Mesagne: Assemblea di A Sinistra
Affollata Assemblea di A Sinistra nel Chiostro del Comune. Di seguito le introduzioni del coordinatore cittadino Cosimo GUIDO e dell’ex Consigliere comunale Giancarlo CANUTO
13 settembre 2007 Mesagne
Intervento di Cosimo Guido
Dopo i convulsi momenti che hanno animato l’estate mesagnese, ci è sembrato necessario confrontarci con chi è a noi vicino , con quanti simpatizzano per il movimento e con coloro che avrebbero avuto la cortesia di essere qui presenti in questa per noi importante occasione.
Al di là dell’apparente schematicità che il manifesto di presentazione dell’assemblea pubblica palesa, è intenzione primaria questa sera ascoltare quanti avranno voglia di intervenire e arricchire il dibattito.
Crediamo fortemente nella partecipazione e quanti di voi partecipano settimanalmente alla vita del movimento lo sanno bene, lo abbiamo ribadito più volte nel programma che abbiamo offerto nella campagna elettorale appena trascorsa. È evidente che oggi più che mai il termine partecipazione si presta a facili strumentalizzazioni per cui è miope chi vuol vedere nelle assemblee convocate dal sindaco Incalza tra la fine di luglio e l’inizio di agosto presso l’auditorium del castello momenti concreti di partecipazione. La partecipazione è un’altra cosa, è confronto, è condivisione, è contaminazione reciproca, non è ricerca ossessiva di consenso, non è aizzare un comodo tifo da stadio attraverso proclami demagogici. Questi non rappresentano la creazione di spazi di partecipazione ma i primi fuochi della campagna elettorale che è iniziata ancor prima del voto di sfiducia al Sindaco e che forse non è mai finita. In quegli incontri si è semplicemente cavalcata l’antipolitica dilagante a Mesagne come in tutto il Paese, il populismo più bieco che per molto tempo si era riusciti a tenere lontano da Mesagne ma elemento ancora più grave si è data voce al qualunquismo.
Difficile è la situazione politica che stiamo vivendo in Italia e Mesagne non rimane certo immune dalle conseguenze di quanto sta accadendo ai partiti a livello nazionale. Il forte rimescolamento in atto che sta conducendo stancamente alla nascita del PD creando una schiera di disorientati; lo sforzo a sinistra di trovare una spazio, una federazione di partiti (Cosa rossa) che possa fare da contrappeso all’interno di una coalizione che registra uno spostamento pericoloso dell’asse in direzione centro e che ricaccia il resto nell’alveo della sinistra radicale volendo con il termine radicale quasi sempre rappresentare l’estremista, l’idealista, l’irresponsabile, colui cioè che non ha ancora imparato a stare al Governo. Proprio oggi diviene quanto mai impellente il bisogno di Sinistra perché sempre più persone si lasciano convincere che il sistema nel quale ci troviamo a vivere sia l’unico possibile, perché bisogna ridare la speranza a quanti da questo sistema sono schiacciati e imparano a conoscere solo umiliazione e rassegnazione; perché occorre che continui a farsi sentire la voce di chi è convinto che la sicurezza, la giustizia, la legalità non si ottengono inasprendo le pene per i più disgraziati, perché lo stato sociale continui ad essere elemento fondante della Repubblica e non solo una voce di spesa in bilancio che occorre tagliare; perché la tutela del lavoro e il principio di progressività sanciti nella Costituzione possano continuare ad essere difesi.
Le destre nel populismo stanno come una rana sta nello stagno… ci sguazzano ed infatti cavalcano l’onda dell’insicurezza percepita dal votante mediano, le recriminazioni di chi oggi paga le tasse, quando fino a ieri non lo ha mai fatto…, la delirante e controproducente incapacità di comunicazione del centrosinistra al Governo.
In tutto questo polverone emergono coloro che “colmano i vuoti della politica”, i moralizzatori antipolitici e antipartitici che riescono a radunare folle oceaniche che sputano sulle istituzioni, che non considerano i partiti come essenziali al funzionamento della democrazia e che, forse senza rendersene conto, mettono in pericolo la democrazia stessa e cosa ancor più preoccupante la nostra Costituzione.
Interrogarsi su queste cose è necessario, Beppe Grillo esiste come esistono le 300 mila persone in piazza maggiore a Bologna, diviene però altrettanto necessario iniziare a trovare delle soluzioni e questo non sarà possibile fino a quando non si inizia a fare un seria e attenta autocritica.
