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Brindisi Acque Chiare: a quando l’epilogo?

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Acque ChiareLa questione del cosiddetto polo turistico integrato di "Acque Chiare" tarda ad avere sbocchi risolutivi. Eppure sarebbe bene accelerare possibilmente i tempi del suo epilogo per evitare il diffondersi del sospetto, per quanto possa essere ingeneroso ed infondato, che il ripristino della legalità sia lento e faticoso quando sono in contestazione interessi di chi appartiene alla cosiddetta classe dirigente mentre risulti spedito ed agevole in presenza di censure in danno di "poveri diavoli". Di seguito intervento integrale di Michele DI SCHIENA


Brindisi Acque Chiare: a quando l'epilogo?

La questione del cosiddetto polo turistico integrato di "Acque Chiare" tarda ad avere sbocchi risolutivi. Eppure sarebbe bene accelerare possibilmente i tempi del suo epilogo per evitare il diffondersi del sospetto, per quanto possa essere ingeneroso ed infondato, che il ripristino della legalità sia lento e faticoso quando sono in contestazione interessi di chi appartiene alla cosiddetta classe dirigente mentre risulti spedito ed agevole in presenza di censure in danno di "poveri diavoli". E sì, perché nel caso di "Acque Chiare" è facile il confronto fra la lentezza che sembra caratterizzare gli sviluppi di questa vicenda e la rapidità con la quale, una volta accertate le responsabilità, sono state abbattute (e poi lasciate lì a dare miserevole spettacolo del loro abbandono) casupole e baracche abusive che sorgevano proprio nelle adiacenze dell'area in questione.

La storia di "Acque Chiare" è nota. Nulla era stato rilevato fino a quando ci furono alcune segnalazioni che motivatamente chiedevano accertamenti sulla regolarità delle procedure seguite. Il Sindaco Mennitti affrontò la vicenda e rese poi nota una ponderata e responsabile relazione, segnata tuttavia da molti punti interrogativi che inducevano il primo cittadino a disporre l'espletamento di una consulenza per l'acquisizione di un qualificato "parere tecnico-legale". Il parere fu dato e confermò la sussistenza di gravi irregolarità nel procedimento amministrativo. Come era prevedibile, esso mise in risalto la questione centrale della vicenda e cioè quella della "destinazione d'uso" dell'intero complesso. Risultò infatti che non erano stati realizzati "gli impianti di tipo ricettivo alberghiero (l'albergo composto di 230 camere e relativi servizi e da nuclei di tipo residenziale e servizi comuni)". Ed al riguardo non può sfuggire che la convenzione non parlava di nuclei residenziali ma di "tipo residenziale", menzionandoli appunto tra parentesi come specificazioni degli "impianti di tipo ricettivo alberghiero". Era  allora evidente che quei "nuclei" (le odierne ville e villette vendute a privati) dovevano essere realizzati, mentre in realtà non lo furono, in modo da corrispondere alle indicate finalità ricettivo-alberghiere e dovevano essere adibiti a tale servizio con l'intento di dare un forte impulso al turismo con le ricadute di sviluppo e di occupazione che una tale scelta doveva comportare.

Ma nella procedura sono riscontrabili molte altre irregolarità che occorre tenere nel debito conto. E fra queste è utile ricordare il mancato adempimento della prescrizione, contenuta nell'o.d.g. approvato dal Consiglio comunale con Delibera 112/99, di realizzare "complessivamente e contestualmente" quanto previsto dal polo turistico integrato nonché l'impegno, sancito nello stesso o.d.g., di "mantenere immutata la destinazione d'uso degli immobili (n.d.r. tutti) del polo turistico integrato per almeno dieci anni fino ad ulteriori eventuali varianti degli strumenti urbanistici". Impegno questo non intaccato dal nuovo testo dell'art. 9 della convenzione il quale, a prescindere da ogni valutazione sul suo contrasto col citato o.d.g., si riferiva esclusivamente al divieto di alienazione delle singole unità immobiliari e non alla loro destinazione d'uso che – giova ribadirlo – non poteva essere mutata per almeno dieci anni dall'avvio dell'attività turistica che non c'è mai stata.

