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Mesagne: tutti protagonisti

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La Chiesa Madre di MesagneCostituita a Mesagne (Br) un’alleanza di forze democratico-progressiste in vista delle elezioni comunali. Prima di giungere ai necessari ed ampi accordi politico-programmatici si è tenuto un confronto con i cittadini e con tutti i partiti, gruppi e movimenti del centro-sinistra. Di seguito intervento integrale di Pompeo MOLFETTA.

Intervento integrale di Pompeo Molfetta all’Assemblea cittadina del 15/12/2009

Siamo di fronte ad un quadro desolante, siamo di fronte alle rovine di una città immersa nel grigiore livido di una mediocrità infinita da cui sembra impossibile risollevarsi

Ebbene se la risoluzione di questa situazione, la ricostruzione civile, sociale ed economica della nostra città viene lasciata soltanto nelle mani dei i così detti gruppi dirigenti,dei partiti non ne usciamo. Sono questi i momenti in cui è necessario che si produca una spinta dal basso, che siano i cittadini a riappropriarsi del protagonismo politico, siano loro a segnare la direzione di marcia. Per questo siamo qui, per questo abbiamo deciso che non si va da nessuna parte, se voi non ci indicate la strada. Non ci si siede a nessun tavolo se voi non vi sedete con noi a condividere onori ed asprezze di una trattativa che si annuncia difficile e perciò esaltante.

La gente vuole il centro sinistra unito, ampio e vincente in grado di riguadagnare il governo della città e rilanciarla verso un futuro di sviluppo e prosperità per tutti. E’ una priorità che non si discute perché c’è una emergenza democratica e c’è di mezzo il destino della nostra città perciò non si può scherzare . Noi siamo sinceramente impegnati a raggiungere questo obbiettivo pur nella consapevolezza che il percorso non sarà così semplice come potrebbe apparire.

Intanto bisogna ridefinire gli ambiti della coalizione di centrosinistra che si andrà a costruire e per questo si deve tener conto delle istanze specifiche che si muovono nella città ma non si può ignorare il quadro di riferimento nazionale e regionale entro cui i partiti si muovono. Mesagne non può restare un’isola felice nel vortice di uno tsunami. Io temo, lo dico con la morte nel cuore, che se si pesterà la testa di quella rivoluzione gentile in cui tanti di noi avevano riposto la loro speranza, in cui tanti pugliesi si sono con orgoglio identificati sarà ben difficile poi portare a spasso per il paese la vittima e i suoi carnefici, l’amore sacro e l’amor profano.

Rispetto al quadro delle alleanze possibili noi diciamo che non abbiamo nessuna preclusione, ne alcun pregiudizio ideologico nei confronti di nessuno. Siamo pronti a confrontarci con l’UDC, con Io Sud e con tutte le altre forze organizzate e non che si riconoscono nel centrosinistra. Non faremo l’esame del sangue a nessuno, ma pretendiamo che lo stesso trattamento non venga riservato a noi,

E’ chiaro che una coalizione che per aprire al centro è disposta a sacrificare i contenuti politici e gli uomini migliori della sinistra non può che essere per noi una polpetta avvelenata una prigione da cui evadere.. Speriamo che il senso di responsabilità che oggi viene chiesto a noi sia praticato anche dai nostri dirigenti regionali e nazionali e che questo problema si risolva positivamente per tutti.

Bisogna capire chi e come si allestisce il tavolo delle trattative? E secondo quale modello si configura la coalizione? Si può mutuare il modello eliocentrico del sistema solare, per cui il partito più grosso della coalizione il PD si pone al centro di una costellazione di pianeti che vivono tutti della sua luce riflessa, egli detta le coordinate, stabilisce ruoli e funzioni. Oppure si può ripartire da ciò che è stato il centrosinistra nella passata legislatura dove pure le due forze riformiste e antagoniste hanno imparato a stare insieme. Ebbene queste due forze devono assumersi insieme l’onere e la responsabilità di ampliare la coalizione facendo solo un po di attenzione alla trasmigrazione delle anime perse, alla transumanza degli opportunisti.

