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L’oscuro destino della Centrale di Brindisi Nord

  • Ambiente e Salute , Brindisi

In questi giorni sta diventando sempre più accesa la discussione sul futuro  della centrale Termoelettrica Brindisi Nord. Di seguito comunicato del Forum Ambiente Salute e Sviluppo

L’oscuro destino della Centrale di Brindisi Nord

In questi giorni sta diventando sempre più accesa la discussione sul futuro  della centrale Termoelettrica Brindisi Nord. Va ricordato  al riguardo che tale impianto ha avuto la sua origine più di 40 anni fa, che la convenzione (sottoscritta e disattesa dall’ENEL) prevedeva nel 1996 la prosecuzione dell’esercizio di due soli  gruppi alimentati a metano fino al 2004 e che solo un  apposito decreto governativo  ne ha consentito la prosecuzione del funzionamento a carbone  fino ad oggi.

Va inoltre tenuto presente che  l’ENEL avrebbe dovuto far  giungere a Brindisi Nord 1,2 miliardi di metri cubi di metano  all’anno e che Edison, gruppo  a cui Edipower appartiene, ha ottenuto il giudizio di compatibilità positivo dal Ministero dell’Ambiente per un impianto a ciclo combinato.

La proposta Edipower di tenere in esercizio a carbone due gruppi della centrale Brindisi Nord, unicamente  assicurando i desolforatori e la  copertura del carbonile, è l’ennesima beffa per Brindisi. L’impianto, infatti, continuerebbe ad avere i bassissimi camini di oggi ( alti poco più di 50 metri e non elevabili  poiché si trovano sotto il cono di atterraggio dell’Aeroporto) e continuerebbe anche  a bruciare  carbone non privo di zolfo  ma solo a “basso tenore” di tale componente. Nessuna eliminazione  dunque dell’inquinamento dovuto a tale sostanza.

La difesa dei posti di lavoro è un  obiettivo assolutamente irrinunciabile che,  se fosse stata applicata la convenzione del 1996,  oggi sarebbe stato certamente raggiunto con il trasferimento dei lavoratori alla Centrale Brindisi Sud. Il problema invece  rimane irrisolto  ed è diventato   drammatico come è dimostrato da certe preoccupanti misure adottate dalla direzione della Società che stanno  provocando  giuste reazioni da parte dei lavoratori interessati. Non si comprende allora per quale motivo non venga presa in considerazione l’ipotesi di sostituire l’attuale centrale con   il  progettato nuovo impianto a ciclo combinato già approvato dal competente Ministero.

Brindisi,  12 aprile 2010

FORUM AMBIENTE SALUTE E SVILUPPO

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