Centrale di Brindisi Sud – Preoccupazioni e domande anche in vista delle convenzioni
del Forum Ambiente Salute e Sviluppo
Apprendiamo da notizie in questi giorni diffuse che l’ENEL dovrebbe procedere ad un consistente investimento ed ai conseguenti interventi per adeguare eventualmente la centrale Termoelettrica di Cerano alle condizioni necessarie per ottenere la certificazione EMAS. E ciò perché il primo sopraluogo di tecnici dell’ARPA di Puglia avrebbe dato esito negativo essendo state riscontrate anomalie nel sistema di sbarco e di trasporto del carbone, nel parco stoccaggio del carbone, nel sistema di trattamento delle acque utilizzate per il raffreddamento dell’impianto e nei sistemi di abbattimento degli inquinanti in atmosfera.
Il responsabile delle relazioni esterne dell’ENEL ha commentato la notizia affermando che la certificazione EMAS è volontaria ma non obbligatoria ed aggiungendo che la Società ha chiesto la certificazione medesima “per avere una attestazione in più rispetto alla tutela ambientale”.
Lo stesso responsabile ha poi affermato che le prescrizioni indicate dall’ARPA “sono proprio quelle contenute nel documento tecnico concordato con il Comune di Brindisi e che faranno parte del testo della nuova convenzione che sarà stipulata con l’Ente locale”.
Non sappiamo se le menzionate “prescrizioni” siano o meno le stesse contenute nel documento tecnico ma sappiamo che le esigenze implicite in quelle prescrizioni non sono state finora rispettate.
Sappiamo inoltre di aver chiesto, con una “lettera aperta” del 9 gennaio scorso (rimasta finora senza risposta) se la centrale di Cerano aveva ottenuto l’autorizzazione a scaricare distintamente le acque meteoriche e di lavaggio alla luce delle disposizioni del decreto del Commissario delegato all’Emergenza Ambientale in data 21/11/2003 n. 282, se per le acque di falda risultano costantemente rispettati i valori – limite di sostanze inquinanti stabilite per legge, se si effettuano puntualmente controlli a bocca di camino per verificare il rispetto o meno dei limiti normativi e se all’interno della centrale è stato realizzato un idoneo e funzionante sistema di abbattimento delle polveri nelle aree di stoccaggio del carbone.
La certificazione EMAS sarà pure “volontaria e non obbligatoria” ma certo serve ad attestare una rassicurante tutela dell’ambiente e del diritto alla salute dei cittadini. E poi, a prescindere dalla detta certificazione ciò che ci preme è conoscere dall’ARPA e da tutti gli organi responsabili se le modalità di esercizio della centrale Brindisi Sud siano perfettamente in linea con le disposizioni di legge e non tali da creare pregiudizi alle popolazioni interessate.
Una esigenza questa di chiarezza ed un atto di responsabilità che si impongono specialmente nel momento in cui è in discussione il rinnovo della Convenzione tra gli Enti Locali e le società elettriche. E ciò anche a fronte del preoccupante atteggiamento delle aziende elettriche che si dichiarano pregiudizialmente non disposte a prendere in considerazione qualsiasi riduzione, certamente non simbolica, della potenza degli impianti e della quantità del combustibile oltre che a rivedere la qualità dei combustibili medesimi.
Ci auguriamo che questa volta le nostre preoccupazioni e le nostre domande ricevano qualche attenzione e qualche precisa risposta.
Brindisi, 13/3/2006

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