metto “sette” senza esitazioni.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0,0001pt;"><strong><span style="font-size: 11pt;">In che cosa deve migliorare la giunta Scoditti?</span></strong></p>
<p><span style="font-size: 11pt;">Nel relazionarci meglio con quella parte di gente che non viene nel palazzo di città a chiedere o a segnalare. Come al solito c&#8217;è il rischio che la mole di lavoro ti assorba e non si realizzino più proficui canali di comunicazione con la città. Ma non per parlare di ciò che siamo capaci di fare, perché secondo me se “fai” prima o poi si vede, ma per “fare insieme”, ascoltare, spiegare, decidere. Può accadere invece, ed è il lato negativo dell&#8217;essere molto esperti, di considerarsi “autoreferenziali”. Ed è una trappola in cui non dobbiamo cadere.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0,0001pt;"><strong><span style="font-size: 11pt;">Principali obiettivi?</span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0,0001pt;"><span style="font-size: 11pt;">Ne sento alcuni decisivi. Uno interno alla macchina amministrativa: la dolorosa condizione dei 29 lavoratori che hanno il contratto in scadenza del 2011 e noi vorremmo stabilizzare pur in presenza di politiche del Governo contrarie e con le note ristrettezze di bilancio. Gli altri due esterni: chiudere il cerchio dopo 15 anni di recupero di tanti beni affrontando e risolvendo il problema delle gestioni; realizzare interventi urbanistici e sociali nelle periferie che diano il segno di una ritrovata priorità a quelle aree di Mesagne in ombra per le tante cure al centro storico.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0,0001pt;"><strong><span style="font-size: 11pt;">Le difficoltà colte nella città?</span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0,0001pt;"><span style="font-size: 11pt;">C&#8217;è grande attenzione verso questa amministrazione e spero che sapremo corrispondere a queste attese ma sono molto colpito dalla crescente violenza e non solo quella criminale, da stili di vita di prevaricazione e dispregio delle leggi (dai posteggi selvaggi allo scarico ignobile dei rifiuti fuori dagli spazi previsti, per fare esempi). C&#8217;è insomma un&#8217;altra Mesagne che cresce senza regole e con poco rispetto altrui. Pochi giorni fa una “signora per bene” nel rivendicare il suo diritto personale attenuato da un servizio collettivo disse che non le interessava degli altri. C&#8217;è questo attacco al senso di comunità dove ognuno pensa per sé che unitamente al crescente imbarbarimento dei comportamenti di molti deve preoccupare non solo la politica.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0,0001pt;"><strong><span style="font-size: 11pt;">Manca la coesione politica? Che sta succedendo tra PD e Sinistra Unita?</span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0,0001pt;"><span style="font-size: 11pt;">Si enfatizza a destra più che un problema una speranza: che il centro-sinistra naufraghi rapidamente come è accaduto alle giunte Incalza. Non credo accadrà così perché Sindaco, amministratori e dirigenti dell&#8217;attuale maggioranza sono ben consapevoli della responsabilità che ricade su di essi. Ma non c&#8217;è dubbio che questo è un “nuovo” centro-sinistra perché la coalizione va formandosi non seguendo lo schema del passato intorno ad un partito-madre che talvolta diveniva matrigna. Oggi ci sono quattro forze politiche che non solo ovviamente hanno eguale dignità ma sopratutto con eguale “responsabilità”. Certo a qualcuno appare un “difetto” e scalpita ma per molti è un pregio che farà solo bene al governo e quindi alla città.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0,0001pt;"><strong><span style="font-size: 11pt;">La polemica sul calcio è un pretesto?</span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0,0001pt;"><span style="font-size: 11pt;">Nello specifico non è accaduto niente che poteva essere evitato. Letto più in trasparenza forse può essere iscritto tra gli effetti collaterali di chi ancora con fatica si abitua ad un protagonismo plurale e collettivo dei partiti e dei loro amministratori, esercitata sempre in sintonia e comunicazione totale col Sindaco Scoditti.<br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lettera Aperta al Presidente ed all&#8217;Assessore alla Sanità Regione Puglia</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 09:22:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Brindisi]]></category>
		<category><![CDATA[Mesagne]]></category>
		<category><![CDATA[carmelo solimeo]]></category>
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		<category><![CDATA[regione puglia]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[vendola]]></category>

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		<description><![CDATA[Alessandra Solimeo scrive Presidente Vendola ed all&#8217;Assessore Prof. Fiore in merito alla tragica vicenda che ha coinvolto la sua famiglia in seguito al trapianto di fegato subito dal padre, Carmelo Solimeo, il 5 Maggio del 2008 c/o il reparto di chirurgia e trapianti del Policlinico di Bari. Di seguito il testo integrale della lettera.
Lettera Aperta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" title="Carmelo Solimeo - Foto www.ilgazzettinobr.it" src="http://www.ilgazzettinobr.it/images/stories/immagini/s/solimeo_carmelo_-_radio_libera_102.jpg" alt="" width="160" height="199" />Alessandra Solimeo scrive Presidente Vendola ed all&#8217;Assessore Prof. Fiore in merito alla tragica vicenda che ha coinvolto la sua famiglia in seguito al trapianto di fegato subito dal padre, Carmelo Solimeo, il 5 Maggio del 2008 c/o il reparto di chirurgia e trapianti del Policlinico di Bari. Di seguito il testo integrale della lettera.<span id="more-1264"></span></p>
<p align="center"><strong>Lettera Aperta al Presidente ed all&#8217;Assessore alla Sanità Regione Puglia</strong></p>
<p>Onorevole Presidente Vendola, Ill.mo Prof. Fiore,</p>
<p>mi chiamo Alessandra Solimeo, e reputo fondamentale inviarVi la mia breve testimonianza in merito alla tragica vicenda che ha coinvolto la mia famiglia in seguito al trapianto di fegato subito da mio padre, Carmelo Solimeo, il 5 Maggio del 2008 c/o il reparto di chirurgia e trapianti del Policlinico di Bari.</p>
<p>A distanza di 19 mesi dal decesso del nostro congiunto, avvenuto il 2 Novembre del 2008, avverto la necessità di porre importanti ed inquietanti interrogativi, che meritano la giusta attenzione anche e soprattutto da parte di chi, istituzionalmente, ha l&#8217;onere, oltre che l&#8217;onore, di governare la nostra Regione.</p>
<p>Voglio poter credere anch&#8217;io – e prendo in prestito le sue stesse parole, Presidente – che esista la buona politica, che si nutre di segni che danno sollievo al dolore, che danno diritto ai diritti, che cerca di capire per cercare di cambiare. Vorrei intraprendere con Voi quel coraggioso viaggio che, latu sensu, prova a stanare i fantasmi delle vergogne e i segreti inconfessabili, cercando di non affondare mai nel pantano del cinismo e dell&#8217;acquiescenza, dove operano le lobbies, le corporazioni, le caste.</p>
<p>Su una di queste caste desidero, oggi, porre l&#8217;attenzione, e mi riferisco a quella dei medici che avrebbero dovuto salvare la vita di mio padre che, affetto da epatite C, necessitava di un organo nuovo. I mesi che precedono l&#8217;inserimento nella lista d&#8217;attesa, e il tempo che inesorabilmente scandisce le giornate del paziente e della sua famiglia nell&#8217;attesa che sia possibile effettuare l&#8217;intervento,  logorano l&#8217;esistenza, tra attesa e speranza da un lato, e dall&#8217;altro angoscia e paura che quell&#8217;organo non arrivi mai. Perché è della <strong><span style="text-decoration: underline;">sacralità della vita</span></strong> che si parla, e del <strong><span style="text-decoration: underline;">rispetto della dignità</span></strong> <strong><span style="text-decoration: underline;">di chi soffre</span></strong>.</p>
<p><strong>Mio padre è stato calpestato sotto l&#8217;uno e l&#8217;altro aspetto: con il delirio di onnipotenza tipico del medico che si fa beffa di ogni senso di responsabilita&#8217;, competenza e merito, oltre che dell&#8217;attitudine all&#8217;ascolto e alla solidarieta&#8217; umana, gli e&#8217; stato trapiantato, in regime di totale disinformazione e, dunque, senza il suo doveroso consenso informato, un cosiddetto &#8220;fegato marginale di seconda scelta&#8221;, affetto dal virus dell&#8217;epatite b che esponeva il soggetto ricevente al  rischio di contrarre la malattia. rischio che  i trapiantologi sanno diventare quasi certezza in assenza della terapia antivirale e anticorpale che, in base a protocolli internazionalmente riconosciuti e adottati, deve necessariamente somministrarsi. a mio padre tale terapia e&#8217; stata inspiegabilmente negata, sebbene tutti i medici che avrebbero dovuto occuparsi del post-operatorio fossero a conoscenza delle caratteristiche di quel fegato marginale: ogni foglio del diario clinico giornaliero attinente al periodo di ricovero ne evidenziava &#8220;le qualita&#8217;&#8221;.</strong></p>
<p><strong>Ma v&#8217;è di più.</strong></p>