Infine c’è da stabilire chi guiderà la coalizione oggi e il governo domani. Anche su questo fronte noi non abbiamo pregiudizio alcuno. Vogliamo discuterne a cielo aperto. Intanto noi siamo pronti a fare la nostra parte ad offrire una precisa indicazione nominale. Lo facciamo in spirito di servizio con l’obiettivo di unire la coalizione. Lo facciamo senza nessuna pretesa, senza vantare credito semplicemente come atto di responsabilità .Poichè siamo sinceramente convinti di avere personale politico in grado di rappresentare bene le aspettative della gente e di porsi come punto di equilibrio fra le forze che costituiranno la coalizione di centrosinistra. Non si tratta come qualcuno malignamente fa trapelare di una forzatura ne di una provocazione ma di un atto di grande maturità politica. Vogliamo essere giudicati per quel che siamo, per le intrinseche capacità dimostrate, per quello che abbiamo rappresentato in questi anni e se emergeranno proposte migliori o semplicemente più efficaci sul piano del risultato noi non ci metteremmo un attimo a fare il passo indietro.

Disposti a tutto nell’interesse del paese e del centrosinistra, quello che non siamo disposti ad accettare è di essere considerati in eterno i giullari del re.

Relativamente alle nostre tesi programmatiche noi abbiamo prodotto un documento di sintesi che annuncia soltanto i titoli dei capitoli che per noi rappresentano le priorità da approfondire. Devo dire con soddisfazione che le nostre tesi sono sovrapponibili anche nella sequenza della lista a quelle presentate dal neo segretario cittadino del PD al congresso appena concluso, per questo io mi limiterò solo ad alcune precisazioni

LEGALITA’ e SICUREZZA SOCIALE

Abbiamo già detto che bisogna riaffermare il valore della legalità e della sicurezza sociale di fronte ai segnali evidenti di una forte ripresa delle attività criminose nel nostro territorio. Le organizzazioni mafiose qui come altrove cercano una sorta di legittimazione sociale per proporsi come un contropotere organizzato in grado di dare risposte, regole certe, sicurezza e lavoro incrociando così bisogni troppo spesso inevasi dalle istituzioni. Cercano un rapporto di pacifica convivenza con il potere costituito di qualunque segno sia, in modo da poter contare sulla sollecitudine o sulla distrazione di tanti colletti bianchi che non devono fare troppe domande quando si tratta per es. di concedere una licenza commerciale, un permesso di costruzione, impiantare un opificio industriale un supermarket ecc.. di insediare un opificio industriale o un supermercato. Infine mandano avvertimenti intimidatori a coloro che si oppongono fattivamente e palesemente ai loro affari ( vedi Libera Terra- Associazione antiraket). Ebbene rispetto a questi fenomeni io ho segnalato con preoccupazione non che sia venuta meno l’azione investigativa della magistratura, o di controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine ne che sia stata inadeguata la risposta delle istituzioni, del governo centrale del consiglio comunale, registro un calo della tensione civile contro questo fenomeno, noto una tendenza anche pubblicamente manifestata al facile perdonismo, una ostentata deferenza verso un potere con cui c’è il rischio che si impari presto a convivere. Una sera con un amico più scafato di me passai accanto ad un gruppo di giovinastri che avevano tutta l’aria di attendere ordini per una consegna, io provai un leggero fremito di paura ma il mio amico, più scafato di me, mi disse non temere saluta e girati dall’altra parte. Ebbene io penso che nessuno debba girare la testa dall’altra parte.

Un calo della tensione morale, della convivenza civile, una indeterminata demarcazione fra il lecito e l’illecito fa crescere quella zona grigia, quel con d’ombra che costituisce brodo di coltura per la crescita della malapianta

QUESTIONE MORALE

E’ importante pertanto cercare di risolvere la cosi detta questione morale, cioè di eliminare i conflitti d’interesse, il sistema delle clientele e delle raccomandazioni. Io mi rendo conto perfettamente che su questo tema è facile cadere nella retorica , nelle dichiarazioni di principio, nel moralismo un po’ bacchettone di chi non sa far altro che denunciare, perciò voglio sforzarmi di essere concreto. Ci sono due forze che si attraggono come calamita: da un lato c’ è la richiesta pressante di lavoro di tanti giovani e precari e famiglie che non possono programmare il proprio futuro e questo è un peso sociale enorme di cui le istituzioni non possono non farsi carico, dall’altro c’è la politica che piaccia o non piaccia si alimenta del consenso popolare. Se queste due forze si toccano nell’ombra si cadrà inevitabilmente nella tentazione alla corruzione alla concussione, al voto di scambio. Se si potesse invece creare un vallo, uno strumento di interposizione che dia legittimità, dignità alla richiesta del lavoro da un lato e trasparenza ed equità nella offerta del lavoro allora questo problema si attenuerebbe. E’ possibile cioè costruire una sorta di agenzia pubblica del lavoro, un patronato pubblico a controllo sociale?