E' in corso, è vero, una inchiesta penale per gettare nuova luce sulla vicenda ma l'indagine amministrativa ha la sua autonomia ed è giusto che essa sia quanto prima portata a termine. Sulla questione centrale e sugli altri problemi cui si è fatto rapido cenno è auspicabile che l'Amministrazione comunale si pronunci il più presto possibile perché sono in gioco rilevanti interessi di una comunità che ha il diritto di sapere come sono andate le cose, se vi sono responsabilità amministrative, se sono stati arrecati danni e se sono dovuti risarcimenti. Un'ultima annotazione appare necessaria per rilevare l'inaccettabilità dell'opinione secondo la quale non si dovrebbero bloccare, in una città che ne ha vitale bisogno, progetti di utile sviluppo. Un discorso questo che sembra prendere in considerazione non l'utilità collettiva ma solo quella di interessi particolari e che soprattutto non tiene conto di quanto sia diseducativo ed asociale caldeggiare pretese utilità che appaiono in aperto contrasto con norme di legge e solenni pattuizioni fra enti pubblici. Così come è artificioso e fuorviante ergersi a difesa degli interessi di coloro che hanno acquistato in buona fede gli immobili contrapponendosi a quanti hanno chiesto lumi sulla regolarità della disinvolta operazione. Gli interessi di questi acquirenti sono giusti, anzi giustissimi, ma essi vanno tutelati non certo violando o eludendo la legge che invece va rigorosamente applicata per garantire il buon andamento dell'attività amministrativa e per assicurare ai danneggiati i doverosi risarcimenti.

Brindisi, 12 marzo 2008

Michele DI SCHIENA

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9 Risposte to “Brindisi Acque Chiare: a quando l’epilogo?”

  1. ROCCOon 05 dic 2008 at 09:24

    LA LEGGE DOBREBBE ESSERE UGUALE PER TUTTI, – ACQUE CHIARE HA SBAGLIATO, è GIUSTO CHE DEBBA PAGHARE- NON CON UNA SEMPLICE SANATORIA MA CON L’ABBATTIMENTO E LA RICOSTRUZIONE SECONDO I PROGETTI ORIGINALI E LE LICENZE OTTENUTE.
    LA LEGGE E’ STATA ALTRETTANTO RICGORASA AL MOMENTO IN CUI HA ABBATTUTO TUTTE LE BARACCOPOLI ABUSIVE SUL TERRENO DEMANIALE LUNGO LA STRADA LITORALE A SINISTRA ANDANDO VERSO aPANI; mA,,IO MI ASPETTO CHE IL COMUNE SIA ALTRETTANTO RIGOROSO DA FARE ABBATTERE TUTTE LE VILLETTE, E LE CASUPOLE COSTRUITE IN PASSATO LUNGO IL LITORALE QUASI A TOCCARE IL MARE LUNGO LO STESSO PERCORSO. CHE PORTA AD ACQUE CHIARE.

    CORDIALI SALUTI

  2. pietroon 05 dic 2009 at 04:59

    Mi permetto di intervenire su Acque Chiare con cognizione di causa e per chiarificare a chi non ha capito, o non vuole capire, come si struttura la questione:
    -2002,vengo a conoscenza del costruendo villaggio per la presenza in ogni angolo della città di pubblicità in gigantografia, dèpliant e brochures che propagandano, pubblicamente, che lì si vendono appartamenti e villette in un’oasi di pace. (A proposito, all’epoca la Procura non ha visto nulla? Dormiva? Eppure il villaggio stava sorgendo in una zona trafficatissima!);
    -2003, prendo contatto con il costruttore per i preliminari, e mi viene illustrato che nel villaggio si vendono unità abitative AD USO PRIVATO;
    -Comincio a versare acconti, e le fatture oblatorie recano la dicitura: acconto per acquisto di appartamento;
    -successivamente mi reco da un notaio che, in virtù degli artt. 27 e 28 della legge del notariato, mi dovrebbe garantire la liceità dell’atto di compravendita, avendo esperito le indagini, attinenti alla sua professione, che gli consentono, egli garante del Diritto, di alienare un bene in favore di un acquirente;
    -due anni dopo il rogito, la Procura sequestra tutto, perchè frutto di lottizzazione abusiva e corruzione, ancora in predicato, commessi da altri, non dagli acquirenti;
    -successivi ricorsi a Tribunale del Riesame e Cassazione, non concedono nulla al nostro essere stati definiti dagli stessi PPMM. <>;
    -a quasi 2 anni dal sequestro, siamo perseguitati solo noi, terzi in buona fede, non indagati dei reati in capo d’accusa ad altri;
    -è questa la RATIO invocata dai soloni che pontificano su questo sito?
    -ravvediamo un comportamento “anomalo” e dettato da motivazioni extragiuridiche: si irroga una pena a chi non è colpevole di un reato? Mi sembrava che l’inquisizione fosse di 5 secoli fa!
    Allora mi permetto di affermare che sono perseguitato da chi, volendo pulire la società dai suoi mali, si arroga le funzioni di angelo vendicatore, colpendo chi è già stato danneggiato da questi mali! Al danno, si aggiunge la beffa!
    Prima di sentenziare superficialmente, ci si informi, si rifletta e poi si dia collegamento alle parole, altrimenti si rischia di assumere posizioni ideologiche e strumentali. Buona riflessione!

