Cosa Succede a Mesagne?
Abbiamo provato a mettere in fila le questioni più importanti fin qui dibattute ed i provvedimenti adottati in questo otto mesi dal governo Incalza e dalla sua Giunta di centrodestra per cercare di dare una lettura unitaria, cogliere il filo politico che lega queste vicende ed il clima sociale ed economico che si va determinando nella città. Di seguito documento integrale.
Cosa Succede a Mesagne?
Abbiamo provato a mettere in fila le questioni più importanti fin qui dibattute ed i provvedimenti adottati in questo otto mesi dal governo Incalza e dalla sua Giunta di centrodestra per cercare di dare una lettura unitaria, cogliere il filo politico che lega queste vicende ed il clima sociale ed economico che si va determinando nella città.
(1) Richiesta Fondi Comunitari: dilettantismo o approssimazione “scientifica”?
Abbiamo aspramente stigmatizzato i limiti progettuali, l’approssimazione amministrativa e la scarsa propensione alla partecipazione del governo Incalza nell’elaborazione del progetto di Area Vasta come in quello della Rigenerazione Urbana. E’ verosimile tuttavia che, nonostante questi limiti, una mole corposa di finanziamenti Regionali e Comunitari possano ricadere sul nostro territorio, in tal caso l’approssimazione e l’indeterminazione progettuale potrebbero addirittura rivelarsi utili per favorire una distribuzione “politica” delle risorse a vantaggio soprattutto di quelle imprese ed operatori economici che allo scopo si vanno già disponendo, specie nel comparto edilizio, nel settore energetico ed in quello turistico-ricettivo.
(2) Raccomandazioni e Auchan
Certamente improvvide sono state certe dichiarazioni con cui il Sindaco ha inteso legittimare il sistema delle raccomandazioni. Le sue ammissioni, il sostegno pieno che una parte cospicua della sua coalizione gli ha espresso, la solidarietà incontrata in molta gente comune dimostra che nulla è cambiato e che la questione morale conserva ancora intatte tutte le sue insidie. Le segnalazioni effettuate dal primo cittadino inoltre gettano un’ombra inquietante sulla trattativa conclusa per il rinnovo della convenzione con Auchan. Proprio quella convenzione che nel suo punto più sensibile e cioè la tutela del diritto al lavoro per i giovani mesagnesi sarà, di lì a poco, disattesa da Leroy-Merlin che assumerà ben al di sotto degli accordi convenzionali stipulati. Fatti e circostanze che riaffermano inequivocabilmente la netta supremazia in questa fase del potere economico sul potere politico e sulla istituzione municipale che esce da questa vicenda vistosamente ridimensionata. Ma come sempre a pagare il prezzo più alto dell’intera vicenda sarà la città che da questo processo è stata fattivamente e clamorosamente esclusa.
(3) Servizi del Comune gestiti dai Privati
L’Amministrazione comunale sta tentando di operare una profonda revisione nella rete dei servizi fin qui affidati alle cooperative sociali attraverso processi di esternalizzazione e di privatizzazione. La prospettiva sembrerebbe fin qui voler riguardare i servizi di refezione scolastica, di assistenza all’infanzia, di gestione del canile comunale ma potrebbe investire i servizi alla disabilità, i centri socio-assistenziali, i centri di aggregazione giovanile, la gestione del verde pubblico, ecc. Si tenta di smantellare cioè uno dei sistemi d’impresa più efficienti e produttivi messi in campo dall’ingegno di tanti nostri giovani che attraverso la cooperazione sociale, utilizzando al meglio le risorse pubbliche, hanno costruito negli anni una rete di servizi di eccellenza soprattutto in ambiti rivolti alle fasce sociali più deboli. Gli amministratori sembrano voler riconoscere la bontà dei servizi resi e promettono di mantenere gli stessi livelli occupazionali. Ma allora perchè cambiare proprio la ragione giuridica dei servizi se non per sottrarla al controllo sociale e passarla sotto l’egida di ignoti interessi privati?
(4) Appalto della Nettezza Urbana un affare per chi?
Fra i servizi da esternalizzare quello della nettezza urbana è certamente il più inquietante e rilevante. Si vuole privatizzare la raccolta dell’indifferenziata perché questo meccanismo consentirebbe finalmente di “stabilizzare” per 5 anni a 30 ore settimanali tutti i precari in carico al Comune. Il progetto comporterà un aggravio consistente dei costi di gestione che ricadrebbero in qualche modo sulla tassazione dei singoli cittadini mentre il servizio rimarrebbe più o meno sui livelli qualitativi attuali, senza significativi miglioramenti della raccolta differenziata e senza ricadute positive sulla salubrità ambientale. Perché dunque questa fuga in avanti quando soltanto fra qualche mese si dovrebbe passare alla “gestione unica” del ciclo dei rifiuti nell’ambito dell’ATO, cioè di un organismo collegiale, democratico e rappresentativo di tutti i comuni della Provincia? Perché lanciare questo servizio nevralgico nel mare incerto e torbido del privato dove notoriamente s’annidano insidie criminose quando la “gestione unica” garantirebbe stessi standards di efficienza, stessa qualità dei servizi, minori costi e la stabilizzazione dei precari a 10 anni e per 36 ore settimanali? Perché e per chi?
(5) Intanto nasce una cooperativa “mesagnese”
Mentre tutto ciò accade si costituisce una improbabile pletorica cooperativa, una sorta di multiservizi (che pare nell’atto costitutivo ha avuto la sua sede legale nell’abitazione civile di un consigliere comunale di centrodestra) che aspetta solo di ricevere in subappalto la gestione di alcuni dei servizi messi in discussione.
