A Sinistra censurata

Un poco piacevole episodio si è verificato con la pubblicazione dell’ultimo numero del periodico “In Comune”, gestito dall’Amministrazione comunale di Mesagne, nelle edicole da pochi giorni. Un fatto che offende la libertà di espressione, mortifica sul piano personale e la dice lunga sull’atteggiamento di prevenuta ostilità verso la libertà di giudizio da parte dei nostri amministratori. Dopo che ci è stato chiesto ufficialmente un articolo, come gruppo di opposizione, una volta ricevuto è stato ritenuto “non pubblicabile” perché offende l’Amministrazione. Lo riproponiamo perché ognuno possa farsi la sua idea.
Quante domande senza risposta
Si è svolto, nei giorni scorsi, un Consiglio Comunale con all’ordine del giorno la discussione di una interpellanza generale, presentata dalla Casa delle Libertà, sull’operato dell’Assessore ai Lavori Pubblici Di Pietrangelo Fabrizio. Un dibatto dove si poteva intervenire solo per cinque minuti a testa con scarse possibilità di poter fare ragionamenti compiuti. Anzi qualche ilare e sprezzante battuta, proveniente dai banchi di maggioranza, ha accompagnato il mio gesto di consegnare all’Assessore il testo integrale del mio intervento visto che ero stato, a differenza di altri, bruscamente interrotto.
E così tante domande sono rimaste senza risposta ed utilizzo l’ospitalità su questo giornale per rilanciarle ed attendere responsi che, sappiamo già, non arriveranno. E’ una cattiva abitudine quella di questa Amministrazione di non dare soluzioni ai mille interrogativi che vengono presentati, scegliendo la strada del silenzio o del far finta di niente. Noi vorremmo, i cittadini vorrebbero, delle risposte, che non arrivano e che noi rilanciamo: perché il settore Lavori Pubblici è oramai da tempo, anche se per motivi molto diversi, sempre al centro di infuocate polemiche? Perché da anni non si assiste ad una programmazione seria dei lavori da fare ma si assiste ad una serie d’interventi dettati dall’emergenza? Perché questo settore gode di una autonomia assoluta tanto da rendere politicamente “ininfluente” l’assessore che lo guida? Perché tale autonomia non può essere intaccata neanche da consulenti voluti e pagati dal Sindaco che sono però tenuti scientificamente lontani, col silenzio dello stesso Sindaco? Come mai un accentramento di obiettivi dentro questo Settore anche quando questi sono certamente di appannaggio altrui? Chi e perché favorisce questa concentrazione?
Sarà difficile avere risposte perché il Sindaco ed i suoi partiti preferiscono evitare le parole e vogliono lasciar parlare i fatti. Ma il silenzio ostentato non fa che dare conferme ai dubbi che derivano da questi interrogativi. Ne è l’esempio il silenzio seguito alle nostre domande su che fine ha fatto il progetto di ampliamento del cimitero, di cui non si fa menzione sia nel Piano delle Opere Pubbliche – 2006 sia nel piano degli obiettivi di fine legislatura presentato dal Sindaco qualche mese fa. Ricordo che su questo obiettivo, ritenuto a giusta ragione prioritario, si sono fatte scelte precise e si è avviato un percorso amministrativo peraltro vincolato da precisi obblighi normativi. Si decise infatti che l’ampliamento del cimitero si doveva fare col sistema del Project-Financing: affidando, cioè, ai privati la realizzazione “chiavi in mano” dell’opera pubblica con la contropartita, per l’azienda vincitrice del bando, della gestione totale della realizzazione per un periodo di tempo stabilito col Comune. Ora – sempre per le notizie in nostro possesso – pare che l’esame delle proposte si sia concluso già nella primavera scorsa. Perché dunque l’Amministrazione non comunica l’esito della selezione e non illustra la proposta vincente? Ha già messo a gara il progetto vincente per passare alla fase operativa? O forse ci sono dei ripensamenti?
Risposte pure si attendono dalla applicazione, nella nostra città, dell’ottimo strumento di salvaguardia del territorio voluto dalla Giunta Vendola per la nostra Regione Puglia denominato P.A.I. (Piano Assetto Idrogeologico) che però deve fare i conti con i diritti acquisiti dei cittadini, con un Piano Regolatore appena approvato dalla stessa Regione, col serio studio Piccini di cui siamo dotati per affrontare organicamente il grave problema degli allagamenti. Un lavoro, quindi, faticoso e complesso che va sostenuto dall’Amministrazione innanzitutto nominando un referente politico che segua in prima persona l’evoluzione della vicenda. E se il Sindaco non vuole dare a nessuno la delega all’Urbanistica, per evitare crisi politiche, si assuma visibilmente questa responsabilità. Grande rispetto per la competenza con cui in Conferenza dei Capigruppo il Vice Presidente della Provincia, dr. Damiano Franco, di fronte al balbettio degli amministratori ha reso edotti tutti dello stato dell’arte sull’argomento: ma a Mesagne non è lui che deve tenere in mano il pallino della situazione. Come pure ci vuole il rafforzamento tecnico dell’Ufficio incaricato di istruire e seguire le varie fasi. Ed anche qui va ribadito che se il consulente di settore pagato dal Sindaco è giudicato non all’altezza o non gode del riconoscimento degli altri tecnici impiegati nel Comune (nonostante abbia sbrogliato l’ingarbugliata matassa delle opere di ristrutturazione del Castello, ha riportato approvato un Prg che stava per essere bocciato e altro ancora) è atto di chiarezza che sia rescissa la convenzione rispetto alla disonorevole ipocrisia di “dimenticare” di averlo nominato.
Tutti questi argomenti finora esposti difficilmente possono essere confutati e meriterebbero ben altro trattamento rispetto alle polemiche, fasulle e strumentali, della destra. Una “perla” è la recente posizione sul PAI che prima descrive la nostra città come la più vulnerabile al mondo per gli allagamenti ma poi, appena si profila, anche solo all’orizzonte, un qualche vincolo che ne attenui il pericolo, è scriteriatamente disposta a fare retromarcia fino quasi a dire che a Mesagne non piove mai. Siamo proprio messi bene…
Mesagne, 16 febbraio 2006
capogruppo A Sinistra – Mesagne

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Oltre alla censura … vi sono anche gli alti costi per mantenere in vita questo periodico che è gestito unicamenete da una sola forza di governo (i DS). La stessa che invita tutta l’amministrazione comunale, giustamente, a costituirsi parte civile in un processo contro gli atti criminali locali ma, con gran rammarico di tutti i mesagnesi (non DS) ha imposto al Comune di non costituirsi nel processo per i fondi del Giubileo (che vede accusato un dirigente comunale con altri). Come se rubar soldi non fosse un crimine …
Capita di doversi anche vergognare di essere mesagnesi …