Da Raffaele Barki (di UnaSinistraUna di Milano) riceviamo e volentieri pubblichiamo una sua proposta per esprimere durante Assemblea degli Stati Generali della Sinistra una "protesta" perché si arrivi al più presto ad un processo costituente e non solo una semplice e limitata confederazione. Di seguito intervento integrale
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Quello che tutti sapevano ora è anche certificato, le Televisioni a servizio di Berlusconi, con buona pace di tutti coloro che ora si scandalizzano dopo aver tollerato nomine ai vertici Rai, delle Reti e dei TG senza fiatare e con una legge sul conflitto di interessi mai realmente voluta. L'Italia non è un Paese democratico e non si ha piena coscienza di ciò Di seguito l'Editoriale di Ezio MAURO "La Struttura Delta" apparso su la Repubblica del 22 novembre.
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In una democrazia bene ordinata, non essendo caduto Prodi secondo l'improvvida scommessa berlusconiana, dovrebbe "cadere" il capo dell'opposizione che da un anno e mezzo a questa parte si adopera solo, ricorrendo a tutti i mezzi ed usando tutti gli espedienti, per mettere in crisi il Governo ed andare subito alle elezioni con una legge elettorale destabilizzante definitiva "porcata" dal suo stesso autore. Di seguito articolo di Michele DI SCHIENA.
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La scintilla è partita un gruppo di scrittori e intellettuali, stanco di assistere alla deriva razzista che attraversa l'Italia, purtroppo aggravata dalla morte violenta di Giovanna Reggiani. Da questa stanchezza, l'esigenza di condividere una presa di posizione forte. È nato così "Il triangolo nero", appello elaborato da Alessandro Bertante, Gianni Biondillo, Girolamo De Michele, Valerio Evangelisti, Giuseppe Genna, Helena Janeczek, Loredana Lipperini, Monica Mazzitelli, Marco Philopat, Marco Rovelli, Stefania Scateni, Antonio Scurati, Beppe Sebaste, Lello Voce e il collettivo Wu Ming nella sua totalità. A questo gruppo si sono presto aggiunti altri nomi importanti della cultura che hanno deciso di aderire all'appello. Tra questi Gad Lerner, Erri De Luca, Bernardo Bertolucci, Massimo Carlotto, Carlo Lucarelli, Moni Ovadia, Nanni Balestrini, Franca Rame, Stefano Tassinari, Marcello Flores, Andrea Bajani, Lisa Ginzburg, Lanfranco Caminiti, Ugo Riccarelli, Enrico Brizzi, Marco Mancassola, Simona Vinci, Raul Montanari, Giulio Mozzi, Andrea Porporati, Sandro Veronesi e moltissimi altri si vanno aggiungendo di minuto in minuto, per ribadire che delitti individuali non giustificano castighi collettivi. Per aderire http://www.carmillaonline.com/ Di seguito, il testo integrale.
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Nella Commissione Affari Costituzionali della Camera, la destra e alcuni dei suoi ormai abituali alleati (Di Pietro e Mastella) ha affossato (si spera non definitivamente) la Commissione d'inchiesta sulle tragiche giornate di Genova del luglio 2001. Di seguito intervento integrale di Giuliano Pisapia tratto da "il Manifesto" del 2 novembre 2007.
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Se è vero, come ha ricordato lo stesso giudice Forleo, che per la Costituzione «la giustizia è amministrata in nome del popolo», è altrettanto vero che questa "rappresentanza diretta" si carica di un enorme responsabilità e cioè quella di esprimersi solo attraverso la fedele e scrupolosa applicazione delle leggi imponendo ai magistrati di assumere anche, nei rapporti privati, comportamenti che siano testimonianza di questa fedeltà e quindi non si pongano mai in contrasto con le regole dettate dall'ordinamento. Di seguito articolo integrale di Michele DI SCHIENA
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Dopo la bella e riuscita manifestazione del 20 ottobre è necessario che le dirigenze della sinistra d'alternativa rivedano rapidamente le proprie posizioni per evitare dannosi isolamenti, gravi fratture nel mondo del lavoro e pregiudizievoli conflitti con le grandi organizzazioni sindacali, rischi questi che potrebbero riservare alla sinistra nostrana un destino di irrilevanza politica non dissimile da quello toccato alla sinistra francese. Di seguito articolo di Michele DI SCHIENA
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Quando si svolgono cinquantamila assemblee di lavoratori nell'intero Paese, quando in tutti gli ambienti di lavoro vivacemente si discutono e liberamente si valutano le misure oggetto dell'accordo, quando milioni di lavoratori possono esprimere e far pesare col voto la propria opinione, quando le dirigenze sindacali assicurano che sarà rispettata la volontà della maggioranza dei consultati ai fini della conferma o meno dell'adesione al protocollo: quanto tutto ciò avviene siamo di fronte ad un grande evento democratico e ad un salutare bagno di partecipazione i cui esiti dovranno essere tenuti nel debito conto dal Governo e dalle forze politiche che lo sostengono. Di seguito articolo integrale di Michele DI SCHIENA
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