Il Premier e l’etica costituzionale
Il premier non sa cosa fare perché si rende conto che, da una parte, non può continuare a tacere e, dall’altra, che ogni “chiarimento” a discolpa, finisce per aggravare la sua già pesante situazione. Impraticabile risulta anche la linea difensiva di Berlusconi rivolta a separare (la distinzione è cosa diversa) la sua privacy dal suo ruolo pubblico, perché lo stesso cavaliere ha sempre intrecciato i due ambiti, perché sono proprio i suoi comportamenti “privati” che condizionano con provvedimenti “ad personam” l’attività politica. Di seguito articolo di Michele Di Schiena
Il Premier e l’etica costituzionale
Nell’intervista al settimanale “Chi” l’on.le Berlusconi ha fatto, tra le altre, le seguenti testuali affermazioni: «Non ho alcun ricordo (della D’Addario, ndr). Ne ignoravo il nome e non ne avevo in mente il viso»; «Se sospettassi una cosa del genere di una persona, (trattarsi – secondo la domanda del giornalista – di una prostituta di alto bordo la quale voleva tendergli una trappola, ndr) le starei lontano mille miglia»; «Non ho mai pagato una donna. Non ho mai capito che soddisfazione ci sia se non c’è il piacere della conquista»; «L’ho conosciuto (Giampaolo Tarantini, ndr) la scorsa estate in Sardegna e mi è stato presentato come un imprenditore serio e stimato … Sono un garantista e per questo sospendo ogni giudizio»; «Non c’è nulla nella mia vita privata di cui io mi debba scusare».
Ora, se non ci fossero altri elementi di giudizio, che invece ci sono in abbondanza, a giustificare il disvalore etico dei comportamenti del premier nelle note vicende (da quella della Noemi a quella della D’Addario) basterebbero le citate dichiarazioni, lette alla luce di certi significativi silenzi, per avvalorare la severa censura del direttore del settimanale “Famiglia Cristiana”, secondo il quale «il limite della decenza è stato superato» e qualcuno ne deve trarre «le debite conclusioni». Ed invero il cavaliere, non solo non ha smentito le “feste” e non ha escluso di aver incontrato la D’Addario nelle circostanze e per le finalità dalla donna indicate, ma si è fatto porre dal compiacente direttore del settimanale “Chi” una domanda (quella sulla prostituta e sulla trappola) che, a ben guardare, finisce per confermare l’incontro per come è stato raccontato dalla donna.
Il premier ha poi affermato che la D’Addario ha agito su preciso mandato e si è così imprudentemente esposto alle umilianti repliche della interessata che lo ha sfidato a fornire prove a conforto della sua accusa all’Autorità Giudiziaria ed ha ribadito con dovizia di particolari le sue affermazioni. Ma il Capo del governo ha dato anche la misura della sua cultura datata e maschilista quando ha detto che nell’approccio con l’altro sesso non c’è «soddisfazione» se manca «il piacere della conquista». Per lui quindi la cosiddetta “soddisfazione” è legata alla «conquista» dell’oggetto-donna che molto somiglia ad una primitiva presa di possesso. Quanto ai suoi rapporti con l’imprenditore Tarantini, il premier sorvola sul flusso di notizie che, a prescindere degli esiti giudiziari delle indagini in corso, presentano il personaggio sotto una luce che non giustifica certo la dimestichezza e le relazioni amicali emerse tra i due. Suona infine veramente spericolata, a fronte di quanto si va apprendendo, la dichiarazione del premier secondo il quale non ci sarebbe nulla nella sua vita privata di cui scusarsi. Una sortita che nessun uomo giusto e saggio avrebbe avuto l’ardire di fare.