Autocritica che interessa i partiti del centrosinistra tutti e quelli di Mesagne sappiamo bene abbiamo anche altre ragioni per farla. A questo processo di analisi critica e di rinnovamento, A sinistra vuole contribuire in maniera piena tenendo ben presente le faticose e dolorose scelte fatte nel passato, non dimenticandone le ragioni e forte del fatto che siamo andati soli una volta e non siamo scomparsi come qualcuno si augurava. Per anni A sinistra si è spesa per l’unità delle forze del centrosinistra e questa unità rimane il nostro auspicio sebbene non siamo disposti a perseguirla ad ogni costo.
Oggi le destre a Mesagne rappresentano un pericolo, questo è fuori discussione, noi lo abbiamo detto più volte e lo ribadiamo: niente di buono può venire della destra.
Le ultime elezioni amministrative pur non avendo dato (per fortuna) la maggioranza in Consiglio al centrodestra ci hanno fatto saggiare quanto alto è il rischio che Mesagne. Nostro il compito di ridare spazio alla politica, di tornare a parlare alla gente nelle piazze, di stare a loro più vicini difendendo e riaffermando la dignità di ognuno.
Intervento di Giancarlo Canuto
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Dentro l’orizzonte disegnato da Cosimo Guido, altrimenti è facile che il localismo prevalga e ci sommerga;
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Ho il compito di sintetizzarvi i passaggi più significativi con le scelte operate e porre alcuni problemi per il prossimo futuro e cercare il vostro conforto o la vostra censura e la vostra indicazione .
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A settembre del 2005 lasciammo la maggioranza di centrosinistra, con una crisi fulminea e forse gestita in maniera malaccorta da tutte le parti.
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Si ponevano problemi politici, o meglio sulla mancanza di politica di quella coalizione che aveva perso la sua spinta propulsiva;
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Unanimismo fittizio, slealtà di rapporti nella coalizione, paralisi amministrativa
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Una sintonia persa con la città che sempre più, a torto o a ragione, identificava il centrosinistra come un “sistema di potere” che creava privilegi e discriminava le opportunità
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La caduta dell’azione politica amministrativa lasciava spazio incontrastato alla gestione clientelare, che naturalmente non può mai scomparire ma quando è solo essa ad emergere impoverisce di significato una esperienza che negli anni aveva trasformato questa città, elevando gli standard etici della politica
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L’irrilevanza
politica in cui eravamo stati ricacciati, dopo la rottura con il Prc
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La Giunta Sconosciuto chiuse stentatamente il suo mandato, con il Sindaco che – per motivi mai resi espliciti e quindi aperti ad ogni interpretazione – rinunciava a ricandidarsi;
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Dopo 1 anno di totale silenzio ed isolamento chiedemmo ed ottenemmo incontri coi vecchi parteners di coalizione
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Ci eravamo prefissi un solo obiettivo minimo: rintracciare un avvio di autocritica “sullo stato di salute del centrosinistra”
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Trovammo accoglienza ambigua fatta di condivisione riservata dei problemi posti e pubblica ostentazione di benessere;
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Ci dissero che le elezioni non erano il momento giusto per le verifiche e gli aggiustamenti
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E pur in presenza oggettivi problemi interni alla coalizione e di un evidente caduta di feeling con la città si fu una “stretta” coalizione unita e candidato Sindaco “inevitabile”
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Ci assumemmo così, per la prima volta in 15 anni, la responsabilità della ovviamente discutibile scelta di andare da soli; indebolendo la coalizione, aprendo spazi oggettiva alla destra
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Socializzammo con la nostra gente questa decisione e andammo avanti
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Ma noi eravamo e siamo convinti che per noi quel passaggio era divenuto inevitabile pur carico di rischi, per la città, per l’area progressista, per il nostro gruppo
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I parteners non diedero alcuna grande importanza al nostro essere da soli, il candidato Faggiano provò davvero un recupero, ma lo provò lui con la sua sensibilità politica.
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Nessuno, e noi tra quelli, immaginavamo che la flessione del centrosinistra fosse così grave e le contraddizioni più vistose di quelle denunciate e quindi con un nervo scoperto nella città del quale il candidato Sindaco Faggiano è stato solo l’agnello sacrificale
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Pertanto oggettivamente la nostra rottura portò ad un ulteriore indebolimento del centrosinistra e all’apertura dei quella che è poi tutta storia di oggi.
