A Sinistra - Logo

L’inchiesta di Bari e la reazione di Vendola

  • Dall'Italia

Vendola IntervistatoPiù che giustificata si appalesa la reazione di Vendola che, senza essere in alcun modo personalmente coinvolto nell’inchiesta, diviene vittima di uno “tsunami” di censure, illazioni, denigrazioni ed attacchi tesi ad offuscare la sua immagine ed a colpire il centro-sinistra. Di seguito articolo integrale di Michele Di Schiena.

L’inchiesta di Bari e la reazione di Vendola

L’inchiesta della Procura della Repubblica di Bari, con i suoi diversi filoni d’indagine, è senza dubbio un prezioso contributo alla moralizzazione della vita pubblica. In un Paese nel quale la “questione morale”, sollevata da Enrico Berlinguer nel 1981, inquina ancora la politica nostrana (anche dopo la stagione di “mani pulite”) la magistratura va sostenuta, contro certe interessate o preconcette ostilità, nell’impegno rivolto a fare chiarezza su inquietanti vicende, ad accertare precise responsabilità personali ed a ripristinare la legalità. Un lavoro che i magistrati devono fare con serena obiettività ricordando sempre che la giustizia, come vuole il nostro Statuto, è amministrata in tutte le fasi processuali in nome del popolo italiano e che i giudici sono soggetti soltanto alla legge. Un dettato costituzionale inteso a mettere tutti i magistrati, quelli investiti di funzioni giudicanti come quelli impegnati in funzioni inquirenti, al riparo non solo da condizionamenti esterni ma anche dall’insidia di inclinazioni personali per il protagonismo, le tentazioni partigiane, l’assolutizzazione della propria tesi o gli eccessi di orgoglio professionale.

L’inchiesta di Bari punta ad accertare eventuali responsabilità per reati in materia di prostituzione che sembrano toccare o in qualche modo lambire personaggi politici di primo piano nonché per illeciti attribuiti ad amministratori e funzionari nella gestione del Servizio Sanitario a livello regionale. Si tratta di indagini su fatti di grande rilievo sociale e di forte impatto mediatico che possono, come sta accadendo, essere utilizzati in modo strumentale nella lotta politica specialmente quando l’attività investigativa si svolge con grande clamore in tempi vicini ad importanti scadenze elettorali. Siamo quindi di fronte ad un inchiesta che, per l’uso politico che se ne sta facendo, può incidere sulla selezione delle candidature e sugli umori dell’elettorato alterando l’esito della consultazione elettorale .

Ed allora più che giustificata si appalesa la reazione di Vendola che, senza essere in alcun modo personalmente coinvolto nell’inchiesta, diviene vittima di uno “tsunami” di censure, illazioni, denigrazioni ed attacchi tesi ad offuscare la sua immagine ed a colpire il centro-sinistra. Quali che possono essere le opinioni sulle “anomalie” che con la recente lettera al PM Digironimo il Presidente della Regione ritiene di riscontrare nell’inchiesta, è innegabile il fatto che egli sta subendo un vero e proprio linciaggio morale venendosi a trovare in concreto privo di tutele nei confronti di chi, nell’opposto schieramento e forse anche in qualche area meno lontana, vuole impedire la sua ricandidatura, tuttora forte di consensi e prevedibilmente vincente, per bloccare quella “rivoluzione gentile” da lui e dalla sua maggioranza portata avanti tra mille difficoltà e contro ostilità e condizionamenti. Quella di Vendola è davvero una “legittima difesa” non certo contro il magistrato, al quale è stata da lui assicurata e fornita la massima collaborazione, ma nei confronti di un insieme di fattori (le caratteristiche e le modalità dell’inchiesta che sembra arenarsi su un’eterna fase di avvio, taluni accertamenti a tappeto alla ricerca di notizie di reato, il susseguirsi di continui ampliamenti dell’indagine, le amplificazioni mediatiche, le strumentalizzazioni politiche) che oggettivamente concorrono a favorire una campagna denigratoria in danno del Presidente della Regione ed a stravolgere il normale corso della competizione politica.

Una situazione che va quindi affrontata nel pieno rispetto dell’autonomia della Magistratura senza fornire occasioni che potrebbero agevolare ulteriori speculazioni e qualche vittimismo. La via maestra è quella di vigilare perché l’inchiesta si svolga nella piena osservanza delle regole procedurali e di chiedere che il PM interessato, operati ovviamente tutti i necessari approfondimenti, porti a termine nel più breve tempo possibile le indagini in corso, favorito anche dal potenziamento – se necessario – del suo ufficio con collaborazioni e supporti operativi. Una pretesa più che legittima come legittima, corretta e rispettosa è stata la critica di Vendola all’operato del magistrato inquirente al quale non è dato capire quali tutele potrebbe assicurare il Csm a fronte di osservazioni che costituiscono una libera manifestazione del pensiero tutelata dall’art. 21 della Costituzione.