<p><strong>I sanitari del centro trapianti di Bari non hanno solo commesso un manifesto ed intollerabile abuso all&#8217;inizio, con la plateale violazione in danno di mio padre del loro obbligo di acquisire un consenso informato dal paziente.</strong></p>
<p><strong>Non hanno solo commesso un&#8217;omissione terapeutica tanto indecentemente grossolana per un medico trapiantologo da risultare inverosimile come errore, poi risultata esiziale per mio padre.</strong></p>
<p><strong>Si sono anche fregiati di un&#8217;ultima perla finale, che ha ulteriormente impreziosito la collana di scempi perpetrati sulla persona di Carmelo Solimeo.</strong></p>
<p><strong>Nei 35 giorni, dal 29 settembre al 2 novembre 2008, data della sua morte, in cui è stato ricoverato al Centro Trapianti di Bari, quando ormai l&#8217;epatite B, evidentemente, era esplosa nel corpo di mio padre, tra i millanta esami, accertamenti, analisi, i più invasivi e dolorosi, cui egli è stato sottoposto per individuare la causa del male &#8220;oscuro&#8221;, secondo la vulgata corrente tra i sanitari che lo avevano &#8220;in cura&#8221;, il primo specificamente mirato all&#8217;individuazione del virus in questione venne effettuato solo il 16 ottobre 2008 ed i relativi risultati pervennero, a quel che risulta, il 27 ottobre 2008.</strong></p>
<p><strong>Ciò poiché, come venne riferito reiteratamente a noi familiari, le ricerche diagnostiche furono principalmente rivolte, per lungo tempo, ad un&#8217;ipotesi leucemica.</strong></p>
<p><strong>Stante la perfetta consapevolezza che la gran parte di quei medici aveva della &#8220;qualità&#8221; dell&#8217;organo impiantato a mio padre nel maggio precedente, nonché l&#8217;altrettanto verosimile coscienza che essi dovevano aver ormai maturato della marchiana omissione terapeutica che essi stessi avevano consumato su quello sventurato paziente, la pervicace, inverosimile indagine in direzione di una fantomatica leucemia si mostra a chi scrive in tutte le sue invereconde sembianze di una vera e propria manovra diversiva.</strong></p>
<p><strong>Estremo oltraggio inferto ad un corpo, quello di mio padre, che ormai era stato colonizzato da una malattia indotta principalmente dalle opere e dalle omissioni di quegli stessi ineffabili epigoni di Ippocrate.</strong></p>
<p><strong>L&#8217;EPILOGO DELLA VICENDA SI E&#8217; RIVELATO, PERTANTO, QUELLO GIA&#8217; ANNUNCIATO: LA MORTE DEL PAZIENTE CARMELO SOLIMEO PER EPATITE B NECROTIZZANTE</strong> (Come accertato da perizia dei CTU incaricati dalla procura di Bari che ha condotto le indagini).</p>
<p>Alla luce di quanto ho sommariamente esposto ritengo sia assolutamente necessario illuminare gli angoli bui di tale vicenda. Al fine dell&#8217; accertamento delle responsabilità penali dei medici che hanno seguito mio padre, e nei confronti dei quali il p.m. della procura di Bari ha già richiesto il rinvio a giudizio, sarà celebrato un processo, e sarà in quella sede che emergeranno le attese verità e finalmente giustizia sarà fatta.</p>
<p>Ma <strong>OGGI CHIEDO A VOI, ONOREVOLE VENDOLA E ASSESSORE PROF. FIORE, DI CONDURRE UNA INDAGINE INTERNA, PARALLELA ALL&#8217;ATTIVITÀ INVESTIGATIVA DELLA PROCURA E GIUDICANTE DEL TRIBUNALE DI BARI, E NON MENO ESSENZIALE PER IL BUON FUNZIONAMENTO DELLA SANITÀ PUGLIESE, NONCHE&#8217; PER LA STESSA LEGALITA&#8217; DELL&#8217;AZIONE DI QUESTA E DI TUTTE LE ALTRE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI DIPENDENTI DALL&#8217;ENTE REGIONE DA VOI GOVERNATO.</strong></p>
<p>Mi rivolgo a lei, Presidente, al fine di disincentivare con i fatti il ricorso, spesso obbligato (mi consenta di aggiungere), ai tanto chiacchierati viaggi della speranza nel nord Italia, che tanto costano, è vero, al bilancio della nostra Regione; ma, mi  creda, il prezzo di gran lunga più gravoso lo pagano i pazienti che, già duramente provati dalla propria malattia, devono affrontare altre fatiche ed umiliazioni. Perché è un&#8217;umiliazione essere respinti da un centro d&#8217;eccellenza del nord (magari quel nord di Bossi) sulla motivazione che &#8220;Lei un centro trapianti lo ha nella sua Regione, perché viene ad ingolfare le nostre liste d&#8217;attesa?&#8221;. Motivazione potenzialmente condivisibile, se non fosse che purtroppo il nostro centro d&#8217;eccellenza ha molte e troppe pecche da farsi perdonare.</p>
<p>Al di là della questione dolente di un trapianto con fegato marginale infetto effettuato senza il consenso del paziente (a cui non è concessa la libertà di scelta in ordine alla propria salute e, in questo caso, in ordine alla propria vita), episodio in ordine al quale bisognerebbe chiedersi se e fino a che punto ci sia stata una svista, o se invece è, questa, una prassi consolidata sul presupposto che al paziente non è dato decidere ed autodeterminarsi, essendo tutto rimesso alla onniscienza del chirurgo (per sintetizzare, è questa la motivazione che fu addotta a noi familiari); premesso tale aspetto, il nostro centro di eccellenza, che oggi coordina la rete interregionale dei trapianti…è gestito nei fatti solo da medici specializzandi.</p>
<p>Nella delicatissima fase del post-trapianto, che richiede un&#8217;altissima professionalità e conoscenze specifiche atte a fronteggiare tutte le possibili complicazioni ed emergenze a cui va incontro il paziente trapiantato, questi non ha alcun punto di riferimento serio ed affidabile, da cui ricevere le giuste informazioni e rassicurazioni, e a cui riferire l&#8217;andamento del proprio decorso successivo all&#8217;intervento, confidando di ricevere le cure appropriate ed adeguate .</p>
<p>Mio padre non è mai stato seriamente visitato durante i controlli effettuati anche due volte la settimana: le sette ore di attesa nei corridoi antistanti l&#8217;ambulatorio di chirurgia (tempo di attesa che avrebbe debilitato anche un soggetto perfettamente sano) erano e continuano ad essere finalizzati unicamente alla lettura dei risultati degli esami ematologici di routine. In cinque mesi il chirurgo che  ha operato mio padre NON SI E&#8217; MAI VISTO…! I medici specializzandi asserivano che fosse lui (nella sua stanza privata sita chissà dove, considerando che nessuno di noi l&#8217;ha mai potuta vedere) a controllare le analisi: ma credo che non siano solo dei valori clinici che vadano monitorati (per questo basterebbe un computer): è il paziente che dovrebbe essere visitato, ascoltato, incoraggiato, perché  è una persona che soffre, non è un numero di cartella clinica!. Mio padre è stato abbandonato a sé stesso, ma soprattutto ad un destino che altri avevano scelto per lui: è morto tra atroci sofferenze, devastato dall&#8217;epatite &#8220;donatagli&#8221; assieme a quel fegato che tutto il personale medico, fin dopo il suo decesso, ha sempre qualificato ottimo. Sarebbe bastato, per averlo ancora qui con noi, che qualcuno si fosse ricordato che era necessario effettuare una terapia con antivirali e anticorpi. I medici del nostro centro trapianti di Bari hanno avuto sei mesi per richiamarlo alla memoria, ma forse erano &#8220;in altre faccende affaccendati&#8221;.</p>
<p>Mi permetto, a chiusura di queste personalissime osservazioni, di fare una considerazione sulla &#8220;strategia difensiva&#8221; adottata dall&#8217;allora assessore alla sanità Alberto Tedesco, e dal direttore generale del policlinico di Bari dott. Vitangelo Dattoli, all&#8217;indomani del decesso di mio padre: le conferenze stampa da essi indette hanno avuto la palese finalità di una intimidazione nei confronti della mia famiglia, minacciandoci di querela per diffamazione.</p>
<p>Quanta fondatezza avesse la pressoché totalità delle affermazioni, la ricostruzione &#8220;dei fatti&#8221;, poste dai soggetti su citati a base di quei preavvisi di querela, dunque quanta decenza avessero questi ultimi nei confronti di una famiglia che aveva appena perso un suo caro in quel modo e per quelle responsabilità, si è rivelato chiaramente dalla citata decisione del P.M. di esercitare l&#8217;azione penale, cioè di chiedere il dibattimento, nei confronti dei medici del policlinico.</p>
<p>Ci aspettiamo, a questo punto, una querela del direttore generale del policlinico nei confronti del P.M. per diffamazione del &#8220;suo&#8221; ente.</p>
<p>Ad ogni buon conto, ancora una volta ci siamo sentiti abbandonati e calpestati. Ci aspettavamo di ascoltare dichiarazioni di vicinanza al nostro dolore; confidavamo nel fatto che entrambi sarebbero stati pronti ad avviare indagini interne per comprendere cosa fosse successo durante i sei mesi successivi al trapianto. Ma nulla di tutto questo è avvenuto. La logica del corporativismo e del potere di casta ha avuto il sopravvento.</p>
<p>Confidando che il vento della buona politica possa spazzare via le vergogne da una parte, e le nostre amarezze dall&#8217;altra, porgo i miei distinti saluti.</p>
<p style="text-align: center;">ALESSANDRA SOLIMEO</p>
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		<title>Avviati incontri con il centro-sinistra</title>
		<link>http://www.asinistra.net/2010/01/05/avviati-incontri-con-il-centro-sinistra/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 08:44:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Primo incontro col PD Mesagne per costruire alleanza politico-elettorale in vista delle elezioni amministrative di fine marzo. Di seguito comunicato delle forze di sinistra.