  3. Giuseppeon 15 apr 2010 at 13:15

    Sono di Brindisi, io ho visto la mega costruzione di Acquechiare, e sin dal suo inizio si capiva che sotto doveva esserci qualcosa di poco pulito, come accade solitamente a Brindisi. Io le gigantografie ed i cartelloni della vendita di unità abitative ad uso privato non li ho mai visti. Se io fossi stato interessato ad una di quelle unità mi sarei informato (prima dell’acquisto) al catasto se tutto fosse in regola. Ora si piange sul latte versato.
    La cosa più scandalosa che il comune non fa niente…
    A Brindisi si pensa al carbone (quanti interessi ci girano dietro), al petrolchimico al Rigassificatore (altro scandalo), gli affari vengono pilotati da personaggi poco puliti, ormai non si pensa più a creare attrazioni per il turismo..
    Dovrebbero abbattere tutte le costruzioni e riportare il progetto alla primaria destinazione d’uso TURISMO…
    Vi ricordate Brindisi degli anni 80, non si poteva andare in centro quando sbarcavano le navi, Brindisi invasa dai turisti che acquistavano, spendevano e facevano girare i soldi ed ora???
    Abbiamo il mare, la costa non viene valorizzata, anzi abbandonata al degrado e ai raggiri e abusi di AcqueChiare … altro che AcqueChiare ….. AcqueTorbide come i personaggi che ci hanno marciato dietro.
    Brindisi la stanno uccidendo.

  4. pietroon 20 mag 2010 at 00:14

    Giuseppe, leggo solo oggi il tuo commento: prendo atto che il tuo pensiero è molto ideologizzato, quindi, come tutti i convincimenti preconfezionati, non
    ammette confronti e modifiche, neanche di fronte alla più lapalissiana evidenza.
    Solo una considerazione: evidentemente avevi i prosciutti davanti agli occhi, per non vedere, in epoca non sospetta, i cartelloni pubblicitari lungo Via Ponte Ferroviatio, il City-book pubblicitario, i depliant che illustravano ciò che si andava a realizzare per uso abitativo privato, il sito internet. Secondo te, deve essere l’acquirente dotato delle conoscenze attinenti la liceità di un atto di compravendita? Oppure non sai che in Italia esiste un pubblico ufficiale che deve mettere in atto tutti i procedimenti che gli serviranno per rogitare? La legge glielo impone, in quanto garante del diritto! Se così non fosse, allora chi si accinge ad acquistare un immobile deve egli stesso essere notaio, avvocato, commercialista, tributarista, magari pubblico ministero e
    anche poliziotto…praticamente Dio!
    Il tuo sarcasmo riservalo per chi ci ha amministrato così bene e con cotanto cinismo.