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Se qualcuno vuole addentrarsi, oggi, col “morto in casa” a valutazioni retrospettive su ciò che era più giusto o meno, io chiedo di trattenere la nostra attenzione sull’oggi e che - a tutti appare evidente – pur a prescindere dai comportamenti di A Sinistra , una fase storica si è definitivamente chiusa.
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Solo che niente di nuovo ancora si apre ed i tempi sono davvero strettissimi
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Incalza vince ed il centrosinistra riporta la maggioranza in Consiglio
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Abbiamo avuto modo di dire in Consiglio che Incalza ed il centrodestra non hanno mai provato a costruire in trasparenza ipotetiche risposte di emergenza all’anomalia creatasi
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Anzi hanno realizzato una scientifica e maliziosa costruzioni di atti tesi a celebrare il “martirio” del Sindaco Incalza
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Poggiando anche sulla facilità con cui la gente è convinta che basta eleggere un Sindaco per governare
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Abbiamo provato a rendere sereno il clima e far governare per qualche mese, ma non solo ciò non è stato possibile ma chissà anche se sarebbe stato utile.
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Quando il centrosinistra ha presentato la mozione di sfiducia non abbiamo aderito perché, pur essendoci stato attribuito questa ingiusta critica, noi non siamo e non saremo mai equidistanti
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E non potevano assistere ad un uso spregiudicato delle Istituzioni come è stato fatto in quei 2 mesi di governo Incalza.
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Per cui abbiamo firmato e votato la mozione di sfiducia convintamene come Movimento.
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Ne abbiamo spiegato le ragioni in Consiglio e lo rifacciamo qui: non siamo una lista civica ma un piccolo movimento politico, con le sue coordinate ed i suoi obiettivi profondamente alternativi al centrodestra e mai si possono aprire spiragli di collaborazione con esso
Nei tre Consigli comunali si è riaperto una fase di dialogo e collaborazione col centrosinistra non solo per gli oggettivi obiettivi comuni in Consiglio ma anche perché tante cose sono cambiate e stanno cambiando
Abbiamo già espresso in Consiglio tutta la volontà di dare il massimo del nostro contributo per riaprire una fase “rigenerativa” nel centrosinistra di Mesagne
Non siamo così idioti da pensare che una campagna elettorale così lacerante, e tempi così ristretti possono d’incanto aiutare a superare critiche e problemi che a nostro giudizio ancora permangono sul tappeto
Ma ci costringe a farlo non solo la nostra volontà ma la consapevolezza che in questa città si è aperta una fase di confusione notevole, di crescente antipolitica artatamente costruita ma non del tutto ingiustificata
Vogliamo dare il nostro contributo alla rigenerazione del centrosinistra, senza abiure e processi alle persone, ma con contenuti precisi di riferimento
Noi siamo pronti a dare il nostro contributo di “rigenerazione del centrosinistra” sottolineando molto che il problema centrale qui a Mesagne – come temo in tanti altri posti – è la rinnovata CREDIBILITA’ della classe dirigente. E questo passa attraverso:
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Un percorso pubblico e di confronto con la città Se qualche salotto o qualche ristretta cerchia di persone sta già scrivendo la ricetta per Mesagne essa è già errata e verrà rigettata; occorre ripartire dalle assemblee e dal confronto pubblico inventando modalità di ascolto oltre che di illustrazione;
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Centralità della questione morale. Scoppiata in tutta Italia, forse oggi è possibile parlarne anche a Mesagne senza essere inviatati ad andare in Tribunale a denunciare. Ma si parla di uno stile rigoroso di vivere l’esercizio delle funzioni pubbliche sapendo che i politici sono considerati, e molto spesso a ragione, casta privilegiata. Dalla cui vicinanza o lontananza discendono favori o disgrazie;
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Assoluto disinteresse personale e di gruppo ma ricerca collegiale delle soluzioni migliori che traducano ed interpretano la domanda di cambiamento che esiste nella città. Senza pregiudicali di aree politiche o personali. Ma tutti insieme alla ricerca di ciò che è meglio per Mesagne e per la complessiva area del centrosinistra e non per settori di esso
Se queste sono gli obiettivi di fondo entro il quale si può riconsiderare un percorso comune è evidente che si sono dei tempi diversi
Il primo tempo è destinato alla riorganizzazione delle proprie aree di appartenenza. La prossima nascita del PD ha accelerato i tempi della riconfigurazione delle aree, ovunque e anche a Mesagne.