Mesagne: Avviati incontri con il centro-sinistra
I partiti e movimenti politici di Sinistra e Libertà, Rifondazione Comunista, Partito Socialista Italiano, Movimento A Sinistra e gruppi della società civile organizzata, che hanno dato vita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2009/04/pompeo_molfetta_tel.jpg" rel="lightbox[1214]"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-863" title="Il consigliere di Pompeo Molfetta - A Sinistra" src="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2009/04/pompeo_molfetta_tel-150x150.jpg" alt="Il consigliere di Pompeo Molfetta - A Sinistra" width="150" height="150" /></a>Primo incontro col PD Mesagne per costruire alleanza politico-elettorale in vista delle elezioni amministrative di fine marzo. Di seguito comunicato delle forze di sinistra.<span id="more-1214"></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Mesagne: Avviati incontri con il centro-sinistra</strong></p>
<p>I partiti e movimenti politici di <strong>Sinistra e Libertà, Rifondazione Comunista, Partito Socialista Italiano, Movimento A Sinistra</strong> e gruppi della <strong>società civile organizzata,</strong> che hanno dato vita ad una <strong>alleanza di forze democratico-progressiste e di sinistra</strong> hanno partecipato, nella serata di ieri, ad un incontro promosso dal locale Partito Democratico in ordine alle prossime elezioni amministrative.</p>
<p>Nel corso della riunione le forze politiche che aderiscono a questa alleanza hanno ribadito l’esigenza prioritaria di compiere ogni sforzo verso l’unità dell’intero centro-sinistra, aperto senza pregiudiziali ad ogni soggettività politica interessata ad un approfondito confronto politico-programmatico, il quale ha lo scopo di condividere e proporre nell’imminente campagna elettorale una idea di città che possa risvegliare speranze ed entusiasmi dopo i recenti anni di rassegnazione e grigiore.</p>
<p>Nell’eventuale insediamento di tale tavolo politico-programmatico le medesime forze politiche che aderiscono all’alleanza di forze democratico-progressiste<strong> </strong>offriranno alla discussione ed alla valutazione comune, oltre al proprio contributo alla stesura del programma,  anche l’ipotesi di una candidatura autorevole e competente nella persona del <strong>dr. Pompeo Molfetta</strong>, che proprio nella consigliatura appena conclusa ha svolto, anche d’intesa con il Partito Democratico, una opposizione motivata ed intransigente alla Giunta Incalza con un lavoro metodico e documentato. La figura di <strong>Pompeo Molfetta</strong> ha già in più occasioni trovato un riscontro popolare significativo a conferma che egli rappresenta un candidato autenticamente alternativo all’ennesima riproposizione  di Enzo Incalza, e nello stesso tempo capace,  per serietà e rigore morale, di raccogliere il consenso  di quel “centro-moderato” certamente decisivo in questo scontro elettorale.</p>
<p>Tali forze infine hanno ribadito che non escludono nessuna modalità per arrivare ad esprimere una indicazione unitaria e democratica da parte di tutto il centro-sinistra, che continueranno a promuovere occasioni di partecipazione sulle tematiche legate alla città e si mobiliteranno per le quasi certe primarie regionali a favore di Nichi Vendola.</p>
<p>Mesagne, 03 gennaio 2010</p>
<p align="center"><strong>Sinistra e Libertà, Rifondazione Comunista, Partito Socialista Italiano,<br />
Movimento A Sinistra</strong> e gruppi della <strong>società civile organizzata</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mesagne: tutti protagonisti</title>
		<link>http://www.asinistra.net/2009/12/10/tutti-protagonisti/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 10:06:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Costituita a Mesagne (Br) un’alleanza di forze democratico-progressiste in vista delle elezioni comunali. Prima di giungere ai necessari ed ampi accordi politico-programmatici si è tenuto un confronto con i cittadini e con tutti i partiti, gruppi e movimenti del centro-sinistra. Di seguito intervento integrale di Pompeo MOLFETTA.

Intervento integrale di Pompeo Molfetta all’Assemblea cittadina del 15/12/2009
Siamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2009/12/Mesagne-Chiesa-Matrice.jpg" rel="lightbox[1174]"><img class="alignright size-full wp-image-1166" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="La Chiesa Madre di Mesagne" src="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2009/12/Mesagne-Chiesa-Matrice.jpg" alt="La Chiesa Madre di Mesagne" width="136" height="164" /></a>Costituita a Mesagne (Br) un’alleanza di forze democratico-progressiste in vista delle elezioni comunali. Prima di giungere ai necessari ed ampi accordi politico-programmatici si è tenuto un confronto con i cittadini e con tutti i partiti, gruppi e movimenti del centro-sinistra. Di seguito intervento integrale di <strong>Pompeo MOLFETTA</strong>.<br />
<span id="more-1174"></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Intervento integrale di Pompeo Molfetta all’Assemblea cittadina del 15/12/2009</strong></p>
<p>Siamo di fronte ad un quadro desolante, siamo di fronte alle rovine di una città immersa nel grigiore livido di una mediocrità infinita da cui sembra impossibile risollevarsi</p>
<p>Ebbene se la risoluzione di questa situazione, la ricostruzione civile, sociale ed economica della nostra città viene lasciata  soltanto nelle mani dei  i così detti gruppi dirigenti,dei partiti non ne usciamo. Sono questi i momenti in cui è necessario che si produca una spinta dal basso, che siano i cittadini a riappropriarsi del protagonismo politico, siano loro a segnare  la direzione di marcia. Per questo siamo qui, per questo abbiamo deciso che non si va da nessuna parte, se voi non ci indicate la strada. Non ci si siede a nessun tavolo se voi non vi sedete con noi a condividere onori ed asprezze di una trattativa che si annuncia difficile e perciò esaltante.</p>
<p>La gente vuole il centro sinistra unito, ampio e vincente in grado di riguadagnare il governo della città e rilanciarla verso un futuro di sviluppo e prosperità per tutti. E’ una priorità che non si discute perché c’è una emergenza democratica e c’è di mezzo il destino della nostra città perciò non si può scherzare . Noi siamo sinceramente impegnati a raggiungere questo obbiettivo pur nella consapevolezza che il percorso non sarà  così semplice come potrebbe apparire.</p>
<p>Intanto bisogna  ridefinire gli ambiti della coalizione di centrosinistra che si andrà a costruire e per questo si deve tener conto delle istanze specifiche che si muovono nella città ma non si può ignorare il quadro di riferimento nazionale e regionale entro cui i partiti si muovono. Mesagne non può restare un’isola felice nel vortice di uno tsunami. Io temo,  lo dico con la morte nel cuore, che  se si pesterà la testa  di quella rivoluzione gentile in cui tanti di noi avevano riposto la loro speranza, in cui tanti pugliesi si sono con orgoglio identificati sarà ben difficile poi portare a spasso per il paese la vittima e i suoi carnefici, l’amore sacro e l’amor profano.</p>
<p>Rispetto al quadro delle alleanze possibili noi diciamo che non abbiamo nessuna preclusione, ne alcun pregiudizio ideologico nei confronti di nessuno. Siamo pronti a confrontarci con l’UDC, con Io Sud e con tutte le altre forze organizzate e non che si riconoscono nel  centrosinistra. Non faremo l’esame del sangue a nessuno, ma pretendiamo che lo stesso trattamento non venga riservato a noi,</p>
<p>E’ chiaro che una coalizione che per aprire al centro è disposta a sacrificare i contenuti politici e gli uomini migliori della sinistra non può che essere per noi una polpetta avvelenata una prigione da cui evadere..  Speriamo che il senso di responsabilità che oggi viene chiesto a noi sia praticato anche dai nostri dirigenti regionali e nazionali e che questo problema si risolva positivamente per tutti.</p>
<p>Bisogna capire chi e come si  allestisce il tavolo delle trattative? E secondo quale modello si configura la coalizione? Si può mutuare il  modello eliocentrico del sistema solare, per cui il partito più grosso della coalizione il PD  si pone al centro di una costellazione di pianeti che vivono tutti della sua luce riflessa, egli detta le coordinate, stabilisce ruoli e funzioni. Oppure si può ripartire da ciò che è stato il centrosinistra nella passata legislatura dove pure le due forze riformiste e antagoniste hanno imparato a stare insieme. Ebbene queste due forze devono assumersi insieme l’onere e la responsabilità di ampliare la coalizione facendo  solo un po di  attenzione alla trasmigrazione delle anime perse, alla transumanza degli opportunisti.</p>
<p>Infine c’è da stabilire chi guiderà la coalizione oggi e il governo domani. Anche su questo fronte noi non abbiamo pregiudizio alcuno. Vogliamo discuterne a cielo aperto. Intanto noi siamo pronti a fare la nostra parte ad offrire una precisa indicazione nominale. Lo facciamo in spirito di servizio  con l’obiettivo di unire la coalizione. Lo facciamo senza nessuna pretesa, senza vantare credito semplicemente come atto di responsabilità .Poichè siamo sinceramente convinti di avere personale politico in grado di rappresentare bene le aspettative della gente e di porsi come  punto di equilibrio fra le forze che costituiranno la coalizione di centrosinistra. Non si tratta come qualcuno malignamente fa trapelare di una forzatura ne di una provocazione ma di un atto di grande maturità politica. Vogliamo essere giudicati per quel che siamo, per le intrinseche capacità dimostrate, per quello che abbiamo rappresentato in questi anni e se emergeranno proposte migliori o semplicemente più efficaci sul piano del risultato noi non ci metteremmo un attimo a fare il passo indietro.</p>
<p>Disposti a tutto nell’interesse del paese e del centrosinistra, quello che non siamo disposti ad accettare è di essere considerati in eterno i giullari del re.</p>
<p>Relativamente alle nostre tesi programmatiche noi abbiamo prodotto un documento di sintesi che annuncia soltanto i titoli dei capitoli che per noi rappresentano le priorità da approfondire. Devo dire con soddisfazione che le nostre tesi sono sovrapponibili anche nella sequenza della lista a quelle presentate dal neo segretario cittadino del PD al congresso appena concluso, per questo io mi limiterò solo ad alcune precisazioni</p>
<p><strong>LEGALITA’ e SICUREZZA SOCIALE</strong></p>
