Latiano: gli Ecopacifisti fuori dalla Giunta

Dopo 4 anni di leale servizio amministrativo nella giunta di centro sinistra al Comune di Latiano gli Ecopacifisti abbandonano la maggioranza, dimettono i loro assessori dalla Giunta guidata da Caniglia Edmondo (Margherita).
Di seguito il documento politico.
ECOPACIFISTI
Vico Desiderato, 10
LATIANO
AL SINDACO
AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO F.F.
AI CAPIGRUPPO CONSILIARI
SEDE
DOCUMENTO POLITICO
Con la presente comunichiamo il ritiro dei nostri Assessori dalla Giunta e l’uscita dalla maggioranza dei nostri tre consiglieri comunali.
Le ragioni di tale scelta, esclusivamente politiche, sono legate non tanto ai dissensi con i nostri alleati della Margherita, con molti dei quali siamo sempre riusciti a confrontarci trovando una sintesi fra le diverse posizioni, quanto alla assoluta incapacità del sindaco di guidare lealmente e senza ambiguità la maggioranza. Indichiamo solo alcuni punti, a nostro avviso particolarmente emblematici.
Piano Regolatore Generale
Il gruppo politico della Margherita ha evidenziato, in un manifesto, che segue con attenzione le vicende del Piano Regolatore Generale. Prendiamo atto di tale posizione. Sta di fatto che il sindaco ha bloccato per mesi, con tutti i mezzi a sua disposizione, la delibera di incarico all’architetto perché preparasse le controdeduzioni alle prescrizioni contenute nella delibera regionale con cui il Prg è stato approvato.
L’Amministrazione è rimasta impantanata nella transitorietà consentendo di fatto il materializzarsi di operazioni urbanistiche e lottizzazioni, sicuramente legittime, ma in netto contrasto con i principi generali del Piano. In questo lungo periodo di incertezza abbiamo colto, nel capo dell’Amministrazione, soltanto impegni vaghi e orientati verso un non meglio precisato “interesse dei cittadini”. Non si è scelto, invece, di tradurre le posizioni politiche in risoluzioni tecniche capaci di correggere il Piano regolatore attraverso le controdeduzioni; né si è aperto un serio e approfondito dibattito sull’impostazione di alcune indispensabili varianti, successive all’approvazione, in grado di eliminare dal Piano alcuni passaggi assai discutibili e ampiamente dibattuti nel corso degli anni passati. Negli ultimissimi giorni, peraltro, la convinzione di procedere nell’iter burocratico che dovrebbe portare alla definitiva approvazione del Piano si è ridotta notevolmente e abbiamo colto una evidente volontà di temporeggiare e allungare i tempi.
L’assoluta mancanza di chiarezza e l’assenza più totale, da parte del sindaco, di una posizione chiara e netta sul Piano non ci consentono di proseguire in alcun modo il dibattito all’interno alla maggioranza.
Istituto Caterina Scazzeri
Non si contano le lettere di contestazione che il nostro assessore al ramo ha inviato alla cooperativa che gestisce l’Istituto. Ebbene, il Sindaco ha sempre bloccato ogni possibilità di andare avanti sulla strada della risoluzione del contratto, nonostante le carenze gravissime nella gestione di un servizio rivolto alla persona. Spiacenti, ma non ci sono ragioni sufficienti per tollerare un disservizio così grave che si riflette direttamente sulla pelle dei più deboli.
Il Contenzioso e i Lavori Pubblici
Non si è mai voluto fare chiarezza sull’assenza dell’assessore al ramo, che si è protratta per svariati mesi. Sappiamo tutti che non era un’assenza determinata da negligenza ma dall’atteggiamento accentratore del primo cittadino che di fatto tendeva ad escludere ed esautorare un assessore che peraltro apparteneva al suo gruppo politico. Non sappiamo se ci siano altri motivi che abbiano spinto l’assessore a disimpegnarsi in modo così eclatante, ciò che è certo è che tale situazione faceva comodo a chi si è tenuto in tasca le sue lettere di dimissioni per parecchi mesi. Tra parentesi, l’avv. Claudio Ruggiero è stato uno dei più capaci fra coloro che in questi anni si sono avvicendati in giunta.
L’Amministrazione, su ordine del giudice, ha liquidato nei giorni scorsi oltre tre miliardi di vecchie lire al fine di sanare il contenzioso con gli eredi Margherita. Nella fase cruciale della trattativa successiva all’atto di pignoramento l’assessore al ramo, dopo avere condotto in maniera egregia e trasparente la questione nel corso degli anni, si è dimesso formalmente e senza motivi manifesti gettando, di fatto, un’ombra sulla reale composizione della controversia.
