Il “laboratorio” della Sinistra
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In una situazione difficilissima caratterizzata da intese anomale la Sinistra ha combattuto nella provincia di Brindisi la “buona battaglia”. Ora ci sono i ballottaggi e nei confronti dei due schieramenti la scelta della Sinistra è stata ed è nettamente alternativa. In sede di voto i cittadini di sinistra assumeranno i comportamenti da ciascuno ritenuti giusti secondo i dettami della propria libera coscienza
Brindisi: il “laboratorio” della Sinistra
In una situazione difficilissima caratterizzata da intese anomale la Sinistra ha combattuto nella provincia di Brindisi la “buona battaglia” e, in sintonia con le espressioni più avanzate della società civile e dei movimenti, ha cercato faticosamente al suo interno la possibile unità. Ha denunciato operazioni confuse e contraddittorie, ha preso le distanze da incredibili “inciuci”, ha messo al centro del dibattito politico i problemi di una economia locale che va profondamente innovata per renderla a misura della sua storia e delle migliori vocazioni territoriali. Ed ancora: ha riproposto l’assoluta incompatibilità ambientale e sociale del rigassificatore progettato a Capobianco, ha rilanciato la questione morale contro il malaffare e le corruzioni che hanno pesato come una cappa di piombo sul destino della comunità, ha criticato un industrialismo avido di profitti ed incapace di risolvere i problemi occupazionali nonché legato a progetti che hanno devastato l’ambiente esponendo a gravi danni e rischi la salute dei cittadini e la loro incolumità personale.
Una Sinistra povera di mezzi ma ricca di idee e di buone ragioni che si è dovuta misurare con schieramenti la cui potenza finanziaria e la cui capacità pervasiva sono state e sono sotto gli occhi di tutti. Un’enorme disparità di forze, una competizione impari che comunque non ha impedito a questo raggruppamento di ottenere un incoraggiante risultato elettorale e di porsi come punto fondamentale di riferimento per quanti nella società civile e nell’attività politica vogliono costruire una comunità più solidale e più giusta. Impegno questo che va onorato interpretando le domande di profonda trasformazione politica e di rigorosa moralità pubblica emerse in tutti i momenti di partecipazione democratica e specialmente in occasione delle grandi manifestazioni popolari svoltesi dopo il naufragio delle vecchie gestioni della cosa pubblica.
Ora ci sono i ballottaggi dai quali la Sinistra, come era prevedibile, è rimasta esclusa nonostante il significativo consenso ricevuto. Nei confronti degli schieramenti che si contendono i vertici delle amministrazioni locali la scelta della Sinistra è stata ed è nettamente alternativa per le ragioni, tuttora ovviamente valide, da essa esposte durante la campagna elettorale. In sede di voto i cittadini di sinistra assumeranno i comportamenti da ciascuno ritenuti giusti secondo i dettami della propria libera coscienza. Comportamenti che oggi in sede di ballottaggio e soprattutto domani nel costante impegno politico non potranno non farsi carico dell’esigenza di opporsi con ogni determinazione al pericolo che oggi incombe ancora una volta sulla nostra comunità. Il rischio del ritorno alla grande di certi poteri forti e di certi interessi corporativi (le lobby di cui ha lucidamente parlato il prof. Fistetti) tesi a fermare la spinta popolare che chiede un più incisivo cambiamento e vuole impedire il riemergere di logiche e metodi condannati dalla coscienza collettiva.
Le divisioni che sul piano nazionale hanno danneggiato la Sinistra impedendole di avere nel Parlamento europeo una propria rappresentanza sono state a Brindisi nella fase che sta per concludersi, sia pure con qualche fatica, opportunamente accantonate. Ed è questo il solo “laboratorio” al quale, malgrado le mille difficoltà, dovrebbero guardare con responsabilità e lungimiranza quanti, in questa pericolosa eclisse della cultura democratica, si riconoscono nei grandi valori di liberazione, di uguaglianza e di pace.
Brindisi, 17 giugno 2009
Michele DI SCHIENA

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