  5. pietroon 12 lug 2010 at 04:49

    Giuseppe, e perchè non abbattiamo anche le centinaia di abitazioni costruite senza licenza edilizia in area Betlemme, tutte le case, ville e villette costruite in area demaniale lungo la costa dal GRANCHIO ROSSO fino ad Apani, tutte le verande e tettoie chiuse di tutti i palazzi di Brindisi, o appartiene a te una di queste costruzioni prive di licenza, prive di allaccio fogna e che scaricano direttamente nella falda o, peggio, in mare?
    Se la legge deve essere uguale per tutti, lo sia, ma veramente! Non che sia ideologicamente e con buona dose di invidia sociale e delirio di onnipotenza applicata millimetricamente per i “nemici” ed interpretata per gli “amici”.
    Se la toga deve essere cristallina, lo deve essere sempre e senza storture viziate da moralismo fuori luogo o, peggio, contaminata dai propri convincimenti di ordine sociale, politici e di parte? Non è così che si guadagna il consenso, specialmente da parte di chi è stato truffato, che sa di essere in buona fede, che non ha commesso i reati dei quali è completamente estraneo e che, anzi, sono in capo d’accusa ad altri.
    Non è così che si amministra in modo imparziale la Giustizia, quella con la “G” grande, perchè nella fattispecie mi sembra che si sia di fronte ad un giustizialismo dal sapore “giacobino”, mi si passi lo sfogo di chi vede in questa vicenda la volontà persecutoria indirizzata nei confronti di “inconsapevoli ed ignari acquirenti” che, seguendo l’iter istituzionale che si “deve” percorrere per effettuare un atto di compravendita, si sono rivolti al Pubblico Ufficiale che “ope legis” deve fornire le garanzie di liceità dell’atto ( artt. 27 e 28 della Legge del Notariato), o non è così? Vale questo anche per Di Schiena, che di “Jurisprudentia, ars lucrandi”(dal decalogo di una nota scuola medievale di giurisprudenza) dovrebbe intendersi …un po’.

  6. MARIAon 04 ott 2010 at 10:37

    Pietro ho letto oggi il tuo commento e sono d’accordo con te anch’io passavo da apani con mio marito ed ho visto la pubblicità il cartellone sono entrata in cantiere e mi hanno fatto vedere le ville in vendita siamo stati invitati in ufficio ed abbiamo visto il plastico di quello che dovevano costruire dopo, albergo, piscina, ristorante, bowling, teatro, cinema, tutto praticamente doveva sorgere una piccola città, noi siamo del nord italia e ci siamo convinti a comprare e dopo due anni ci hanno tolto la casa ed adesso siamo colpevoli in concorso con il costruttore questo è assurdo quando sarò davanti al giudice e verrò interrogata voglio capire cosa centro io mio marito e tutti gli acquirenti di acque chiare.abbiamo fatto un atto davanti al notaio che ci ha assicurati che tutto era in regola quindi se lui sapeva tutto non si doveva permettere di erogare rogitit e quanto meno doveva avvisare gli altri notai della truffa. Noi abbiamo fede in DIO e chi ha sbagliato in questo pagherà.

  7. Domenicoon 02 feb 2011 at 17:18

    Chi, in buona fede, ha comprato un bene immobile ad Acque Chiare
    è nella stessa situazione di chi ha comprato titoli Parmalat o Cirio
    od obbligazioni argentine. E’ stato “fregato” da qualcuno (nel caso
    di Acque Chiare dal costruttore e da notai corrotti, negligenti o
    incompetenti; nel caso di Parmalat e compagnia dai vari Tanzi,
    Cragnotti .. ecc. nonchè dalle banche e dalla Consob che non
    vedevano o fingevano di non vedere ecc.);
    Per cui chi ha comprato, secondo me, dovrà tentare di rivalersi su
    chi gli ha procurato il danno e, magari, anche sugli organi di
    controllo che (tanto per cambiare) non assolvono al proprio compito
    (o che, addirittura, sono conniventi).
    Non si può certo pensare di derogare dalla Legge. E’ pericoloso
    infatti creare delle eccezioni sia pur dovute alla buona fede delle
    parti lese. Sarebbe anche come pretendere che lo Stato rifondesse
    chi ha comprato i “titoli spazzatura” di cui parlavo prima. Ed è anche
    errato dire, come, in sintesi, fa Pietro, “altri l’ hanno fatto ed è
    stato tollerato” aspettandosi uguale tolleranza. Certamente è stato
    un errore tollerare o ignorare ma non si può certo protrarre all’
    infinito questa schifosa prassi tutta italiana. Tutt’ al più si deve
    esigere uguale intransigenza su tutti gli abusi che vi sono (a Brindisi
    come altrove) anche se, ahimè, la maggior parte di questi abusi non
    sono più perseguibili giacchè prescritti o sanati.
    In conclusione: dal mio punto di vista è giusto che Acque Chiare sia
    “rasa al suolo” perchè, in sostanza, è illegale e va quindi ripristinata
    la situazione preesistente. Chi ha patito danni o ingiustizie si rivalga
    su chi direttamente o indirettamente, volutamente o colposamente,
    ha causato il danno.