Si è avuto di recente notizia di intercettazioni telefoniche nelle quali si parlava allegramente di protesi ortopediche “fetenti”. Intercettazioni che erano a disposizione dell’autorità giudiziaria sin dal 2002 ma che, per quanto è dato conoscere, non hanno dato luogo a provvedimenti intesi ad impedire che, come prescrive la legge, le riscontrate attività criminose venissero portate a conseguenze ulteriori col rischio che l’utilizzo di quelle protesi si sia protratto a lungo con grave danno per gli ammalati. Tempi quindi assai dilatati per fare chiarezza in una materia così delicata che non vorremmo fossero anche il destino dell’inchiesta che ha provocato la reazione di Vendola.

Brindisi, 11 agosto 2009

Michele Di Schiena

Articoli correlati

2 Risposte to “L’inchiesta di Bari e la reazione di Vendola”

  1. Micheleon 13 ago 2009 at 10:25

    Ma il problema non è la sostanza, sulla quale si può essere d’accordo, ma la forma. Scrivendo direttamente al magistrato, Vendola ha commesso un grave errore, ha fatto, a mio giudizio, peggio di quel che fa Berlusconi quotidianamente, prestando il fianco ancor di più ai suoi detrattori. Queste cose a sinistra ce le dobbiamo dire, non possiamo censurare la destra quando attacca la magistratura e poi commettere noi gli stessi atti, peraltro con maggiore “ingenuità”. Bastava dire semplicemente “si all’azione legittima della magistratura e no alla spettacolarizzazione di certe inchieste”, senza brandire quella odiosa cultura del sospetto della quale la destra fa sempre grande uso. Le “anomalie” andrebbero denunciate chiaramente, non semplicemente accennate…
    Grazie per l’attenzione

  2. marilina mastrangeloon 17 ago 2009 at 03:22

    Mi domando a chi dovrebbe rivolgersi un cittadino italiano che vede ostruito il percorso di un’indagine da ingiustificate lentezze d’adempimento che,per giunta,incidono negativamente sulla di lui immagine sia esso un pubblico o privato soggetto?A chi,se non ad un rappresentante della magistratura ci si dovrebbe rivolgere?Nell’attuale compagine politica,in particolare pugliese,quel che si finge perdere di vista è la imminente corsa elettorale regionale.Troppi partiti,siano essi di maggioranza che di opposizione,mostrano i denti,si ergono a saggi e ma immacolati paladini della giustizia e della legalità..quest’ultima è diventata deterrente propizio per chiunque voglia accreditarsi consensi,soprattutto in politica;non importa avere a carico un curriculum di reati:oggi se si vuol far politica,si deve parlare di legalità!!Fa tanto ridere il sit in dell’idv a Bari,dove tra gli esponenti politici,vi era chi si ritrova la propria consorte implicata nell’inchiesta sullo scandalo della sanità pugliese,con avvisi di garanzia perchè intestataria di ditte fornitrici di materiali sanitari e le cronache raccontano stretti legami amicali con alcuni membri dell’attuale Giunta che Vendola ha prontamente,almeno nel vertice, sostituito. A tal proposito il rimpasto di Giunta ha irretito i Papini che dirigono le fila dei soggetti in auge nella coalizione,in particolare pare proprio del PD.Pare non abbia gradito l’operazione ultima di Vendola, Baffino,così chiamano il Massimo del PD,perchè non ultimo,un grosso giornale nazionale ha riportato di una cena organizzata da alcuni suoi uomini,tra questi il vice segretario regionale PD,in un noto locale dell’agro barese e pagata dall’ormai noto alle cronache Tarantini,già coinvolto nello scandalo Governativo a Luci Rosse!!..Gli esponenti PD raccontano di una semplice cena di Finanziamento al Partito!?Personalmente,vista la situazione,avrei cercato finanziatori altrove!!Non avrà gradito l’opposizione,quindi lo stesso Berlusconi che farà di tutto,come già sta facendo, per cautelare il pregiuidicato Raffaele Fitto,sul quale ancora il Parlamento non concede l’autorizzazione a procedere,perchè rinviato a giudizio con una iosa di reati ottemperati nell’ambito della Gestione Sanità,proprio durante il suo mandato governativo nella regione Puglia e con lui 90 coinvolti tra società e persone fisiche…Poi ci si mette pure Di Pietro,che invita a non coinvolgere e disturbare i magistrati per non coltivare la prerogativa illazione di PAPI che li dice TUTTI CORROTTI o CORRUTTIBILI. Magari di questa specie,ne avrà incontrati soltanto lui!?Francamente tutti corrotti NO:qualcuno corruttibile ci sarà,ma bisogna raccontarne palesemente ed obbiettivamente,solo così il distinguo sarà degno e sinonimo di democrazia e legalità.Quel che evinco da questa storiaccia e che TUTTI i partiti in corsa al confronto elettorale della prossima primavera,desiderano affermare un proprio candidato,che mi si perdoni,mi vien da chiamare GANGLO..è una storia che più di politica,ha il becero sapore del business…L’etica Vendoliana,forgiata sulla Questione Morale di Berlinguer,non potrà mai essere gradita dalla Piovra….

Trackback URI | Comments RSS

Lascia un Commento