Il gesto dell’assessore Ruggiero (Margherita) indubbiamente meditato ancorché simbolico – vista la complessità e le dimensioni del risarcimento – non è stato oggetto di discussione alcuna all’interno della maggioranza.
Ovvio che un atteggiamento ancora una volta teso a coprire le difficoltà anziché a risolverle ha avuto riflessi disastrosi sulla gestione amministrativa. Risultato: le controparti del Comune sono riuscite a ottenere in un’unica soluzione, e senza colpo ferire, oltre tre miliardi di vecchie lire prelevandoli dalle casse comunali.
Il piano del traffico
L’assessore al ramo, ha da molto tempo predisposto il piano del traffico per razionalizzare la circolazione stradale nel nostro paese. Anziché sostenere il suo progetto, peraltro condiviso in giunta, il Sindaco ha accettato i blocchi e i ricatti di coloro che, al di fuori di una qualsiasi visione generale, pensavano solo a tutelare posizioni personalistiche.
La politica culturale
Per oltre tre anni il nostro assessore alla Cultura ha lavorato sodo per rilanciare un’idea forte di rinascita culturale nella nostra città. In sei mesi, con il pretesto della mancanza di fondi, Il Sindaco ha ancora una volta fatto pesare il suo ruolo istituzionale per disperdere risorse preziose in iniziative di nessun pregio, trascurando del tutto le associazioni presenti sul territorio e mettendo l’assessorato alla Cultura all’angolo.
Noi pensiamo che una comunità non possa crescere senza un’amministrazione illuminata e attrezzata culturalmente e non siamo disposti a barattare la nostra idea con una inutile politica dell’apparenza, di qualunque colore essa sia.
Il personale
Anche per l’assessorato al Personale valgono le considerazioni relative all’accentramento delle funzioni nelle mani del Sindaco. La conseguenza è stata l’incapacità di fare scelte coraggiose, che premiassero il lavoro e penalizzassero la negligenza. Si è andati avanti a forza di compromessi al ribasso, col risultato che in tutta la storia del Comune di Latiano non c’è stato Sindaco più inviso al personale di questo.
La lealtà
Il nostro gruppo, anche nei momenti di maggiore incertezza e tensione all’interno della Margherita, ha sempre sostenuto l’Amministrazione lealmente, mantenendo fede in modo incondizionato al patto elettorale. Ambizioni più o meno motivate tra i nostri alleati – non di tutti ma di alcuni sicuramente – hanno spesso minato la tenuta della maggioranza e la difficile composizione di esse ha sottratto, più e più volte, tempo ed energie alla pratica amministrativa. Questo continuo logorìo ha minato seriamente, sul piano dell’immagine, l’intera amministrazione comunale restituendo in Consiglio comunale uno scenario sempre più incerto e difficile da gestire.
Le dimissioni di Antonio Gaglione da Presidente del Consiglio comunale e da consigliere (per noti incarichi di governo) oltre a far venir meno nei fatti la fondamentale figura di garanzia che il Senatore costituiva, hanno accelerato tale proce
sso degenerativo.
Infatti, nella seduta consiliare fissata il 23 giugno prossimo, senza alcuna discussione preliminare in maggioranza, il consigliere Francesco Papadia ha posto alla discussione una proposta per gli investimenti sull’energia eolica in tutto il territorio di Latiano (senza nemmeno raccogliere unanimi consensi nel suo partito). Oltretutto si tratta di una questione già dibattuta in Consiglio comunale, sulla quale la maggioranza (con la presenza di Giovanni Rubino e del sen. Antonio Gaglione) ha assunto posizioni chiare, unanimi e che oggi ritorna, seppure sotto insegne del tutto rinnovate, all’attenzione dei consiglieri.
Le motivazioni che abbiamo esposto danno una quadro abbastanza chiaro della situazione. A chi pensasse che il Sindaco non è certo, per noi, una scoperta degli ultimi sei mesi, ci permettiamo di rispondere che finché l’Amministrazione ha avuto una guida autorevole e credibile come Giovanni Rubino lo stile complessivo della pratica amministrativa è sempre stato di alto livello. Abbiamo pensato che si potesse continuare anche senza di lui, rispettando gli impegni assunti sul programma e sulle alleanze. Ciò non è stato, ne prendiamo atto e ci ritiriamo dall’Amministrazione, non dalla politica.
Allegate le dimissioni degli assessori:
Angelo De Falco (vicesindaco)
Leopoldo Calò
Giovanni Calcagno

Twitter
con molto ritardo avete capito che il sindaco Caniglia fosse un incompetente.
Lo avete sostenuto, insieme al Sen.Gaglione, solo per motivi di opportunità politica.