  8. Olgaon 14 feb 2011 at 09:59

    Mi spiace vedere tutti quei proprietari disperati;

    ma mi dispiace ancora di più vedere che stanno pagando avvocati che hanno comprato la casa e ora si fanno pagare parcelle x 170 volte.

    Come ci si può far difendere da chi non poteva non sapere ( o peggio da un ignorante).

    La segretaria di uno sapeva e non ha comprato.

  9. Francesco D'Aprileon 21 feb 2011 at 11:03

    Solo ora scopro le varie considerazioni espresse su questo link attinenti la “question” Villaggio Acque Chiare di Brindisi.

    Ho letto con molta attenzione i commenti formulati, la cui sostanza e la cui forma, a mio modestissimo avviso, possono essere state in qualche modo condizionate dallo “status” di proprietario o semplice……. spettatore ricoperto dagli autori degli stessi.

    Io, in qualità di proprietario, o meglio, padre della proprietaria, avendo deciso di “investire” (sic!) in suo favore i risparmi della mia famiglia, conseguiti con tanto sacrificio nel corso di più lustri di vita lavorativa, non posso che rappresentare tutta la mia indignazione, tutto il mio rammarico, ancorché disgusto per la incredibile “piega” che ha preso la vicenda.

    Ho serie difficoltà a trovare elementi condivisibili nei “postulati giurisprudenziali” formulati al riguardo, laddove la tutela degli interessi di coloro che, nella più perfetta buona fede, si trovano ad avere acquistato un immobile nel villaggio non deve essere intrapresa “violando o eludendo la Legge che, invece, va rigorosamente applicata per garantire il buon andamento dell’attività amministrativa e per assicurare ai danneggiati i doverosi risarcimenti”.

    Faccio enorme….. fatica a pensare di “intraprendere” così, “sic et simpliciter”, azioni di rivalsa nei confronti di chi “direttamente o indirettamente, volutamente o colposamente” ha causato il danno (immane!) in trattazione.

    Mi ritrovo ad essere proprietario, o meglio padre della proprietaria, di una villetta facente parte di un villaggio, sorto a pochissimi chilometri a nord di Brindisi, che nel corso del suo realizzo (svariati anni) ebbe a suscitare non pochi echi di meraviglia per la sua unicità in primis, ancorché, ed è fuor di dubbio, per la sua bellezza. Ebbene, per farla breve, nell’anno del “Signore” 2006, in visita di cortesia presso all’epoca ormai “conclamata residenza estiva” di amici di famiglia, constatiamo “de visu” quanto unanimemente , dico unanimemente, riconosciuto come il fiore all’occhiello della nostra Città.
    Il villaggio “Acque Chiare” era operativo in tutto e per tutto.
    Funzionante l’attrezzatissima spiaggia, attivi il ristorante, i bar, l’immensa, bellissima piscina, adibita anche a discoteca notturna. L’utilizzo di tali servizi, ricordo come fosse ieri, riservato per ovvie ragioni ai soli residenti.
    Ma la struttura era ambitissima e richiestissima e, quindi, non era raro, anzi il contrario, imbattersi in gente considerata ospite, ivi compresi alcuni noti magistrati.
    Dopo un ponderato consulto familiare, decido di chiedere se mai ci fosse la possibilità di acquistare una villetta. Nulla! Le villette erano state già tutte vendute.
    L’opportunità mi fu “concessa”, invece, da una tale, proveniente da Udine, che, verosimilmente per la lontananza del suo paese di residenza, aveva trovato serie difficoltà di ambientamento e, quindi, deciso di vendere.
    Concordato il prezzo di vendita (lievitato alquanto per le innumerevoli richieste di acquisto ricevute), mi recai da un notaio di mia fiducia (???) a cui affidai il mandato, come sempre avviene in questi casi, di eseguire ogni tipo di verifica……..propedeutica alla stipula dell’atto di rogito definitivo.
    Così in effetti avvenne.
    Dopo qualche tempo, puntuale mi giunse la convocazione, alla quale presi parte unitamente a mia figlia, ancorché al tecnico incaricato dalla banca che di lì a poco avrebbe, come in effetti avvenne, erogato il mutuo.
    Inutile rappresentare che in tale sede, per una strana forma di ….apprensione che ti assale (di rogiti notarili non è che se ne stipuli uno al giorno!), ti affidi totalmente alla professionalità del notaio di tua fiducia (???) che, così come normativamente previsto, in quel momento rappresenta lo Stato e, quindi, la massima garanzia della liceità dell’atto in stipula.
    E di tale liceità io non ho avuto alcun dubbio, atteso che il notaio di fiducia (???) prescelto ebbe a fornirmi al riguardo ampie rassicurazioni prima e dopo la sottoscrizione del rogito avvenuta con il contestuale pagamento di quanto pattuito.