<p>Abbiamo già detto che bisogna riaffermare il valore della legalità e della sicurezza sociale di fronte ai segnali evidenti di una forte ripresa delle attività criminose nel nostro territorio. Le organizzazioni mafiose qui come altrove cercano una sorta di legittimazione sociale per proporsi come un contropotere organizzato in grado di dare risposte, regole certe, sicurezza e lavoro incrociando così bisogni troppo spesso inevasi dalle istituzioni. Cercano un rapporto di pacifica convivenza con il potere costituito di qualunque segno sia, in modo da poter contare sulla sollecitudine o sulla distrazione di tanti colletti bianchi che non devono fare troppe domande quando si tratta per es. di concedere una licenza commerciale, un permesso di costruzione, impiantare un opificio industriale un supermarket ecc.. di insediare un opificio industriale o un supermercato. Infine mandano avvertimenti intimidatori a coloro che si oppongono fattivamente e palesemente ai loro affari ( vedi Libera Terra- Associazione antiraket). Ebbene rispetto a questi fenomeni  io ho segnalato con preoccupazione non che sia venuta meno l’azione investigativa della magistratura, o di controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine ne che sia stata inadeguata la risposta delle istituzioni, del governo centrale del consiglio comunale, registro un calo della tensione civile contro questo fenomeno, noto una tendenza anche pubblicamente manifestata al facile perdonismo, una ostentata deferenza verso un potere con cui c’è il rischio che si impari presto a convivere. Una sera con un amico più scafato di me passai accanto ad un gruppo di giovinastri che avevano tutta l’aria di attendere ordini per una consegna, io provai un leggero fremito di paura ma il mio amico, più scafato di me, mi disse non temere saluta e girati dall’altra parte. Ebbene io penso che nessuno debba girare la testa dall’altra parte.</p>
<p>Un calo della tensione morale, della convivenza civile, una indeterminata demarcazione fra  il lecito e l’illecito fa crescere quella zona grigia, quel con d’ombra che costituisce brodo di coltura per la crescita della malapianta</p>
<p><strong>QUESTIONE MORALE</strong></p>
<p>E’ importante pertanto cercare di risolvere la cosi detta questione morale, cioè  di eliminare i conflitti d’interesse, il sistema delle clientele e delle raccomandazioni. Io mi rendo conto perfettamente che su questo tema è facile cadere nella retorica , nelle dichiarazioni di principio, nel moralismo un po’ bacchettone di chi non sa far altro che denunciare, perciò voglio sforzarmi di essere concreto. Ci sono due forze che si attraggono come calamita: da un lato c’ è la  richiesta pressante di lavoro di tanti giovani e precari e famiglie che non possono programmare il proprio futuro e questo è un peso sociale enorme di cui le istituzioni non possono non farsi carico, dall’altro c’è la politica che piaccia o non piaccia si alimenta del consenso popolare. Se queste due forze si toccano nell’ombra si cadrà inevitabilmente nella tentazione alla corruzione alla concussione, al voto di scambio. Se si potesse invece creare un vallo, uno strumento di interposizione che dia legittimità, dignità alla richiesta del lavoro da un lato e trasparenza ed equità nella offerta del lavoro allora questo problema si attenuerebbe. E’  possibile cioè costruire una sorta di agenzia pubblica del lavoro, un patronato pubblico a controllo sociale?</p>
<p><strong>SVILUPPO ECONOMICO</strong></p>
<p>Bisogna rilanciare lo sviluppo nei settori tradizionalmente trainanti della nostra economia e sperimentare nella ricerca e nella innovazione percorsi nuovi secondo un modello che valorizzi le specifiche risorse del territorio nel rispetto dell’ambiente.</p>
<p>Certo non abbiamo la ricetta magica per risolvere i problemi strutturali dell’agricoltura che sono legati alla scarsa competitività delle nostre aziende rispetto ad un mercato globale che deprezza i prodotti la dove si possono abbattere i costi di produzione, che è legata alla parcellizzazione della proprietà, che è legata alla tendenza alla monocultura all’arretratezza dei sistemi produttivi, alla mancanza di qualità..ecc. ebbene pur in questo panorama desolante e devastante l’ente pubblico può svolgere il suo ruolo che è prima di tutto di sostegno quello di stare al loro fianco ogni qual volta intraprenderanno vertenze nei confronti delle autorità governative e comunitarie. Ha il dovere di promuovere fare formazione e promozione, di spingere verso l’innovazione, la qualità, la filiera corta. L’ente locale può per es. riprendere il discorso antico del mercato ortofrutticolo sempre che la passata amministrazione non si sia giocata a briscola con Auschan l’area  destinata nella zona industriale.</p>
<p>Sul commercio ho già avuto modo di dire che è ormai tempo di rivedere i rapporti con la grande distribuzione rispetto alla quale siamo ormai in totale subalternità . E’ il tempo di riflettere sulle reali ricadute economiche che questi colossi hanno determinato sul territorio e valutare se non sia necessario investire ogni energia nel rilanciare il commercio locale attraverso forme diverse di incentivazioni  per creare un sistema a rete che recuperi fette di mercato ormai immolate all’altare della presunta modernità delle multinazionali del consumo. E si potrebbe ripartire per es. dal Centro Storico che alla valenza culturale, turistica deve necessariamente affiancare l’opzione commerciale magari a partire dalla destinazione d’uso della piazza commestibili.</p>
<p>Il rilancio dell’artigianato passa per l’ampliamento, il potenziamento, il completamento della zona industriale che manca ancora di infrastrutture essenziali quali il cablaggio per il collegamento ad internet, manca il gas, la segnaletica, la manutenzione ordinaria. Zona che fin qui non ha beneficiato gran che dell’insediamento  commerciale come speravamo all’inizio.</p>
<p>Poi c’è il Turismo, il terziario avanzato, il rapporto con l’Università e il mondo della ricerca.</p>
<p>Uno sviluppo quindi rispettoso delle valenze territoriali ed ambientali che richiamano la necessità di porre un argine allo sviluppo espansivo di una città troppo estesa, troppo edificata rispetto alle esigenze insediative di una popolazione che decresce, una città che è ancora segnata dalle ferite inferte al territorio rurale dalle alluvioni degli ultimi anni. Meglio seguire le direttrici poste in essere dalle recenti leggi regionali sul recupero, sulla rigenerazione, sul riuso di maglie degradate. Una città che deve trovare un giusto equilibrio fra l’uso dell’ energie rinnovabili e la tutela della ruralità</p>
<p>Infine ci sono i temi cari alla nostra sensibilità e che riguardano la difesa del lavoro, la tutela delle marginalità sociali e delle nuove povertà, il rilancio della cultura e dell’istruzione…ecc.  ma su questo i miei pensieri sono esattamente i vostri per cui non mi dilungo</p>
<p>Quindi calma e gesso c’è tanta buona volontà da parte di tutti, ma tante sono anche le sfide che ci attendono. Vi chiedo di tenere i nervi saldi, di saper stare al tavolo, di non cedere alla tentazione di buttare le carte all’aria alle prime contrarietà, perché la posta in gioco è alta per la nostra comunità e per noi per la sinistra che rischia di scomparire non solo dalle istituzioni ma anche dalla realtà</p>
<p>State con noi .</p>
<p>Mesagne, 15 dicembre 2009</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Dr. Pompeo MOLFETTA</strong></p>
<div id="wrtranslator-translate" style="left: 39px; top: 117px;"><a href="http://www.wordreference.com/enit/ECONOMICO#Otbl" target="_blank">Tradurre</a></div>
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		<title>Sciolto Consiglio Comunale di Mesagne, la città deve sapere</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 08:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Martedì 10 novembre 2009 alle ore 18
Pubblica Assemblea presso l’auditorium del Castello di Mesagne
Promossa dai  gruppi consiliari di:
A Sinistra &#8211; Mesagne Democratica &#8211; Partito Democratico &#8211; Sinistra e Libertà

Il 14 ottobre u.s. il Sindaco di Mesagne Enzo Incalza prima di presentarsi in Consiglio Comunale, constatata l’assenza di due suoi consiglieri comunali dissidenti, chiede alle forze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2009/08/CA193_mesagne.jpg" rel="lightbox[1149]"><img class="alignright size-medium wp-image-1094" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Villa Comunale di Mesagne" src="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2009/08/CA193_mesagne-300x204.jpg" alt="Villa Comunale di Mesagne" width="210" height="130" /></a>Martedì 10 novembre 2009 alle ore 18</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Pubblica Assemblea presso l’auditorium del Castello di Mesagne</strong></p>
<p style="text-align: left;">Promossa dai  gruppi consiliari di:</p>
<p style="text-align: left;"><em>A Sinistra &#8211; Mesagne Democratica &#8211; Partito Democratico &#8211; Sinistra e Libertà</em></p>
<p><span id="more-1149"></span></p>
<p>Il 14 ottobre u.s. il Sindaco di Mesagne Enzo Incalza prima di presentarsi in Consiglio Comunale, constatata l’assenza di due suoi consiglieri comunali dissidenti, chiede alle forze di opposizione, “per il bene della città”,di votare le delibere di bilancio che altrimenti sarebbero state bocciate. Poi si dimette perché profondamente deluso dal comportamento personale e politico delle forze che lo avevano fino ad allora sostenuto.</p>
<p>Nei 20 giorni che seguono, concessi dalla legge prima che le dimissioni diventino definitive e producano lo scioglimento del Consiglio Comunale, si susseguono le riunioni delle forze politiche di centro-destra che, così come raccontano i giornali e come più volte dichiarato dal Sindaco stesso, offrono un desolante spettacolo di accuse e contumelie dove ognuno pretende un posto di potere comunque sia.</p>
<p>Trascorso questo periodo il Sindaco Incalza, senza che nulla sia cambiato, incurante dell’impegno morale assunto con le opposizioni in Consiglio, nonostante prosegua lo sgretolamento della sua presunta maggioranza, <span style="text-decoration: underline;">ritira irresponsabilmente le proprie dimissioni</span> con lo scopo di guadagnare tempo e di tenere “incollati” i propri consiglieri non ad un progetto per il “bene della città” ma alla paura di essere individuati come “i colpevoli” di un fallimento che giorno dopo giorno si rivela totale ed intollerabile e che va ascritto a lui tanto quanto alla sua maggioranza.</p>
