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In ricordo di Michele De Filippis

  • Brindisi

Di seguito il ricordo, a nome mio e di tutto il Movimento A Sinistra, del compagno e amico Michele De Filippis, troppo improvvisamente scomparso venerdì sera, attraverso le parole del suo amico fraterno Pino De Luca che riprendo dal suo blog.

7 agosto 2009

Ciao Michele …

Sono le diciassette di un sette di agosto nato storto. Gli imbianchini e smaltire un paio di notti senza sonno e di giorni intensi. Sono le diciassette. Secondo il tabellino di marcia dovrei farmi una doccia e vestirmi e portare il furgone al mio amico Sergio e passare da Rosario. E squilla quel cazzo di telefono, continua a squillare. Rispondono da giù, sono intontito, sento delle voci sempre più alte, strane, irriconoscibili eppure vicinissime. Scendo veloce. Mia moglie e le mie figlie in lacrime. È successo, porca troia. È successo. Ieri sono andato a vedere Michele, era storto, stanco, scontroso come può e deve esserlo uno che combatte con la morte. Mi ero ripromesso di andare a trovarlo stasera, magari lo avrei fatto ridere. E invece Michele non riderà più. Michele dal cuore grande è stato tradito proprio dal suo cuore. Così grande da esser silenzioso anche nei sintomi. Già. Michele stava male ma nessuno glielo segnalava, stava male in silenzio, con pudore. Michele adesso non è più con noi, non è più con sua moglie e le sue figlie, non è più qui a ridere con gli amici della buona e della cattiva sorte.

Michele, professore di economia, Presidente di commissione di maturità che non ha concluso lo scrutinio. Michele a cui la scuola ha saputo solo telefonargli per chiedere se si accontentava del venerdi libero. Michele, comunista nel momento in cui era più difficile essere comunisti.

Michele amico mio, non so dove cazzo sei andato, non so nulla, so solo che ci mancherai un sacco.

Adesso vado, che il numero di donne a cui pensare mi è raddoppiato di colpo e voglio che tu sappia che non me ne dimenticherò nemmeno un istante.

Ciao Michele, Segretario della Federazione di Brindisi del Partito dei Comunisti Italiani, tutti i compagni non possono che salutarti a pugno chiuso.

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