Energia: l’indispensabile svolta
Brindisi è sempre stata l’emblema di una pessima gestione della politica energetica italiana. IlForum Ambiente Salute e Sviluppo chiede di incentivare, di regolamentare, di “democratizzare” la materia e di sottrarla a speculazioni. Di seguito comunicato integrale.
Energia: l’indispensabile svolta
Brindisi è sempre stata l’emblema di una pessima gestione della politica energetica italiana: lo è stata e lo è per quel che riguarda la centrale termoelettrica Brindisi Nord (che si vorrebbe continuare a tenere in esercizio a carbone con camini alti poco più di 50 metri e a ridosso della città); lo è per quanto attiene alla centrale Brindisi Sud (si pensi alla inapplicata Convenzione del 1996, all’orimulsion ed all’attuale esercizio a carbone); lo è con riferimento alla perdurante pretesa di realizzare nel porto il rigassificatore, con grave rischio per la incolumità dei cittadini e malgrado l’incompatibilità con le risorse e le attività del territorio; lo è per l’assurda pretesa di far giungere un gasdotto lungo la costa a nord di Punta Penne. Una politica che si appalesa errata anche per quanto attiene alla localizzazione e alla realizzazione di impianti fotovoltaici ed eolici, fonti rinnovabili assolutamente da incentivare per ridurre (come il PEAR prospetta) del 25% la CO2 e il carbone. Impianti che vanno sottratti alla deregulation, alla speculazione e a un crescente ed irrazionale impatto territoriale .
La regolamentazione regionale e comunale in materia di installazione di impianti fotovoltaici ed eolici indica una serie di requisiti connessi alla scelta dei siti. Pochi sono gli impianti soggetti a procedura VIA e, ancor meno, a valutazione di incidenza ambientale in aree protette mentre molte maglie larghe sono presenti nella gestione amministrativa. A fronte di tale situazione , troppi risultano i casi in cui si stanno diffondendo gli impianti fotovoltaici di tecnologia tradizionale con le celle al silicio di rendimento non elevato e di complicato smaltimento finale. E ciò avviene in zone di pregio agricolo ed ambientale (si pensi agli uliveti o all’incidenza sul paesaggio) o in aree di pregio storico-artistico (ad esempio a ridosso della cripta di San Biagio).
Abbiamo sempre sostenuto le fonti rinnovabili ma abbiamo anche precisato che le Pubbliche Amministrazioni devono favorire la micro e la piccola generazione di tali fonti in area urbana (tetti fotovoltaici ed in generale strutture che rendano autosufficienti edifici ed insediamenti privati e pubblici). Così come ribadiamo che impianti di potenza maggiore in aree industriali o comunque marginali o da bonificare richiedono le tecnologie più avanzate (anche nell’esposizione e nella captazione dei raggi solari), la salvaguardia con interventi biocompatibili sui terreni e il possibile recupero di idrogeno e di energia elettrica per usi pubblici locali e non semplicemente per l’immissione in rete.
Il Forum chiede di incentivare, di regolamentare, di “democratizzare” la materia e di sottrarla a speculazioni. E’ poi necessario approvare il piano del paesaggio e di sostenibilità nonché misure più sicure per una gestione virtuosa e progressivamente alternativa al sistema termoelettrico.
Brindisi, 27 aprile 2010
FORUM AMBIENTE, SALUTE E SVILUPPO

Twitter
http://www.brundisium.net/notizie/shownotiziaonline.asp?id=30631