<p>A noi consiglieri dell&#8217;opposizione non è rimasto altro che prendere atto dello sgretolamento della maggioranza ed abbiamo così ritenuto di porre fine ad una agonia politico amministrativa cui Incalza e la sua coalizione avevano  condannato Mesagne, interrompendo questo gioco al massacro.</p>
<p>Le ragioni di questa scelta le vogliamo portare al confronto con i cittadini di Mesagne che devono essere informati su quanto sta accadendo, farsene un giudizio e, nel caso comprendano le nostre ragioni, avviare una nuova stagione politica con un governo autorevole, di progresso cambiamento, che abbia a cuore la risoluzione dei problemi della NOSTRA CITTA&#8217;.</p>
<p>Mesagne, 3 novembre 2009</p>
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		<title>I tempi della crisi al Comune di Mesagne</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 11:19:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[O il Sindaco è in grado di ripartire – e non riusciamo proprio a comprendere come &#8211; con un governo stabile, sostenuto da una maggioranza solidissima che gli offra garanzie certe per una prospettiva di medio–lungo termine o è meglio per il bene della città che egli “lasci” per dare la possibilità ai cittadini di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2009/09/mesagne_piazza_porta_grande.jpg" rel="lightbox[1143]"><img class="alignright size-medium wp-image-1113" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Mesagne Porta Grande" src="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2009/09/mesagne_piazza_porta_grande-300x222.jpg" alt="Mesagne Porta Grande" width="227" height="168" /></a>O il Sindaco è in grado di ripartire – e non riusciamo proprio a comprendere come &#8211; con un governo stabile, sostenuto da una maggioranza solidissima che gli offra garanzie certe per una prospettiva di medio–lungo termine o è meglio per il bene della città che egli “lasci” per dare la possibilità ai cittadini di ritornare alle urne il più presto possibile. Di seguito intervento di Pompeo Molfetta Capogruppo A Sinistra /Movimento per la Sinistra.<span id="more-1143"></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>I “tempi” della crisi al Comune di Mesagne</strong></p>
<p>Non intendiamo interferire sul dibattito in corso nel centro-destra, pur avendo tante cose da poter dire sul desolante spettacolo offerto, né vogliamo condizionare la difficile decisione che il Sindaco si appresta ad assumere. Intendiamo però far presente che, al di là di ogni valutazione politica, vi è un dato tecnico che deve essere attentamente ponderato per le pesanti ripercussioni che questo determina sull’evoluzione della crisi.</p>
<p>Il governo nazionale ha già determinato la possibilità di accorpare le elezioni amministrative alle elezioni regionali ed esse si terranno il 28 e 29 marzo 2010. Questo naturalmente varrà per tutti quei comuni che arrivano a scadenza naturale ma ci rientreranno anche quei comuni con scioglimento anticipato purché questo arrivi nei tempi stabiliti per legge e comunque prima della convocazione dei comizi elettorali che danno avvio al procedimento elettorale.</p>
<p>Pertanto, qualora il Sindaco Incalza confermasse le proprie dimissioni la città andrebbe al voto in tempi molto brevi a fine Marzo 2010, contenendo così  la supplenza del commissario prefettizio in pochissimi mesi. Se invece il Sindaco dovesse ritirare le proprie dimissioni e riesce a ripartire deve avere la garanzia assoluta di non inciampare in altre crisi nei mesi successivi perché se sciaguratamente il Consiglio Comunale dovesse decadere dopo la data di convocazione dei comizi elettorali allora Mesagne non potrebbe andare al voto a marzo 2010  ma toccherebbe attendere la tornata utile successiva, verosimilmente non prima della primavera del 2011. In questo caso la gestione commissariale si protrarrebbe per più di un anno, con le ripercussioni che tutti i cittadini mesagnesi oramai conoscono bene.</p>
<p>Dunque, per semplice ragionevolezza, si può concludere che o il Sindaco è in grado di ripartire – e non riusciamo proprio a comprendere come &#8211; con un governo stabile, sostenuto da una maggioranza solidissima che gli offra garanzie certe per una prospettiva di medio–lungo termine o è meglio per il bene della città che egli “lasci” per dare la possibilità ai cittadini di ritornare alle urne il più presto possibile.</p>
<p>Mesagne, 30 ottobre 2009</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Pompeo Molfetta</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Capogruppo A Sinistra &#8211; Movimento per la Sinistra</strong></p>
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		<title>Morte sul lavoro all’Ilva: dopo tre anni la prima udienza</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 10:53:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il nostro Antonino Mingolla moriva il 18 aprile del 2006 a causa di una maledetto incidente sul lavoro all’Ilva di Taranto. Solo il 30 settembre prossimo la prima udienza preliminare di un processo che si annuncia lungo e “impossibile” voluto solo dalla tenacia e dalla sete di giustizia di Franca Caliolo, moglie di Antonino. Di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2009/09/famiglia_antonino.jpg" rel="lightbox[1124]"><img class="alignright size-full wp-image-1125" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Antonio Mingola con la famiglia" src="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2009/09/famiglia_antonino.jpg" alt="Antonio Mingola con la famiglia" width="250" height="186" /></a>Il nostro Antonino Mingolla moriva il 18 aprile del 2006 a causa di una maledetto incidente sul lavoro all’Ilva di Taranto. Solo il 30 settembre prossimo la prima udienza preliminare di un processo che si annuncia lungo e “impossibile” voluto solo dalla tenacia e dalla sete di giustizia di Franca Caliolo, moglie di Antonino. Di seguito l’intervista apparsa, in cronaca di Brindisi, su “la Gazzetta del Mezzogiorno” del 25/09/09 e realizzata da Giuseppe Florio.<span id="more-1124"></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Morte sul lavoro all’Ilva: dopo tre anni la prima udienza</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><br />
</strong></p>
<p>La data è quella del prossimo 30 settembre. Ovvero, tre anni, cinque mesi e dodici giorni dopo la tragica scomparsa di Antonino Mingolla. L’appuntamento è quello dell’udienza preliminare del processo penale per accertare le responsabilità dell’incidente mortale occorsogli negli impianti dell’Ilva di Taranto.</p>
<p>Antonino era dipendente della CMT, ditta appaltatrice per lavori di manutenzione all&#8217;interno del cantiere Ilva. Nel pomeriggio del 18 aprile 2006, durante la sostituzione di alcune valvole sul condotto principale del gas “afo”, utilizzato come combustibile per fondere l’acciaio, Antonino morì avvelenato a 46 anni da esalazioni circa venti volte superiori il livello tollerabile. Era, a detta di chi lavorava con lui, «esperto, attento, prudente». Ilva e CMT hanno violato le prescrizioni sulla Sicurezza? Questa la piattaforma del processo, domanda su cui si fronteggeranno un’accusa coraggiosa (il penalista fasanese Stefano Palmisano) e una difesa solitamente impietosa (l’Ilva non ha mai presentato le sue condoglianze ai familiari delle numerose vittime cadute nel corso degli anni, neppure per telegramma. La CMT ha dichiarato fallimento nel 2007. Portavoce di entrambe le aziende hanno in qualche modo dichiarato che la morte di Antonino è avvenuta per sua responsabilità).</p>
<p>«Sono consapevole che nessuno sconterà l’eventuale pena grazie ai benefici di cui godranno gli imputati, primo fra tutti quello dell’indulto»: esordisce con rassegnata fierezza Franca Caliolo, vedova di Antonino, carattere di ferro dietro a un viso di velluto. Davanti a sé, gli anni che avrebbe dovuto condividere con una persona – marito, padre, figlio, sodale – molto speciale: «Era una persona essenziale, dotata di grande capacità di amare quanti gli stavano intorno e con un acuto senso di lealtà: un amico ideale», e la definizione è la stessa che avrebbe dato chiunque tra quelli che lo avevano conosciuto.</p>
<p>«Naturalmente nessuna condanna restituirebbe la vita a mio marito», precisa Franca. «Ma a noi familiari resta un desiderio di giustizia da appagare». Tra le pieghe del dolore, l’attesa di un passo formale della Giustizia italiana: «Tempi nella norma, mi è stato detto in tribunale, ma che così non possono essere percepiti da chi ha subìto una tale perdita». Lo strazio non allenta: «L’elaborazione di un lutto non è mai facile se riguarda una persona che si amava molto ma, quando le cause della morte portano ad affrontare un processo, allora tutto diventa più difficile. Ciò perché infinite volte se ne devono ripercorrere le circostanze, riesaminare i particolari. E quanto più a lungo il processo si trascina, tanto più è difficile riappacificare i ricordi».</p>
<p>Franca non è sola: oltre ad una famiglia unita e composta, oltre ai cento e mille amici che le sono stati vicino, oltre a movimenti e associazioni che hanno raccolto e rilanciato l’istanza di giustizia nel nome di Antonino, ha due figli bellissimi. Chi ricorda Gabriele e Roberta, 18 e 16 anni, nel giorno dei funerali, potrà conservare il prezioso cammeo di due piccoli principi che si fanno carico di un dolore più grande di loro: con stoico decoro, impensabile per due adolescenti trafitti da un lutto così ingiusto. «I ragazzi gli erano molto legati, è un’assenza che non si colma mai e che si fa sentire particolarmente nelle ricorrenze».</p>
<p>Franca combatte: «Da un lato porto la mia testimonianza per sensibilizzare l’opinione pubblica; dall’altro partecipo all’azione della Rete sulla Sicurezza, coordinamento nazionale che riunisce associazioni di familiari, sindacali, e soggetti vari che si impegnano a sostenere questi temi in vari modi». Ha un solo timore: che «l’impunità o il ribaltamento delle responsabilità legittimi i datori di lavoro a considerare i lavoratori come “strumenti” per il raggiungimento dei loro interessi economici».</p>
<p><em>Giuseppe Florio “la Gazzetta del Mezzogiorno” del 25/09/09</em></p>
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		<title>Chiarezza sui lavori in piazza Commestibili</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 19:35:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I Consiglieri di A Sinistra-Movimento per la Sinistra hanno presentato interrogazione urgente al Sindaco Incalza per rendere “trasparenti” i lavori nel centro storico di Mesagne per la ristrutturazione di piazza “commestibili”. Di seguito testo integrale.
