Confermare Vendola per fermare una brutta politica
E’ una brutta politica quella che sta cercando di far naufragare la candidatura di Nichi Vendola a Presidente della Regione Puglia: una politica chiusa nelle conventicole dei partiti, lontana dalla gente, senza memoria e senza progetto. Una sorta di pitagorismo politico che assolutizza i numeri ma per di più li calcola male andando così incontro talvolta a vittorie di Pirro e talaltra a disastrose sconfitte. Di seguito articolo di Michele Di Schiena
Confermare Vendola per fermare una brutta politica
E’ una brutta politica quella che sta cercando di far naufragare la candidatura di Nichi Vendola a Presidente della Regione Puglia: una politica chiusa nelle conventicole dei partiti, lontana dalla gente, senza memoria e senza progetto. Una politica che non parte dalle cose da fare ma da patteggiamenti romani fra pochi intimi, che sembra guardare più indietro che avanti e che crede di poter vincere sommando a tavolino improbabili pacchetti di voti ed allestendo alleanze non cementate da forti idee e da grandi obiettivi. Una sorta di pitagorismo politico che assolutizza i numeri ma per di più li calcola male andando così incontro talvolta a vittorie di Pirro e talaltra a disastrose sconfitte.
E sì, perché un centro-sinistra esteso all’UDC di Casini ed al Movimento Io Sud della Poli Bortone con una guida diversa da quella di Vendola non vincerebbe la partita anche se il presidente uscente facesse il famoso passo indietro restando col suo Movimento nella coalizione. Un simile schieramento implicherebbe, sotto l’etichetta della “discontinuità”, una ingiusta e rovinosa ammissione di fallimento del mandato elettorale che sta per concludersi e risulterebbe inoltre demotivato e frustrato nelle varie componenti favorevoli a Vendola (cattolici democratici, sinistra, giovani, progressisti senza partito) con le immaginabili conseguenze negative in termini di consenso. Uno schieramento con ogni probabilità destinato alla sconfitta anche nel caso di candidatura a presidente di Michele Emiliano sia a causa dell’immagine ultramoderata che negli ultimi tempi il Sindaco di Bari ha ritenuto di darsi e sia per i perduranti malumori connessi ai rilievi di disinvolto protagonismo che gli sono stati mossi nel Partito Democratico in occasione delle recenti primarie interne per l’elezione del segretario regionale.
Come può fare il PD, che fino a ieri si è espresso pubblicamente con tutte le sue componenti in favore della ricandidatura di Vendola, a rinnegare questa sua scelta solo perché qualcuno lo pretende senza uno straccio di convincenti motivazioni? In Puglia c’è senza dubbio bisogno di una grande alleanza che unisca progressisti e moderati ma deve trattarsi di una alleanza di popolo per il rilancio, a beneficio della nostra gente, dei principi e dei valori della Carta costituzionale. Vendola è stato e può continuare ad essere il promotore e l’animatore di un grande progetto di innovazione politica. Egli incarna un mondo che si trova agli antipodi di quello di Berlusconi e di Fitto: il mondo della legalità democratica, della lotta alle vecchie e alle nuove povertà, della scelta preferenziale in favore dei deboli e dei meno tutelati, della difesa della salute e dell’ambiente, della mitezza e della tolleranza. Un mondo anche di forti sentimenti, quei sentimenti di fiducia nella giustizia, di speranza nel futuro, di solidarietà sociale e di condivisione della sofferenza che possono dare alla politica una dimensione spirituale, un supplemento d’anima di cui essa ha estremo bisogno.
Brindisi, 07 dicembre 2009
Michele DI SCHIENA

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E’ triste accorgersi quanto sia politico mistificare la realtà. Ancor di più
è non ritrovarsi in una Nazione che avrebbe dovuto essere democratica,liberale,di Diritto.
Ormai i leader dell’inciucio occupano la scena grottesca dei meandri
pseudopolitici..chi non ricorda gli accordi tra D’alema e Berlusconi,sconfessati da olante
circa l’accordo dei 2 a tutela del berlusca,oberato di debiti,a rischio di perdere
una delle sue tre reti televisive..gli italiani pagano ancora e tanto la
diseconomia correlata all’abusiva rete4. Ora,mi domando,cosa stiano
tramando i due COMPAGNONI,aspersi dal Casto Casini in Caltagirone:
evidentemente gli italiani gli pagheranno l’acqua benedicente,tanto ci
vorrà tempo finchè,giunti in miseria,costretti a fare i vocumbrà all’estero,salvo
etiche raziali,l’italica gente si sveglierà dal torpiloquio insano dei giorni
correnti e si domanderà dov’era quando la stupravano di averi e dignità….
E’ decisamente struggente non ritrovare più persone,ma ritrovarsi al cospetto di beceri
robot che,in cantilena,ripetono psicolabili discorsi,fatti di manie di grandezza,
estremamente lontani dalla realtà..assurde promesse…contestabilissime
decisioni pubbliche,che di pubblico non han traccia….
E’ spudoratamente vero:è l’anima che manca..il pneuma non alita più
sulle coscienze..è all’empasse,salvo meravigliose eccezioni che,quando ci
sono,disturbano gli avidi e prepotenti che ne argomentano perchè siano NATURALMENTE SOPPRESSE