L’anima della nuova Sinistra
Si è svolta l'attesa assemblea della Sinistra-Arcobaleno lo scorso 8 e 9 dicembre a Roma. Di seguito il commento di Michele Di Schiena sulle prospettive che si aprono per la sinistra.
La sinistra ha bisogno di forti sentimenti, di nuove idee e di grandi speranze. Nel recente incontro romano dove è stato avviato il processo unitario di costruzione di una nuova sinistra questi fondamentali ingredienti hanno finalmente fatto irruzione finendo per dominare la scena. E sì, perché occorre partire proprio dai sentimenti, da quei moti dell'animo che da tempo sono stati messi in disparte nell'arido e rissoso scenario della politica nostrana: sentimenti di fiducia nella forza della giustizia, di ottimismo sulla possibilità di emancipazione e di riscatto, di operosa condivisione di tutte le forme di marginalità e di discriminazione, di lotta disarmata contro tutte le violenze e tutte le sopraffazioni. Sentimenti questi che devono conferire alla sinistra una dimensione spirituale, caratterizzata cioè da quelle elevate emozioni dell'intelligenza che sono state definite la «punta dell'anima».
Senza queste passioni non si possono produrre idee nuove all'altezza dell'attuale situazione e quindi capaci di contrastare "questo" capitalismo e "questa" pianificazione neoliberista. Idee nuove perché i tempi sono cambiati e impongono che i vecchi schemi ideologici siano sostituiti da aggiornate categorie che abbiano pur sempre la loro matrice in quella Costituzione che affida alla Repubblica il «compito di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese». Un compito da assolvere affermando il principio della pari dignità sociale dei cittadini, creando le condizioni per rendere effettivo il diritto al lavoro, tutelando la salute come «diritto fondamentale» di ogni persona, realizzando un sistema tributario improntato a criteri di progressività e ripudiando la guerra con una politica estera rivolta a fare del nostro Paese una "grande potenza di pace".
Forti sentimenti ed idee nuove che possono aprire la strada alla speranza di costruire una società più democratica, ugualitaria e fraterna. La cultura borghese ed il "pensiero unico" non hanno anima e sono ripiegate sul presente sicché la sinistra, se vuole essere davvero alternativa all'attuale sistema, deve connotarsi di spiritualità e di utopia. E deve alimentarsi degli ideali di uguaglianza e di giustizia del più autentico socialismo e deve anche ispirarsi al messaggio riveniente dal cristianesimo delle origini e dalle esperienze di fede che nell'arco di due millenni si sono ad esso ispirate respingendo le deformazioni che spesso ne hanno alterato l'immagine. Il teologo spagnolo Benjamin Forcano ha di recente affermato che «se la passione di Cristo si converte in passione dei cristiani e se questa passione passa per la giustizia, perseguita a partire dagli ultimi, rimane acceso il motore per un rinnovamento della sinistra e per una rifondazione del socialismo».
Con questa sensibilità e con questi intenti, accogliendo la sollecitazione di Pietro Ingrao, la sinistra deve in fretta portare a termine il processo unitario superando il "limbo" della federazione e deve aprirsi a tutte le istanze di liberazione. Essa deve abbattere gli steccati che la dividono e fare a meno degli apparati e dei leaderismi per costruirsi come esperienza collettiva, come forza politica capace di riconoscersi pienamente nel dettato costituzionale per il quale i partiti non devono essere strumento per la spartizione del potere ma devono «concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale». La nascente sinistra ha perciò bisogno di un «non-leader» che sia però punto di riferimento, di un compagno di viaggio che, per la propria storia e la propria cultura, sia garanzia di fedeltà ai valori della sua migliore tradizione, fonte di creatività e pungolo di innovazione. Ha insomma bisogno di quel Nichi Vendola che, parlando all'Assemblea dei cosiddetti Stati generali con l'attenzione soprattutto rivolta agli umori degli "strati popolari", ha affermato che occorre creare una sinistra unita che non sia il riassunto delle passate esperienze ma «sia capace di ospitare domande di libertà, di leggere nel cuore della gente, di sondare fondali melmosi, di cogliere il dolore e le domande di senso che arrivano dalla società ».
Brindisi, 12 dicembre 2007
Michele DI SCHIENA

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Sento d’aver letto il Testamento socio-ideologico del percorso politico che auspico; quello che ricerco da molto tempo; l’unico che reputo essenziale per impostare una leale convivenza democratica e pacifica. Il confronto culturale, nel rispetto di una legge deontologica dettata dall’ineguagliabile Canone Biblico, non necessariamente confessionale, è la verità che ritrovo in me stessa, quella in cui credo, quella che mi rende libera, spoglia di compromessi,protesa alla Giustizia. Se c’è Giustizia, c’è Verità e Pace, benessere e progresso.
Quante illusioni! L’assemblaggio di ceti politici cinici e senza altra preoccupazione che la loro rielezione (che sarà per giunta combattuta duramente) viene scambiata per una cosa seria. Eppure il giorno dopo erano già divisi su tutto, e lo saranno sempre più alle spalle del loro gregge. E l’operato concreto di Nichi Vendola come "governatore" autoritario, che non a caso piace a Veltroni che lo ha proposto per primo come possibile leader di una "Cosa rossa" inoffensiva, non vi mette dubbi?