Consideriamo positivo lo sforzo di sintesi e di unità che il PD porterà nell’area del cent
rosinistra, siamo preoccupati e cercheremo di ostacolare ogni deriva centrista se non addirittura a destra di questo nuovo partito
A Mesagne, ci pare, che esso debba però fare i conti con una situazione diversa e cioè quella che il centro rischia di frantumarsi o si è già frantumato e attraverso le “mentite spoglie” del “terzo polo” prepara armi e bagagli per passare sul nuovo carro dei possibili vincitori;
Crediamo necessario che prima di lanciare chissà quali proclami occorre constatare che la “forma” del centrosinistra così come si è presentato alle elezioni non esiste più ed il tempo, breve che si ha disposizione, sia utilizzato per sapere chiaramente quali forze confluiscono nel PD a Mesagne e chi sono gli altri soggetti del centro che vogliono dialogare con la sinistra
Noi, per parte nostra, lavoreremo alla possibile sintesi dell’area della sinistra alternativa, consapevoli delle macerie politiche – non certo numeriche – da cui occorre ripartire dopo 2 anni di gelo e di scontro, in particolare col PRC
Ed a questa area (che comprende oltre a Rifondazione, i Verdi, i Comunisti Italiani, la Sinistra Democratica) chiederemo, moltiplicato per cento, quello che chiediamo al PD e cioè maggiore partecipazione democratica, rigore morale e disinteresse personale: perché alternativi bisogna esserlo nei comportamenti e non proclamarlo con le parole.

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"Le destre nel populismo stanno come una rana sta nello stagno…" e se dicessi che gli opposti si toccano in quanto a populismo?
"…Beppe Grillo esiste come esistono le 300 mila persone in piazza maggiore a Bologna…" questo lo chiamiamo populismo o qualunquismo?
Al commentatore che si firma ‘La Rosa Bianca’ chiedo per l’ultima volta di firmarsi con NOME e COGNOME, altrimenti sarò costretto a cancellare i commenti.
GDG
Caro Admin (credo stia per amministratore?),
nn ti basta sapere che altro non sono che uno dei tanti cittadini mesagnesi? Oppure avete bisogno, e scusami ora la particolare aggressività, del nome e cognome perché avete bisogno (come molti partiti politici) di sapere se quella persone è dei vostri (neanche foste una Religione!!) o se è ancora in cerca di lavoro (perché a Mesagne i giovani che cercano lavoro sono più addomesticabili dal "potere" politico.
Non sempre è possibile esprimere liberamente le proprie opinioni non per qualche potere reverenziale ma perché potrei finire con l’usare il mio ruolo per avvallare le mie idee e posizioni e poiché non sono come altri (che hanno fatto nel passato e nel presente così…) preferisco, onestamente, subire la tua minaccia! (anche perché chi mi conosce sa chi sono… non andate troppo lontano con la fantasia).
Non credo caro Admin di essere stato offensivo… nei miei post ma vi ho semplicemente posto alcuni problemi! Sta a voi dimostare il vostro grado di democraticità… che stando alle tue minaccie mi sembra molto molto basso!
Distinti e distanti saluti
Un cittadino di mesagne che conosce molti di voi (anche personalmente)
Caro Admin (quale è il suo nome e cognome?) non puoi e non devi cancellare un commento anche se non firmato con nome e cognome …
Non vorrei prendere le difese di nessuno e non nascondo che anche io avrei il piacere di conoscere colei o colui che si firma "La Rosa Bianca".
Non capisco perchè mai si vuol togliere la parola a qualcuno. Nel momento in cui si ritiene che i commenti sono offensivi o per qualsiasi motivo l’autore puo essere perseguibile per legge no credo ci siano difficoltà ad individuarlo. Sicuramente non puo farlo Admin ma solo le autorità competenti.
Infatti se si guardano i commenti dal punto di vista tecnico sono ben firmati: provengono da un indirizzo i.p. ben identificabile e in qualsiasi momento collegabile all’utenza telefonica da dove partono i commenti. Poi anche i commenti rientrano nella cosidetta "Proprietà Intellettuale" ed una legge del lontano 1941 riconosceva la paternità di uno scritto purchè firmato anche se la firma è un pseudonimo (o nick) …
Tra le altre cose in qualche commento vi è anche l’indirizzo email del "La Rosa Bianco" … la censura con questi dati mi pare un po troppa.