    Detto questo, la mia indignazione, il mio rammarico, ancorché disgusto per la incredibile “piega” che ha preso la vicenda raggiungono livelli da parossismo.
    E sì, perché mi domando, e domando ai miei interlocutori sia pur essi virtuali, siamo certi che nella fattispecie sia stata applicata una giustizia che abbia previsto la salvaguardia di tutte le posizioni?
    I dubbi al riguardo nascono spontanei, illustre dott. Di Schiena, carissimi Giuseppe e Domenico, atteso che, almeno per il momento, gli unici a pagare siamo stati solo noi proprietari a cui è stato improvvidamente sequestrata, senza alcuna possibilità di utilizzo, una proprietà su cui pende, nella quasi totalità dei casi, l’obbligo del pagamento di un consistente mutuo bancario.
    Dirò di più.
    A seguito di una …..strana determinazione assunta dagli organi inquirenti, l’affidamento della “custodia” delle parti comuni del villaggio, in un primo momento assegnata, come giusto che sia a parer mio, all’Amministrazione Civica, venne di contro conferita all’amministrazione del condominio del villaggio (sic!) che, propagandando la cosa agli …..impauriti e sconcertati condomini come un ……principio di riappropriazione delle “proprie cose” dichiarò la propria disponibilità al riguardo accollandosi, quindi, (udite! udite!), le consequenziali, esorbitanti spese di gestione. In conseguenza di ciò, noi proprietari siamo costretti a pagare anche le spese condominiali ( ma, è lecita allo stato “de quo” l’esistenza di un…… condominio?).

    Non mi risulta siano stati adottati provvedimenti nei confronti di dei vari “attori” che hanno….rappresentato questa “farsa”:
    rappresentanti istituzionali (tranne uno con un subdolo patteggiamento di pena);
    funzionari degli Enti che pure hanno licenziato atti tuttora non invalidati;
    società costruttrice (con la quale, almeno io, non ho mai avuto niente a che fare);
    notai che hanno garantito la liceità degli atti;
    e via …..discorrendo.

    In ultimo, la ciliegina sulla torta, l’avviso di garanzia (si dice così?) per “concorso in abusivismo edilizio negoziale”.
    Oddio! Oddio! Ma che roba è? Di cosa stanno parlando? Cosa c’entro io in questa cosa qua?

    Illustre Dott. Di Schiena, carissimi Giuseppe e Domenico, tutti i passaggi della vicenda che ho sin qui sintetizzato alquanto, hanno necessitato (non vi è alternativa!) dell’oneroso patrocinio di appositi legali, sulle cui “performances”, in alcuni casi, preferisco stendere il così detto pietoso velo.

    Illustre Dott. Di Schiena (a proposito, le sue considerazioni socio – politiche, pubblicate da quotidiani locali e non, trovano in molti casi la mia totale condivisione), carissimi Giuseppe e Domenico vorrei avere la possibilità di interloquire a viva voce con voi e magari con molti altri miei concittadini, perché solo così potrei rendere maggiormente percettibile il dramma che ci stanno facendo vivere.

    Cordialmente
    Francesco D’APRILE

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