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	<title>Commenti a: La politica, l&#8217;antipolitica e la partecipazione</title>
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	<description>Movimento Politico Antiliberista di Mesagne, Brindisi, Latiano e San Pancrazio</description>
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		<title>Di: sergio</title>
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		<dc:creator>sergio</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 17:24:59 +0000</pubDate>
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		<description>Mi permetto di esprimere alcune brevi e personali considerazioni (una piccolo contributo) in risposta all’intervento del sig. Di Schiena. 

Di Schiena scrive di Beppe Grillo, Marco Travaglio, Giannantonio Stella, Sergio Rizzo, e Carlo Vulpio:
“professionisti dell’accusa facile ed indiscriminata è che costoro si fermano alla denuncia fine a se stessa ............... 
....... senza mai porsi il problema di cosa occorrerebbe fare per combattere gli andazzi e gli abusi lamentati”

A parte il caso particolare di Beppe Grillo, un comico (come si definisce lui) tutte le altre persone da lei citare sono dei giornalisti. Il loro lavoro, la loro professione, e’ quella di denunciare, di informare, di portare alla luce fatti (la scomparsa dei fatti)  non quello di proporre soluzioni, non e’ il loro ambito e non credo che nessuno si aspetti questo da loro, semmai la ricerca di soluzioni spetta all’azione politica.

Di Schiena Continua:
“senza mai impegnarsi nel lavoro rivolto a cercare le cause che generano i comportamenti censurati”
 
Le cause sono insite nelle denunce stesse fatte da giornalisti capaci!
Ad esempio se un giornalista sta denunciando rapporti di collusione tra affari, politica e criminalita’, le cause stesse del malessere sociale, ed ecomico sono gli stessi rapporti di collusione di cui sta parlando il giornalista.

Ancora Di Schiena:
“E nessun impegno di approfondimento per cercare di dare contributi propositivi” 

Questa e&#039; semplificazione arbitraria legata a carenza di informazione,  informazione filtrata evidentemente solo attraverso i giornali nazionali le televisioni. Basterebbe utilizzare internet per rendersi conto delle centinaia di contributi propositivi e concreti che vengono non solo da Beppe Grillo e dai giornalisti impegnati a disvelare con forza ed efficacia i malesseri della nostra democrazia. Ci sono migliaia di interventi di cittadini “i seguaci relegati nel ruolo passivo di spettatori plaudenti” (relegati da chi? dalla politica o da Beppe Grillo?) cittadini che forse la politica dovrebbe inziare a prendere sul serio e ad ascoltare.. 

grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi permetto di esprimere alcune brevi e personali considerazioni (una piccolo contributo) in risposta all’intervento del sig. Di Schiena. </p>
<p>Di Schiena scrive di Beppe Grillo, Marco Travaglio, Giannantonio Stella, Sergio Rizzo, e Carlo Vulpio:<br />
“professionisti dell’accusa facile ed indiscriminata è che costoro si fermano alla denuncia fine a se stessa &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;<br />
&#8230;&#8230;. senza mai porsi il problema di cosa occorrerebbe fare per combattere gli andazzi e gli abusi lamentati”</p>
<p>A parte il caso particolare di Beppe Grillo, un comico (come si definisce lui) tutte le altre persone da lei citare sono dei giornalisti. Il loro lavoro, la loro professione, e’ quella di denunciare, di informare, di portare alla luce fatti (la scomparsa dei fatti)  non quello di proporre soluzioni, non e’ il loro ambito e non credo che nessuno si aspetti questo da loro, semmai la ricerca di soluzioni spetta all’azione politica.</p>
<p>Di Schiena Continua:<br />
“senza mai impegnarsi nel lavoro rivolto a cercare le cause che generano i comportamenti censurati”</p>
<p>Le cause sono insite nelle denunce stesse fatte da giornalisti capaci!<br />
Ad esempio se un giornalista sta denunciando rapporti di collusione tra affari, politica e criminalita’, le cause stesse del malessere sociale, ed ecomico sono gli stessi rapporti di collusione di cui sta parlando il giornalista.</p>
<p>Ancora Di Schiena:<br />
“E nessun impegno di approfondimento per cercare di dare contributi propositivi” </p>
<p>Questa e&#8217; semplificazione arbitraria legata a carenza di informazione,  informazione filtrata evidentemente solo attraverso i giornali nazionali le televisioni. Basterebbe utilizzare internet per rendersi conto delle centinaia di contributi propositivi e concreti che vengono non solo da Beppe Grillo e dai giornalisti impegnati a disvelare con forza ed efficacia i malesseri della nostra democrazia. Ci sono migliaia di interventi di cittadini “i seguaci relegati nel ruolo passivo di spettatori plaudenti” (relegati da chi? dalla politica o da Beppe Grillo?) cittadini che forse la politica dovrebbe inziare a prendere sul serio e ad ascoltare.. </p>
<p>grazie</p>
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