SVILUPPO ECONOMICO

Bisogna rilanciare lo sviluppo nei settori tradizionalmente trainanti della nostra economia e sperimentare nella ricerca e nella innovazione percorsi nuovi secondo un modello che valorizzi le specifiche risorse del territorio nel rispetto dell’ambiente.

Certo non abbiamo la ricetta magica per risolvere i problemi strutturali dell’agricoltura che sono legati alla scarsa competitività delle nostre aziende rispetto ad un mercato globale che deprezza i prodotti la dove si possono abbattere i costi di produzione, che è legata alla parcellizzazione della proprietà, che è legata alla tendenza alla monocultura all’arretratezza dei sistemi produttivi, alla mancanza di qualità..ecc. ebbene pur in questo panorama desolante e devastante l’ente pubblico può svolgere il suo ruolo che è prima di tutto di sostegno quello di stare al loro fianco ogni qual volta intraprenderanno vertenze nei confronti delle autorità governative e comunitarie. Ha il dovere di promuovere fare formazione e promozione, di spingere verso l’innovazione, la qualità, la filiera corta. L’ente locale può per es. riprendere il discorso antico del mercato ortofrutticolo sempre che la passata amministrazione non si sia giocata a briscola con Auschan l’area destinata nella zona industriale.

Sul commercio ho già avuto modo di dire che è ormai tempo di rivedere i rapporti con la grande distribuzione rispetto alla quale siamo ormai in totale subalternità . E’ il tempo di riflettere sulle reali ricadute economiche che questi colossi hanno determinato sul territorio e valutare se non sia necessario investire ogni energia nel rilanciare il commercio locale attraverso forme diverse di incentivazioni per creare un sistema a rete che recuperi fette di mercato ormai immolate all’altare della presunta modernità delle multinazionali del consumo. E si potrebbe ripartire per es. dal Centro Storico che alla valenza culturale, turistica deve necessariamente affiancare l’opzione commerciale magari a partire dalla destinazione d’uso della piazza commestibili.

Il rilancio dell’artigianato passa per l’ampliamento, il potenziamento, il completamento della zona industriale che manca ancora di infrastrutture essenziali quali il cablaggio per il collegamento ad internet, manca il gas, la segnaletica, la manutenzione ordinaria. Zona che fin qui non ha beneficiato gran che dell’insediamento commerciale come speravamo all’inizio.

Poi c’è il Turismo, il terziario avanzato, il rapporto con l’Università e il mondo della ricerca.

Uno sviluppo quindi rispettoso delle valenze territoriali ed ambientali che richiamano la necessità di porre un argine allo sviluppo espansivo di una città troppo estesa, troppo edificata rispetto alle esigenze insediative di una popolazione che decresce, una città che è ancora segnata dalle ferite inferte al territorio rurale dalle alluvioni degli ultimi anni. Meglio seguire le direttrici poste in essere dalle recenti leggi regionali sul recupero, sulla rigenerazione, sul riuso di maglie degradate. Una città che deve trovare un giusto equilibrio fra l’uso dell’ energie rinnovabili e la tutela della ruralità

Infine ci sono i temi cari alla nostra sensibilità e che riguardano la difesa del lavoro, la tutela delle marginalità sociali e delle nuove povertà, il rilancio della cultura e dell’istruzione…ecc. ma su questo i miei pensieri sono esattamente i vostri per cui non mi dilungo

Quindi calma e gesso c’è tanta buona volontà da parte di tutti, ma tante sono anche le sfide che ci attendono. Vi chiedo di tenere i nervi saldi, di saper stare al tavolo, di non cedere alla tentazione di buttare le carte all’aria alle prime contrarietà, perché la posta in gioco è alta per la nostra comunità e per noi per la sinistra che rischia di scomparire non solo dalle istituzioni ma anche dalla realtà

State con noi .

Mesagne, 15 dicembre 2009

Dr. Pompeo MOLFETTA

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