Al Presidente
del Consiglio Comunale
Mesagne
Al Sindaco
Mesagne
Oggetto: interrogazione urgente su cantiere Piazza Commestibili
I sottoscritti Pompeo Molfetta e Toni Matarrelli, consiglieri del gruppo A [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2009/09/mesagne_piazza_porta_grande.jpg" rel="lightbox[1112]"><img class="alignright size-full wp-image-1113" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Mesagne Porta Grande" src="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2009/09/mesagne_piazza_porta_grande.jpg" alt="Mesagne Porta Grande" width="243" height="181" /></a>I Consiglieri di A Sinistra-Movimento per la Sinistra hanno presentato interrogazione urgente al Sindaco Incalza per rendere “trasparenti” i lavori nel centro storico di Mesagne per la ristrutturazione di piazza “commestibili”. Di seguito testo integrale.<span id="more-1112"></span></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Al Presidente<br />
del Consiglio Comunale<br />
Mesagne</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Al Sindaco<br />
Mesagne</strong></p>
<p><strong>Oggetto: interrogazione urgente su cantiere Piazza Commestibili</strong></p>
<p>I sottoscritti Pompeo Molfetta e Toni Matarrelli, consiglieri del gruppo A Sinistra- Movimento per la Sinistra</p>
<p>premesso che</p>
<p>* i “LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE E RIQUALIFICAZIONE URBANA DI PIAZZA COMMESTIBILI”, in data 15/09/2008, con atto del Responsabile Appalti e Contratti d.ssa Andriola, sono stati aggiudicati alla Ditta IMER SERVICE S.r.l. con sede in MARTINA FRANCA (TA) alla Via Ceglie n. 230</p>
<p>* la consegna “parziale” dei lavori  avviene il 2/4/2009;</p>
<p>* la ditta vincitrice della gara accetta l’incarico con “riserva” perché sono trascorsi  più di  40 giorni dall’espletamento della gara, perché l’immobile consegnato non è  completamente fruibile ancorché occupato dai commercianti che resistono allo sgombero e perché non si è ancora proceduto alla designazione della direzione lavori;</p>
<p>* intorno alla seconda metà di luglio i lavori sono sospesi per  la circostanza, mai ufficializzata, che vi sono stati dei ritrovamenti archeologici nell’area oggetto dell’intervento;</p>
<p>* la Sopraintendenza in prima istanza sembra che abbia chiesto l’intervento dell’Alta Sorveglianza Archeologica per saggiare dimensioni, consistenza, rilevanza storico culturale dei ritrovamenti;</p>
<p>* l’Amministrazione non si è allineata a questo indirizzo e che ha chiesto invece alla direzione lavori una perizia di variante per modificare il progetto originario in aspetti che sembrano essere rilevanti sia sul piano strutturale che architettonico;</p>
<p>* l’Amministrazione ha deliberato e dato mandato all’ufficio legale di procedere con decreto ingiuntivo allo sfratto esecutivo delle 3 attività commerciali resistenti allo sgombero</p>
<p>INTERROGANO</p>
<p>il Sindaco del Comune di Mesagne Enzo Incalza, ai sensi dell’art. 28 comma 2 del Regolamento su Funzione e Organizzazione del Consiglio comunale,  al fine di conoscere quanto segue:</p>
<p>1.      come mai non è stata prevista l’eventualità di “imbattersi” in ritrovamenti archeologici in un’area che notoriamente è attraversata da insediamenti archeologici come dimostrato da studi anche recenti sull’Urbanistica dell’Età Messapica, come attestato dall’orientamento della necropoli di Vico Quercia e come documentato da mille altri atti scientificamente validati?. Non è altrettanto notorio, e non solo agli storici locali, che ancora lì dovrebbero esserci i resti del convento delle Clarisse? Non è contemplata questa evenienza nella relazione preliminare al progetto? Non sono stati predisposti degli orientamenti preliminari per fronteggiare adeguatamente questa evenienza, per tutelare e valorizzare eventuali ritrovamenti archeologici piuttosto che oscurarli con una con una variante significativa del progetto originario?</p>
<p>2.      A quanto ammontano gli oneri previsti per la perizia ed il progetto di variante e su quale capitolo di spesa saranno caricati se la Regione non concede fondi aggiuntivi per varianti in corso d’opera?</p>
<p>3.      A quanto ammontano virtualmente le riserve per inadempienze vantate dalla ditta appaltatrice?</p>
<p>4.      Il Sindaco si era impegnato formalmente in C.Cle a comporre bonariamente il contenzioso con i commercianti ancora resistenti. Come mai invece intende adire alle vie legali? Quale è stata, se c’è stata, la proposta di transazione offerta?</p>
<p>5.      I lavori saranno ultimati, come da contratto, entro marzo 2010? o questi intoppi, i conflitti di competenza, i contenziosi giuridici  allungheranno e di molto i tempi di ultimazione dei lavori esponendoci ad ulteriori eventuali maggiori costi?</p>
<p>6.      E’ stato mai avviato l’iter amministrativo per chiedere una seconda trance di finanziamenti  per il completamento del piano primo, per le opere accessorie, per la promozione commerciale della nascente struttura per l’adeguamento logistico dell’area circostante (parcheggi – verde attrezzato ecc.)?</p>
<p>Infine, sempre ai sensi del comma 5 dell’art. 28 del Regolamento su Funzione e Organizzazione del Consiglio comunale, si ritiene tale interrogazione urgente e se ne chiede quindi la risposta scritta entro giorni dieci.</p>
<p>Si porgono cordiali saluti.</p>
<p>Mesagne, 08 Settembre 2009
</p>
<p style="text-align: center;"><strong>I Consiglieri comunali di A Sinistra &#8211; Movimento per la Sinistra</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Pompeo Molfetta,                                                             Toni Matarrelli</strong></p>
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		<title>Giunta Incalza: Per avere meno critiche occorrono fatti</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Aug 2009 10:25:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A giorni alterni politici o assessori del centro-destra mesagnese chiedono la “immunità” da critiche per il Sindaco Incalza in quanto “brava persona”. Non una voce si spende ovviamente a criticare scelte ed atti che niente hanno a che vedere con la trasparenza e la partecipazione, cavalli di battaglia dello stesso Sindaco. Ennesimo esempio la nomina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2009/08/CA193_mesagne.jpg" rel="lightbox[1092]"><img class="alignright size-full wp-image-1094" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Villa Comunale di Mesagne" src="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2009/08/CA193_mesagne.jpg" alt="Villa Comunale di Mesagne" width="243" height="165" /></a>A giorni alterni politici o assessori del centro-destra mesagnese chiedono la “immunità” da critiche per il Sindaco Incalza in quanto “brava persona”. Non una voce si spende ovviamente a criticare scelte ed atti che niente hanno a che vedere con la trasparenza e la partecipazione, cavalli di battaglia dello stesso Sindaco. Ennesimo esempio la nomina di un noto esponente politico del centro-destra, di professione architetto, chiamato a ridisegnare un “bene collettivo” come la Villa comunale. Di seguito intervento integrale di Pompeo Molfetta capogruppo consiliare A Sinistra &#8211; Movimento per la Sinistra<br />
<span id="more-1092"></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Giunta Incalza: Per avere meno “critiche” occorrono “fatti”</strong></p>
<p>Il neo-assessore Delli Noci, in un suo recente comunicato, si è prodotto in una dotta dissertazione sul valore politico dell’uomo Incalza, verosimilmente per ottenere una sorta di “dispensa” speciale di critica per lo stesso Sindaco, oggetto di irriverenze e contumelie in vorticosa crescita. Per ottenere questa “indulgenza plenaria” egli richiama con afflato le virtù del Sindaco, ne ricorda la mitezza, la temperanza, la  riservatezza ed esalta lo spirito di servizio con cui egli volle nel 2006 prendere su di sé la “croce” del governo per affrancare questa città dalle nefandezze commesse dai comunisti e riportare  la pace e la prosperità fra la sua gente. Ecco l’uomo “aristotelico”: animale politico per eccellenza che riassume in se il concetto della  polis, che ripone in sé la responsabilità dell’organizzazione sociale, del destino della comunità che governa.</p>
<p>Mi pare una visione monocratica e paternalista della cosa pubblica che pone in stato di subalternità partiti, rappresentanze sociali e singoli cittadini: una visione insomma fortemente antidemocratica che contestiamo. E’ forse in virtù di questa concezione che il nostro Sindaco si ostina continuamente a prendere le distanze dalla politica e dalle sue complicate articolazioni come i partiti e le Istituzioni? Per questo talvolta si fa beffa delle opposizioni e talvolta del Consiglio Comunale? Per questo  le  critiche sembrano atti di lesa di lesa maestà?</p>