I rilievi dell’associazione FareFuturo (vicina al Presidente Fini) sulla propensione del premier a favorire “veline”, la partecipazione del cavaliere alla festa di compleanno di Noemi in un ristorante di Casoria, le dure dichiarazioni di Veronica Lario sui comportamenti del marito accusato di frequentare minorenni, le notizie su certe feste “particolari” a Villa Certosa, i racconti della D’Addario sugli incontri col premier dietro compenso a Palazzo Grazioli: è un crescendo di informazioni che turbano la pubblica opinione. Il premier non sa cosa fare perché si rende conto che, da una parte, non può continuare a tacere e, dall’altra, che ogni “chiarimento” a discolpa, come è accaduto tempo addietro con “Porta a Porta” e di recente col settimanale “Chi”, finisce per aggravare la sua già pesante situazione. Impraticabile risulta anche la linea difensiva di Berlusconi rivolta a separare (la distinzione è cosa diversa) la sua privacy dal suo ruolo pubblico, perché lo stesso cavaliere ha sempre intrecciato i due ambiti, perché sono proprio i suoi comportamenti “privati” che condizionano con provvedimenti “ad personam” l’attività politica (intercettazioni, limitazioni della libertà di stampa, controllo del servizio pubblico televisivo e simili) e soprattutto perché una separatezza del genere non è ammissibile ai più alti livelli di responsabilità politica.
Ma c’è di più. E cioè che il nostro Statuto all’art. 54, dopo aver precisato che i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi, significativamente afferma che coloro ai quali «sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore». Con «disciplina» perché a questi cittadini è richiesta l’osservanza di tutte le norme obbliganti col responsabile dominio dei propri istinti, impulsi e desideri e con «onore» perché essi devono poter vantare una dignità meritevole di considerazione positiva sul piano morale e sociale. C’è insomma una etica costituzionale desumibile non solo dal citato art. 54 ma anche dai principi generali dello Statuto alla quale non possono sottrarsi coloro che disimpegnano funzioni pubbliche, specialmente se queste sono di alto rilievo istituzionale.
Brindisi, 25 giugno 2009
Michele Di Schiena

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Leggendo quanto sopra, mi torna in mente, la lettera scritta dall’ex deputato UDC ad un prete, don Paolo Farinella,per chiedergli una (o più) ‘giaculatorie’ che,con quelle ricevute da altri prelati, avrebbe raccolte in un volumetto semplice,a suo dire utile ed edificante.Il bello e quantomai unico per un esponente del clero, è la risposta del prelato che,al politico asserisce: In quanto cristiano la ritengo responsabile in solido dello sfascio dell’Italia in cui il governo Berlusconi da lei e dal suo partito sostenuto e condiviso anche in appoggio a leggi immorali totalmente in contrasto con la dottrina della Chiesa, quella Chiesa di cui lei ora si fregia per convenienza partitica, raccogliendo “giaculatorie” da pubblicare, per inviare come propaganda a tutte le parrocchie italiane e istituti religiosi, maschili e femminili, credendo così di millantare un credito che eticamente lei ha perso il giorno in cui ha votato la prima legge ad personam, favorendo gli interessi personali e di casta del deputato Berlusconi e famigli… Dal punto di vista della morale cristiana è ladro tanto chi ruba quanto chi para il sacco. Lei di sacchi ne ha parati uno stock intero in cinque anni; e domanda-Ogni volta diceva una “giaculatoria” per non rischiare di fare “finire una ricca e proficua ‘trasmissione della fede’”?. Quando ha votato il conflitto d’interessi quale giaculatoria ha detto, potrebbe inviarmela? O per la legge sulle tv del padrone, a chi ha chiesto protezione? A santa Chiara? A santa Scura? o a Santa Opaca?-solo da questo stralcio,si può ben intendere quanto la politica violi anche l’onore dei Santi…
Amici un annuncio importante che ricevo da don Paolo Farinella:Stasrera, Giovedì 9 luglio alle ore 23,40 su Rai 3 (trasmissione DOC3) andrà in onda il film «COME UN UOMO SULLA TERRA» come prosecuzione della campagna «Io non respingo». Finalmente un’occasione di civiltà e informazione per tutta l’Italia. Si chiede alle migliaia di persone che da oltre 6 mesi sostengono il film, di diffondere ovunque la notizia: con il passaparola, nei mezzi di informazione, via mail e con il Volantino che potete scaricare sul sito del film…
Fini rutelli casini la cisl e dopo un pò anche formigoni e c.l. ci togleranno il maiale malato dalle palle con una nuova bella allenza democristiana, tutto ciò mentre forse sta venendo fuori un bell’Autunno caldo e mentre la sinistra si guarda l’ombelico tentennando su tutto e parlando solo dentro il partito http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/2009/09/13/un-barlume-di-luce-dalle-piazze-rischiara-infime-manovre-di-palazzo-per-far-fuori-il-maiale-malato/