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L’Italia e la crisi della politica

  • Dall'Italia
Fortunato SconosciutoFortunato Sconosciuto ha riassunto nell'articolo che segue un dibattito aperto nel movimento A Sinistra sulla crisi generale del Paese, oggetto di attenzione anche della pubblicistica e stampa estera con letture certo diverse e anche contrastanti. Aperto ad ulteriori riflessioni che potranno aggiungersi.



L'italia e la crisi della politica

La crisi generale del Paese, oggetto di attenzione anche della pubblicistica e stampa estera con letture certo diverse e anche contrastanti, si presenta con una eloquente evidenza nella frantumazione del legame sociale nella polverizzazione e nella difesa estremistico – anarcoide degli interessi, nella frammentazione tendenzialmente indefinita della rappresentanza politica, nella cultura diffusa, fattasi senso comune,di un individualismo assolutistico che guarda con ostilità i luoghi politici e le istituzioni che costituiscono le sedi di mediazione e composizione democratica di conflitti e interessi contrapposti. Uno dei segni recenti più evidenti di tale crisi è costituito dal confronto tra i partiti e all'interno di essi sulla riforma della nefasta legge elettorale approvata dal Governo Berlusconi, che ha ulteriormente contribuito a far arretrare spazi di libertà e responsabilità.

Ebbene assistiamo a riguardo da alcune settimane a una serie di incontri e soprattutto di dichiarazioni pubbliche quotidiane di tantissimi esponenti politici nell'ambito della maggioranza e della opposizione e di ogni partito o movimento che di esse fanno parte, da cui emerge una sorta di guerra di tutti contro tutti in una drammatica assenza di ogni riferimento all'interesse generale e al bene pubblico del Paese. Quest'ultimo infatti sembra sparire e sprofondare nella polvere alzata da una corsa cinica e spericolata in cui tutti i colpi sono leciti e giustificati dalla ragione superiore della sopravvivenza anche del più piccolo apparato e potentato locale.

Certamente è vero da una parte che non tutte le leggi elettorali sono uguali perché ci sono quelle che favoriscono la partecipazione al voto, la rappresentanza reale di scelte e opinioni e nello stesso tempo la costituzione di maggioranze stabili e quelle che invece disaffezionano dall'esercizio di un diritto provocando il diffuso sentire del "tanto non cambia niente"; dall'altra però è utile ricordare che sono le scelte, gli atti e i comportamenti politici a presentare come affidabili ed efficaci anche leggi elettorali piuttosto deficitarie.

Eppure dentro questo quadro piuttosto pessimistico e poco promettente per il presente e il futuro del Paese, è presente una riserva popolare di coscienza civile democratica e di sinistra che manda da anni segnali di inquietudine, richieste di coinvolgimento, messaggi di unità e di ricostruzione di una forza politica nuova capace di tracciare e avviare una prospettiva diversa rispetto alle ideologia totalitaria del mercato.

È una sfida inedita per gruppi dirigenti, soggetti sociali, singoli cittadini che si collocano in tale contesto di riferimenti ideali e di passione politica, perché si tratta di ripartire con coraggio e con strumenti aggiornati dalla sconfitta storica del socialismo alla fine del secolo, e nello stesso tempo di rielaborare contenuti culturali e progetti di trasformazione economica e sociale in una continuità ideale con una tradizione democratica e socialista ricca di testimonianza e ricerca, e nello stesso tempo in una discontinuità reale con strumenti ideologici e pratiche diffuse sostanzialmente estranei al valore discriminante della democrazia e dei suoi processi virtuosi.

È una sfida inedita perché l'orizzonte critico del neoliberismo e del neocapitalismo dell'informazione a reti sempre più unificate e della Conoscenza sempre più confinata nel reticolo della finalità fondamentalista della privatizzazione del mondo ha bisogno di essere collegato a obbiettivi di medio e breve termine facilmente riconoscibili e praticabili, da soggetti sociali e politici, come alternativi, sul piano reale e simbolico, per il loro spessore solidaristico, democratico, egualitario.

All'urgenza della sfida occorre rispondere con l'urgenza del coinvolgimento e delle iniziative dando continuità a una mobilitazione di energie capace di scrivere una pagina nuova e di popolo della sinistra del Paese.

Mesagne, 5 gennaio 2008

Fortunato SCONOSCIUTO – Movimento A Sinistra

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Una Risposta to “L’Italia e la crisi della politica”

  1. saverioon 22 gen 2008 at 13:14

    Consiglio ai cari lettori "La Sinistra rivelata" agile libretto di Marino Badiali e Massimo Bontempelli edito da Massari Editore. I due ricercatori delineano un quadro fosco dello stato in cui versa la Sinistra (le Sinistre?), non solo nel nostro paese. In particolare invitano ad una attenta riflessione sulla validità della distinzione Sinistra-Destra che oggi, parrebbe, piuttosto fuorviante e soprattutto incapace di centrare le sfide reali che chiunque abbia a cuore giustizia ed emancipazione vorrebbe intraprendere.

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