<p>Noi chiediamo: è possibile essere dispensati da questo sermone domenicale? Si può una volta per tutte prescindere da valutazioni personali sul Primo cittadino che sono  inopportune sia quando sono di segno negativo e vengono dall’opposizione, sia quando sono di segno positivo e vengono da suoi collaboratori? Al Sindaco è dovuto il massimo del rispetto istituzionale, così come  a qualunque cittadino è dovuto il diritto di critica e di giudizio politico sull’esercizio delle sue funzioni.  O qualcuno pensa che sarebbe meglio non  disturbare il macchinista anche quando sta facendo deragliare il treno? E qui, a nostro giudizio, siamo già al disastro ferroviario.</p>
<p>Apprendiamo, per esempio, che l’Amministrazione comunale ha tenacemente difeso la nomina del progettista designato per i lavori di “maquillage” della villa comunale, rivendica la correttezza procedurale seguita e la congruità del compenso destinato. Secondo questo comunicato l’Amministrazione avrebbe elaborato, per mano di una dirigente innominata, un primo avviso pubblico che è stato immediatamente sconfessato e annullato dalla commissione giudicatrice presieduta dal capo settore ing. Fischetto, il quale ha successivamente decretato una nuova procedura di selezione cui sarebbero stati chiamati a partecipare cinque professionisti. Tra questi è stato scelto l’arch. Mingolla per aver presentato la proposta economicamente più vantaggiosa. Se così stanno le cose la procedura anche se legittima è certamente assai bizzarra e tortuosa, un intrigo in cui è sembra nota la soluzione finale ma non si sa come raggiungerla. Che aveva di inqualificabile il primo avviso pubblico? Perché prima di pubblicarlo qualcuno non si è incaricato di controllarlo o comunque non è stato poi corretto e ripresentato?</p>
<p>Nonostante questa montagna di dubbi, io in questo caso, non invocherò la questione morale  e non  andrò neanche a “sfrucugliare” fra le carte, scegliete chi volete purché ci sia risparmiata la favola della trasparenza, dell’equità, della legittimità procedurale perché il Sindaco e la sua Giunta fanno  esattamente come fan tutti e forse un pochino peggio.</p>
<p>Infine ci tocca ribadire che sarebbe stato molto meglio indire un concorso di idee, con un budget finanziario prestabilito, e far scegliere alla città il progetto più adeguato per il rifacimento di un bene “simbolo” dell’intera comunità come la Villa Comunale, che questa Amministrazione ha discutibilmente voluto ritenere priorità assoluta destinando una cospicua fetta dell’avanzo di bilancio. Cosa accadrà quando l’architetto nominato presenterà il suo progetto se non sarà di gradimento collettivo? Lo rifarà? Lo modificherà su impulso dei cittadini? Con quali modalità? O, come temiamo per un minimo di conoscenza dei soggetti coinvolti, ci troveremo di fronte ad una “creazione” di discutibile gusto, economicamente sproporzionata e quindi praticamente irrealizzabile?</p>
<p>Non è forse questa, per lo stimato assessore al ramo Delli Noci, l’occasione per passare dalle “parole” ai “fatti” e guadagnarsi sul campo stima e considerazione?</p>
<p>Mesagne, 20 agosto 2009</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Pompeo Molfetta</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>capogruppo consiliare A Sinistra &#8211; Movimento per la Sinistra</strong></p>
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		<title>Crisi ancora aperta al Comune di Mesagne</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 08:56:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La crisi non è affatto superata ma si è ulteriormente acuita, che il governo appena varato non è sostenuto da una maggioranza politica qualificata, e che il futuro della legislatura è assai incerto e nebuloso. Di seguito comunicato di Pompeo Molfetta e Tony Matarrelli del Movimento A Sinistra e di Sinistra e Libertà.
Crisi ancora aperta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Il Castello di Mesagne" src="http://www.asinistra.net/media/1/castello_mesagne.jpg" alt="" width="197" height="137" />La crisi non è affatto superata ma si è ulteriormente acuita, che il governo appena varato non è sostenuto da una maggioranza politica qualificata, e che il futuro della legislatura è assai incerto e nebuloso. Di seguito comunicato di <strong>Pompeo Molfetta</strong> e <strong>Tony Matarrelli</strong> del Movimento A Sinistra e di Sinistra e Libertà.<span id="more-1066"></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Crisi ancora aperta al Comune di Mesagne</strong></p>
<p>Il Consiglio Comunale u.s. ha dato delle indicazioni inoppugnabili che si riassumono in due momenti chiave. In apertura del Consiglio il Sindaco Incalza annuncia la positiva risoluzione della verifica,  presenta la nuova giunta ed assicura che la sua maggioranza gli ha riconfermato in toto la fiducia e si presenta forte e coesa per proseguire e rilanciare la sua esperienza amministrativa. Un’ora dopo, con un intervento duro prevalentemente rivolto contro lo stesso Sindaco, il consigliere Grassi annuncia, “apertis verbis”,  la sua fuoriuscita dalla maggioranza, si dichiara indipendente e garantisce soltanto l’appoggio esterno al governo in carica: il che tecnicamente significa che egli voterà ogni singolo provvedimento rispondendo soltanto alla sua coscienza, libero da vincoli di coalizione.</p>
<p>Si può ragionevolmente concludere che la crisi non è affatto superata ma che semmai si è ulteriormente acuita, che il governo appena varato non è sostenuto da una maggioranza politica qualificata, e che il futuro della legislatura è assai incerto e nebuloso.</p>
<p>Orbene piuttosto che tenere per altri quattro anni la città sospesa ad un filo, nell’incertezza più totale in una condizione che sarà certamente di grande difficoltà politica ed amministrativa noi abbiamo proposto in Consiglio Comunale e , se è ancora possibile, riproponiamo:</p>
<p>-                     la costituzione di un governo istituzionale “di salute pubblica” affidato alla guida del Sindaco Incalza il quale potrà scegliersi autonomamente collaboratori di sua fiducia anche fuori dagli schieramenti politici, purchè di indiscussa levatura morale e di provata esperienza;</p>
<p>-                     che egli concordi con le forze politiche presenti in consiglio comunale un programma essenziale per la risoluzione dei problemi più gravi che attraversano la nostra città;</p>
<p>-                     che questa esperienza abbia a concludersi nella prossima  primavera, in concomitanza delle elezioni regionali,  per lasciare al “popolo sovrano” la soluzione finale di questa prolungata fase di crisi politico-istituzionale.</p>
<p>Noi crediamo che tale proposta, naturalmente aperta al contributo di tutti, potrebbe trovare larga convergenza in Consiglio Comunale perché ci pare una proposta politicamente ragionevole, di buon senso e forse l’unica che possa veramente servire, in questo momento, gli interessi generali di Mesagne.</p>
<p>Mesagne 23 luglio 2009</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Pompeo Molfetta Tony Matarrelli</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Movimento A Sinistra &#8211; Sinistra e Libertà</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Crisi nel centrodestra: tutti a casa&#8230;ordinatamente</title>
		<link>http://www.asinistra.net/2009/07/12/crisi-nel-centrodestra-tutti-a-casa-ordinatamente/</link>
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		<pubDate>Sun, 12 Jul 2009 21:36:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono ormai più di tre anni che questa città non ha un governo stabile ed autorevole, insabbiata nel pantano di una crisi politica irreversibile. Tutti a casa dunque, non v’è altra via d’uscita, serve un levarsi di torno per far posto al nuovo che ancor non pare all’orizzonte ma che certo non può costruirsi sulle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2009/04/pompeo_molfetta_tel.jpg" rel="lightbox[1053]"><img class="alignright size-full wp-image-863" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Il consigliere di Pompeo Molfetta - A Sinistra" src="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2009/04/pompeo_molfetta_tel.jpg" alt="Il consigliere di Pompeo Molfetta - A Sinistra" width="191" height="126" /></a>Sono ormai più di tre anni che questa città non ha un governo stabile ed autorevole, insabbiata nel pantano di una crisi politica irreversibile. Tutti a casa dunque, non v’è altra via d’uscita, serve un levarsi di torno per far posto al nuovo che ancor non pare all’orizzonte ma che certo non può costruirsi sulle macerie del vecchio. Caro Sindaco questo sarebbe un atto vero di responsabilità, nell’interesse di Mesagne cui tutti si riferiscono senza spesso capirne il senso. Di seguito intervento di <strong>Pompeo Molfetta</strong>, capogruppo consiliare di A Sinistra &#8211; Movimento per la Sinistra al Comune di Mesagne.<span id="more-1053"></span></p>
<p style="text-align: center;" align="center"><strong>Mesagne, crisi nel centro-destra &#8211; Tutti a casa … ordinatamente</strong></p>