A mio avviso la sinistra ha bisogno solo di fatti e non di parole o di idee anche belle ma che rimango purtroppo sempre tali. Con che coraggio parli, parlano, parlate (non so) di sentimenti di fiducia nella forza della giustizia dopo aver votato una legge in parlamento che stanzia tanti soldi per le spese militari (vedi appello di Alex Zanotelli lo allego per chi non l’avesse letto) e invece avete tagliato i fondi per il processo di stabilizzazione dei precari. C’è forse più giustizia nel condurre una guerra piuttosto che stabilizzare il lavoro che dovrebbe essere (lo dice la Costituzione che tu mi insegni) un diritto di tutti? Con che coraggio parlate di ottimismo sulla possibilità di emancipazione e di riscatto quando lo stesso Nichi Vendola accorda 40 milioni di euro alla Avio di Brindisi, azienda con 300 cassintegrati senza chiederne il rientro oppure firma accordi di programma milionari con la Bosch , Getrag e Transcom un call center con centinaia di precari? Che ottimismo ci può essere in persone che hanno un lavoro precario o sono in cassa integrazione? Con che coraggio parlate di operosa condivisione di tutte le forme di marginalità e di discriminazione quando dinanzi alla devastazione ambientale ed all’aumento di neoplasie in Puglia, tributo pagato dai pugliesi per produrre energia in quantità doppia rispetto al fabbisogno, proponete una riduzione delle bollette energetiche , pochi euro per monetizzare un danno immenso , e ci si appresta ad approvare un Pear che raddoppia ancora la produzione energetica in Puglia? Cosa si può condividere con persone che muoiono di cancro, se non la morte stessa. Con che coraggio parlate di lotta disarmata contro tutte le violenze e tutte le sopraffazioni quando continuano ad essere impunite le morti sul lavoro (vedi articolo pubblicato sulla stessa testata ‘Morti sul lavoro: specie non protette’ dell’Avv. Palmisano). Non è forse questa la peggiore delle sopraffazioni, costringere le persone a lavorare in condizioni non sicure e nel caso di incidente lasciare impuniti i responsabili non riconoscendone la colpa attribuendola a pura fatalità? Io penso che il compito di una sinistra unita seria sia solo quello di dare delle risposte (nei fatti!!!) serie alla gente.
Vincenza Luprano
Che confusione compagni! Leggo ed apprendo che la sinistra ha bisogno di forti sentimenti, idee e speranze per conferirle una dimensione spirituale.Sembra che 150 anni di storia siano passati invano. Sembra di rileggere il Nuovo Cristianesimo di Saint-Simon , quando ai primi dell’ottocento un socialismo agli albori navigava a vista non riuscendo a produrre nient’altro che visioni utopiche quasi fideistiche. Poi arriva Marx e da allora la sinistra fonda le sue lotte su una analisi dello "stato attuale delle cose", sulla comprensione del reale, sulla critica del presente come presupposto del suo superamento. Un presente che si presenta forse diverso da quello? Sicuramente si se osservato superficialmente, nelle forme , diverso per l’innovazione tecnologica e per mille altre cose, ma saldamente ancorato alle logiche proprie del capitalismo. Il profitto e l’accumulazione del capitale come regola. La proprietà privata dei mezzi di produzione come presupposto. Lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo come conseguenza. Il lavoro salariato come condizione necessaria per la realizzazione del profitto, rapporto sociale fondativo, Plusvalore ( ore di lavoro non retribuito ) quale meccanismo infernale con il quale il capitale si riproduce accrescendosi. E se quella società era divisa in classi poichè i rapporti di produzione distinguevano tra i proprietari ( borghesi ) e i salariati ( proletari ) lo è ancora oggi?
La drammatica questione salariale, lo sfruttamento dell’uomo nelle fabbriche del primo mondo così come in quelle cinesi, i morti sul lavoro, la richiesta di rendere tale lavoro sempre meno costoso, più precario flessibile,non ci fanno comprendere come ancora oggi la questione lavoro è al centro di tutto ?
E allora vi chiedo come superiamo il presente forse con i buoni sentimenti? Come rappresentiamo i bisogni dei lavoratori appellandoci alla Giustizia o ad una Costituzione? O forse costituendo la Sinistra -Arcobaleno , per allearsi con i borghesi e illuderci di condizionarne i governi? Cosa i 150 e passa tra deputati e senatori della Cosa Rossa hanno ottenuto? Quale miglioramento hanno portato alla classe che intenerebbero rappresentare?
I governi borghesi sempre ed in ogni luogo affidano un compito preciso alla socialdemocrazia fedele alleata, quello di spegnere le lotte che le condizioni di disumano sfruttamento fanno esplodere. Cosi con 150 parlamentari la cosa rossa riesce nell’invidiabile record di gestire con un crollo degli scioperi (-60%) un 2007 che vede 7 milioni di lavoratori senza contratto. Militarizzare ogni territorio insorgente dalla Val di Susa , a Vicenza per arrivare alla Campania dove con il buon De Gennaro ( forte dell’esperienza di Genova ) e l’esercito spazzare insieme ai rifiuti le popolazioni che lottano per non morire. Ecco la cosa rossa , nata morta già pronta per la pattumiera della storia.
Tanti compagni hanno invece scelto di continuare a lottare, formando un partito quello di Alternativa Comunista che nelle lotte vuol rappresentare gli interessi di una classe , che ben presto volterà le spalle ai suonatori di pifferi.
SALVE SONO UN RAGAZZO DI MESSINA NON CAPISCO MOLTO DI POLITICA MA LE MIE IDEE SI AVVICINANO MOLTO ALLE IDEE DI SINISTRA, IO CREDO CHE TUTTO IL SISTEMA MONDIALE E IL MECCANISMO POLITICO ECONOMICO E SOCIALE ABBIA BISOGNO DI UN RINNOVAMENTO E SPERO CHE PER IL BENE DELL’UOMO QUESTO ARRIVI AL PIU PRESTO INIZIANDO DALLE IDEE DI NOI GIOVANI CERCANDO DI PRENDERCI PIU IN CONSIDERAZIONE.CON QUESTE MIE POVERE PAROLE SPERO DI AVER FATTO CAPIRE QUALCOSA CORDIALI SALUTI