(6) Decisionismo o “spregiudicatezza politica”
Molti dei provvedimenti finora esposti pur appartenendo alle prerogative proprie del Consiglio comunale sono stati adottati con delibere di Giunta, snaturando ruoli e funzioni delle Istituzioni. Compresa la modifica del regolamento sul funzionamento degli Uffici e dei Servizi comunali per permettere l’assunzione discrezionale di nuove figure dirigenziali evitando così di ricorrere ad un concorso pubblico. Inoltre si assiste anche all’anomalia di assessori che assumono iniziative, adottano atti ed utilizzano risorse pubbliche al di fuori delle loro competenze prefigurando una pericolosa commistione tra interesse pubblico e privato.
(7) La “rimonta” criminale
Le recenti conclusioni investigative della DIA e gli atti intimidatorio mossi all’indirizzo della cooperativa “Libera- Terra” e dell’associazione anti raket, adombrano la possibilità che si stia determinando una riorganizzazione delle attività criminali nella provincia di Brindisi e nella nostra città. Ci auguriamo che il recente Consiglio comunale svoltosi sul tema possa costituire l’inizio di una inversione di tendenza attraverso la quale il Governo locale s’impegna a leggere la situazione ed a mobilitare tutte le espressioni civili, politiche e religiose della città le quali riconoscendosi nell’autorevolezza rappresentativa e unificante del Sindaco possano far fronte comune nella lotta per le condizioni necessarie alla convivenza civile.
(8) Una coalizione politica ed un governo inadeguati
Tutto questo succede in un contesto generale di profonda recessione economica, di precarietà ed insicurezza, di scollamento sociale, di grave crisi morale del sistema politico. C’è dunque ragione di chiedersi ma che sta succedendo realmente alla nostra città? Cosa si muove dietro l’approssimazione e la leggerezza amministrativa del governo in carica? Quali interessi economici si vanno organizzando? C’è un humus sociale che rende nuovamente appetibile il territorio agli interessi criminali? In questo panorama ombroso e cupo chiediamo al Sindaco di cogliere con maggiore solerzia le implicazioni politiche e gli scenari che si vanno delineando per effetto delle azioni amministrative compiute dalla sua Giunta. Nè ci pare che il centrodestra possa essere un interlocutore credibile per affrontare le problematiche poste poiché sembra complessivamente intento solo a non deludere le aspettative di quella parte cospicua del suo elettorato che reclama il suo posto al sole. Duole cogliere poi come quei pezzetti di società civile eletti in Consiglio o comunque vicini all’attività politica del centrodestra, sono ormai ridotti al silenzio o peggio ancora impegnati a “giustificare” scelte amministrative dove essi non sono stati neanche coinvolti. In altre parole il Sindaco ed i pezzi migliori delle sue liste civiche non si accorgono che il potere reale della Giunta è in mano di altri soggetti politici molto noti alla città per la loro spregiudicatezza politica. Non si accorgono che c’è una sorta di “triunvirato” al potere per niente appassionato dell’innovazione e del cambiamento ma proiettato solo a costruire, con metodi e sistemi peggiori, un sistema di potere fatto di clientele, affari e priviligi.
(9) Un’alternativa credibile da costruire in fretta
Per parte nostra, come Sinistra, continueremo a svolgere il ruolo di opposizione che la gente ci ha assegnato: in Consiglio comunale, come nelle case dei mesagnesi aggiornandovi di quello che sta accadendo. E mentre ci opponiamo a questo governo di destra che tanto danno sta facendo alla nostra città ci impegniamo a costruire le condizioni per un’autentica alternativa di governo fondata sulla partecipazione, sulla trasparenza e sulla programmazione di uno sviluppo economico per il nostro territorio.
(10) Cittadini mesagnesi vigiliamo insieme
Crediamo però sia anche giusto, in questo panorama fitto di tristi presagi, lanciare un appello, ancora una volta, direttamente ai cittadini mesagnesi, al loro senso civico, al valore morale del suo tessuto associativo, alle sue agenzie formative e culturali che sempre nei momenti di difficoltà sono riuscite a far sentire la propria voce, affinché mantengano alto il livello di vigilanza per difendere le conquiste civili e democratiche così faticosamente e dolorosamente raggiunte contro l’arroganza del potere politico ed economico che sembrano voler riesumare antichi fantasmi.
A cura di:
Movimento A Sinistra: Pompeo Molfetta (consigliere comunale), Cosimo Guido, Giancarlo Canuto
Movimento per la Sinistra: Toni Matarrelli (consigliere comunale), Cosimo Scalera
Sinistra Democratica: Damiano Ignone

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Non vi si chiede di dire cose sensate, vi si perdona la confusione fra Leroy Merlin e la mela Marlene, ma scrivere triuNvirato…
Non sapevo fosse pratica diffusa scomodare nomi così grandi per celare un anonimato così piccolo; in ogni caso caro Pasquino, la tua pasquinata ahimè non è fondata.
Come potrai verificare tu stesso qui e qui l’uso del termine triunvirato è contemplato nella lingua italiana.
In ogni caso grazie per aver segnalato ciò che è sfuggito al nostro correttore ortografico
GDG
Grazie per aver arricchito il mio misero bagaglio culturale.
La mia brutta figura è figlia dell’imprudenza: dovevo immaginare che le vostre dissertazioni sono sempre sostenute da tre cani.