<p style="margin-bottom: 6pt; text-align: justify;">Sono ormai più di tre anni che questa città non ha un governo stabile ed autorevole, che non è amministrata come meriterebbe, che è insabbiata nel pantano di una crisi politica che sembra irreversibile. In pochi anni abbiamo dissipato la credibilità ed il prestigio guadagnato con i fasti dei primi governi di centrosinistra, siamo sostanzialmente fuori dai circuiti politici che contano e lontani dai processi di sviluppo che attraversano o attraverseranno la Provincia e la Regione. Una città “normale”, senza una prospettiva chiara, senza un disegno strategico per il futuro, senza una classe dirigente di spessore, senza un dibattito politico e culturale di contenuto. Una città che vivacchia all’ombra della sua storia, immemore di essere stata laboratorio politico d’avanguardia, città d’arte, di cultura, di legalità, di solidarietà e sviluppo.</p>
<p style="margin-bottom: 6pt; text-align: justify;">La crisi in atto nel governo Incalza esprime al meglio questo status. E’ una crisi che non ha alcuna matrice politica, nessun contenuto di natura programmatica, tutta incentrata sul velleitarismo e la ricerca affannosa di visibilità dei suoi miseri protagonisti e quindi non ha nessuna possibilità di essere risolta ne con il gioco delle tre carte, ne con il valzer delle poltrone. E’ l’epilogo, il viale del tramonto anticipato per il sindaco Incalza che mestamente scopre in un colpo che si è esaurito il  bonus di fiducia “a prescindere” offertogli dall’elettorato, che il buonismo non garantisce il buon governo, che la sua maggioranza non ha ne i numeri ne la caratura politica per sostenere un esecutivo peraltro debole e non certo all’altezza di amministrare una città colta e ambiziosa come la nostra.</p>
<p style="margin-bottom: 6pt; text-align: justify;">Tutto dunque è compiuto: dopo che il centro-sinistra ha pagato fino in fondo il suo debito per gli errori commessi, il calice amaro passa a al centro-destra che brucia la sua storica occasione per l’assoluta mancanza di cultura di governo, per l’ambizione dei suoi giovani e sprovveduti alfieri e per la mancanza di un progetto politico vero di alternativa e di cambiamento. Nessun rimpasto al mondo può mai cambiare il segno di cotanto scempio, pensare di sanare il moribondo con i pannicelli caldi significa non aver contezza della realtà.</p>
<p style="margin-bottom: 6pt; text-align: justify;">Tutti a casa dunque, non v’è altra via d’uscita, serve un repulisti generale, un levarsi di torno per far posto al nuovo che ancor non pare all’orizzonte ma che certo non può costruirsi sulle macerie del vecchio. Caro Sindaco questo sarebbe un atto vero di responsabilità, nell’interesse di Mesagne cui tutti si riferiscono senza spesso capirne il senso.</p>
<p style="margin-bottom: 6pt; text-align: justify;">Sul “come” è più utile procedere si può discutere. Noi faremmo di tutto  affinché questo passaggio si compia senza traumi, nel rispetto dei ruoli e delle prerogative politiche di ciascuno evitando le rappresaglie e la smania di resa dei conti che in questi giorni arma i muscoli di qualcuno. Certo è’ importante scongiurare la possibilità di una gestione commissariale protratta per troppo tempo, è importante riuscire a dar corso a qualche buon progetto amministrativo  messo in cantiere e su questo credo possa richiamare al senso di responsabilità l’intero Consiglio comunale ma non può utilizzare questi argomenti come uno spauracchio o una  giustificazione per rabberciare un governo che è irrimediabilmente rotto o dar vita ad una maggioranza che non esiste più.</p>
<p style="margin-bottom: 6pt; text-align: justify;">Tutti a casa dunque ma ordinatamente con senso di responsabilità, recuperando il primato della politica …. che per togliersi i sassolini dalle scarpe c’è tempo per tutti.</p>
<p style="margin-bottom: 6pt; text-align: justify;">Mesagne, 11 luglio 2009</p>
<p style="text-align: center;" align="center"><strong>Pompeo Molfetta<br />
</strong><strong>Capogruppo Consiliare A Sinistra &#8211; Movimento per la Sinistra</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il &#8220;laboratorio&#8221; della Sinistra</title>
		<link>http://www.asinistra.net/2009/06/19/il-laboratorio-della-sinistra/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 17:26:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In una situazione difficilissima caratterizzata da intese anomale la Sinistra ha combattuto nella provincia di Brindisi la &#8220;buona battaglia&#8221;. Ora ci sono i ballottaggi e nei confronti dei due schieramenti la scelta della Sinistra è stata ed è nettamente alternativa. In sede di voto i cittadini di sinistra assumeranno i comportamenti da ciascuno ritenuti giusti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In una situazione difficilissima caratterizzata da intese anomale la Sinistra ha combattuto nella provincia di Brindisi la &#8220;buona battaglia&#8221;. Ora ci sono i ballottaggi e nei confronti dei due schieramenti la scelta della Sinistra è stata ed è nettamente alternativa. In sede di voto i cittadini di sinistra assumeranno i comportamenti da ciascuno ritenuti giusti secondo i dettami della propria libera coscienza<span id="more-1044"></span></p>
<p align="center"><strong>Brindisi: il &#8220;laboratorio&#8221; della Sinistra</strong></p>
<p>In una situazione difficilissima caratterizzata da intese anomale la Sinistra ha combattuto nella provincia di Brindisi la &#8220;buona battaglia&#8221; e, in sintonia con le espressioni più avanzate della società civile e dei movimenti, ha cercato faticosamente al suo interno la possibile unità. Ha denunciato operazioni confuse e contraddittorie, ha preso le distanze da incredibili &#8220;inciuci&#8221;, ha messo al centro del dibattito politico i problemi di una economia locale che va profondamente innovata per renderla a misura della sua storia e delle migliori vocazioni territoriali. Ed ancora: ha riproposto l&#8217;assoluta incompatibilità ambientale e sociale del rigassificatore progettato a Capobianco, ha rilanciato la questione morale contro il malaffare e le corruzioni che hanno pesato come una cappa di piombo sul destino della comunità, ha criticato un industrialismo avido di profitti ed incapace di risolvere i problemi occupazionali nonché legato a progetti che hanno devastato l&#8217;ambiente esponendo a gravi danni e rischi la salute dei cittadini e la loro incolumità personale.</p>
<p>Una Sinistra povera di mezzi ma ricca di idee e di buone ragioni che si è dovuta misurare con schieramenti la cui potenza finanziaria e la cui capacità pervasiva sono state e sono sotto gli occhi di tutti. Un&#8217;enorme disparità di forze, una competizione impari che comunque non ha impedito a questo raggruppamento di ottenere un incoraggiante risultato elettorale e di porsi come punto fondamentale di riferimento per quanti nella società civile e nell&#8217;attività politica vogliono costruire una comunità più solidale e più giusta. Impegno questo che va onorato interpretando le domande di profonda trasformazione politica e di rigorosa moralità pubblica emerse in tutti i momenti di partecipazione democratica e specialmente in occasione delle grandi manifestazioni popolari svoltesi dopo il naufragio delle vecchie gestioni della cosa pubblica.</p>
<p>Ora ci sono i ballottaggi dai quali la Sinistra, come era prevedibile, è rimasta esclusa nonostante il significativo consenso ricevuto. Nei confronti degli schieramenti che si contendono i vertici delle amministrazioni locali la scelta della Sinistra è stata ed è nettamente alternativa per le ragioni, tuttora ovviamente valide, da essa esposte durante la campagna elettorale. In sede di voto i cittadini di sinistra assumeranno i comportamenti da ciascuno ritenuti giusti secondo i dettami della propria libera coscienza. Comportamenti che oggi in sede di ballottaggio e soprattutto domani nel costante impegno politico non potranno non farsi carico dell&#8217;esigenza di opporsi con ogni determinazione al pericolo che oggi incombe ancora una volta sulla nostra comunità. Il rischio del ritorno alla grande di certi poteri forti e di certi interessi corporativi (le lobby di cui ha lucidamente parlato il prof. Fistetti) tesi a fermare la spinta popolare che chiede un più incisivo cambiamento e vuole impedire il riemergere di logiche e metodi condannati dalla coscienza collettiva.</p>
<p>Le divisioni che sul piano nazionale hanno danneggiato la Sinistra impedendole di avere nel Parlamento europeo una propria rappresentanza sono state a Brindisi nella fase che sta per concludersi, sia pure con qualche fatica, opportunamente accantonate. Ed è questo il solo &#8220;laboratorio&#8221; al quale, malgrado le mille difficoltà, dovrebbero guardare con responsabilità e lungimiranza quanti, in questa pericolosa eclisse della cultura democratica, si riconoscono nei grandi valori di liberazione, di uguaglianza e di pace.</p>
<p>Brindisi, 17 giugno 2009</p>
<p align="center"><strong>Michele DI SCHIENA</strong></p>
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