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Nuovi insediamenti industriali senza adeguato controllo

  • Ambiente e Salute , Brindisi

Raggi LNGLa società Deposito Costiero  e SFIR  sono state oggetto  a livello  istituzionale di istruttorie poco approfondite e, per certi versi, omissive. Di seguito comunicato del Forum Ambiente Salute e Sviluppo.

DEPOSITO COSTIERO E SFIR :  CORREZIONI E CONTROLLI

La società Deposito Costiero  e SFIR  sono state oggetto  a livello  istituzionale di istruttorie poco approfondite e, per certi versi, omissive. Già dal piano di risanamento dell’area ad elevato rischio di crisi ambientale sui depositi costieri di GPL emergeva una posizione contraddittoria: da un lato, si disponeva  la chiusura dell’Agip Covengas e, dall’altro, si prescriveva  il trasferimento a  Capo Bianco  dello scalo. Sappiamo  bene che a Capo Bianco si tenta di localizzare il rigassificatore e si  è mantenuto lo scarico di GPL in condizioni pericolosissime e cioè  nelle vicinanze del traffico di passeggeri e di merci. Gravissima  si appalesa poi l’ipotesi di portare a 52.000 metri cubi lo stoccaggio di GPL nell’impianto che oggi è  “Deposito Costiero”. Così come è anche grave che  si ritenga possibile  far svolgere  tutte le attività di  scarico e movimentazione sotto il cono di atterraggio dell’Aeroporto e  a ridosso di altre  attività ad alto rischio di incidente rilevante .

Le  Amministrazioni competenti, rivedendo scelte sbagliate, dovrebbero impedire  subito lo scarico di GPL nell’area di Costa Morena (in attuazione di quanto disposto nel piano di risanamento) e dovrebbero riformare, in sede di autotutela, le autorizzazioni rilasciate a “Deposito Costiero” in assenza di effettive procedure  di valutazione di impatto ambientale e di rischio di incidente rilevante .

La SFIR è stata accolta come una possibile occasione occupazionale  ma  senza esaminare adeguatamente i cicli  previsti per la produzione di zucchero e di energia elettrica. Oggi si stanno costruendo gli impianti con grande celerità ma non si sa con quale rispetto dei programmi a suo tempo previsti. Ciò che è certo è che manca un effettivo giudizio di compatibilità ambientale (che contempli la valutazione tecnica sulla materia prima, sulla sua manipolazione, sulla produzione di zucchero e sulla successiva produzione di energia elettrica da vapore  o  da indefinite biomasse) mentre manca del tutto l’autorizzazione ambientale.

Brindisi, 8 marzo 2010

FORUM AMBIENTE, SALUTE E SVILUPPO

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