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Ancora sul caso del giornalista De Matteis: critica politica e censure penali

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La Copertina del libro

Abbiamo appreso che il 28 marzo prossimo avrà inizio il processo dibattimentale a carico del giornalista Lino De Matteis per diffamazione a mezzo stampa promosso dall’ex Presidente della Regione Puglia Raffaele Fitto. Abbiamo appreso che il 28 marzo prossimo avrà inizio il processo dibattimentale a carico del giornalista Lino De Matteis per diffamazione a mezzo stampa promosso dall’ex Presidente della Regione Puglia Raffaele Fitto. Oggetto della contestazione sono alcune espressioni ritenute dal dr. Fitto lesive della sua reputazione, usate dal citato giornalista nel suo libro “il Governatore” che contiene alcuni rilievi critici nei confronti della politica svolta dall’ex presidente della Giunta regionale durante l’espletamento del suo incarico. A noi sembra che le espressioni oggetto della censura rientrino nella diffusa e consolidata normalità della critica politica che, come si può cogliere a piene mani nel linguaggio usato da giornalisti e politici anche nel corso dell’attuale campagna elettorale, è spesso assai dura e significativamente accompagnata da inviti anche autorevoli a “moderare i toni”. Se così non fosse ogni campagna elettorale produrrebbe una quantità di processi con uno spropositato affollamento delle aule di giustizia.
L’esercizio del diritto di pensiero e di opinione, ovviamente nel rispetto dei principi costituzionali e della legge, è il sale della democrazia, valore questo che sarà certamente tenuto presente dalla Magistratura anche nel caso del giornalista De Matteis. Per parte nostra nella convinzione che i processi si fanno in sede propria e nel pieno rispetto delle decisioni dei giudici, ci limitiamo a richiamare l’attenzione dei cittadini su un principio acquisito di civiltà giuridica e di cultura democratica, quello per il quale l’esercizio del diritto di critica politica consente l’uso di toni aspri, polemici e suggestivi, purché contenuti nei limiti della dialettica fra contrapposte posizioni politiche e sul presupposto della rilevanza pubblica dell’oggetto trattato. E ciò perché il diritto di critica si concretizza nella espressione di un giudizio che, come tale, non può pretendersi essere rigorosamente obiettivo, posto che la critica per sua natura, non può che essere fondata su un’interpretazione, necessariamente soggettiva, di fatti e comportamenti.   

Brindisi, 25 marzo 2006

A SINISTRA – BRINDISI
Movimento politico provinciale

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