Rigassificatore a Brindisi: lettera aperta a Berlusconi e Prodi
Le associazioni ambientaliste e di cittadinanza attiva di Brindisi sul
problema del rigassificatore hanno oggi inviato al Presidente del
Consiglio on.le Berlusconi ed al leader dell’Unione prof. Prodi
le seguenti lettere “aperte”.
Brindisi,
23 gennaio 2006
Italia Nostra, Lega
Ambiente, WWF, Coldiretti–Terra Nostra, Fondazione “Dott. Antonio
Di Giulio”, Fondazione “Prof. Franco Rubino”, Forum per
l’ambiente, la salute e lo sviluppo, Medicina Democratica, Cobas,
Comitato per la tutela dell’ambiente e della salute del cittadino,
A.I.C.S., Comitato Porta d’Oriente, Comitato Cittadino “Mo’
basta”.
LETTERA APERTA
ALL’ON.
SILVIO BERLUSCONI
PRESIDENTE
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Egregio
Presidente,
Apprendiamo
dalla stampa che il Consiglio dei Ministri affronterà domani
24 gennaio il problema del rigassificatore a Brindisi dentro il più
generale problema energetico legato alle forniture di gas.
Prescindendo
dalle comprensibili ragioni di ordine generale, torniamo a ribadire
quanto è già stato ripetutamente fatto presente sulla
questione, con dovizia di informormazioni e argomentazioni, dal
Presidente della Regione Puglia on. Nicki Vendola, dal Sindaco di
Brindisi on. Domenico Mennitti e dal Presidente dell’Amministrazione
provinciale dottor Michele Errico. E cioè l’assoluta
incopatinbilità di tale impianto con le scelte delle
amministrazioni locali in merito al modello di sviluppo ritenuto
socialmente ed ecologicamente indispensabile per affrontare, dopo
anni di crisi e di degrado, i problemi del nostrio territorio. Una
incompatibilità questa che si coniuga con la estrema
pericolosità del progettato insediamento in un’area già
riconosciuta, e dichiarata, a grave rischio di incidenti industriali
e di crisi ambientale. E fra le tante allarmate considerazioni che
si possono fare al riguardo, è forse anche opportuno
sottilineare che per gli altri due rigassificatori autorizzati nel
nostro paese, è previsto, in riconoscimento della loro
“invasità” e pericolosità, un sito lontano dalle
città e distante dalla costa almeno 30 Km.. Inoltre, in
nessuna parte del mondo si è mai pensato di realizzare un tale
impianto in un porto che costituisce la fondamentale fonte di vita e
di sviluppo del nucleo urbano e del territorio interessato.
L’ipotesi
avanzata dal presidente della locale associazione degli industriuali,
concernente la realizzazione di un molo esterno, per permettere alle
navi funzionali alle operazioni del rigassificatore di attraccare
fuori dal porto, ma nelle sue immediate adiacenze, lasciando, quindi,
immutato il sito prescelto, non attenua in alcun modo la estrema
gravità del problema, aggiunge al pesantissimo danno paventato
una provocatoria ed insorpottabile beffa e denuncia la più
netta chiusura dei pochi fautori locali del rigassificatore alle
ragioni di un fermo e motivato dissenso che accomuna le popolazioni
interessate, le loro istituzioni democratiche e tutte le forze
politiche al di là di ogni schieramento.
In
questa situazione confermare la scelta del rigassificatore nel porto
di Brindisi significa porsi in aperto contrasto con le attese delle
popolazioni interessate, non tenere in alcun conto delle decisioni
assunte all’unanimità dagli organi deliberativi delle
istituzuioni locali e della regione e colpire gravemente i diritti
dei cittadini che continueranno a opporsi con ogni determinazione sia
sul piano politico che su quello delle più appropriate azioni
giudiziarie intensificando nelle forme più incisive
le azioni di protesta sociale e civile.
Cordiali
saluti.
Brindisi,
23 gennaio 2006
LETTERA
APERTA
AL LEADER DELL’UNIONE PROF.
ROMANO PRODI
Egregio
Professore,
Apprendiamo
dalla stampa che il Consiglio dei Ministri affronterà domani
24 gennaio il problema del rigassificatore a Brindisi dentro il più
generale problema energetico legato alle forniture di gas. Con
tale notizia di stampa viene riportata la sconfortante posizione
dell’on. Enrico LETTA che affronta il problema ignorando
completamente (e volutamente?) la grave situazione del nostro
territorio, ignorando o contraddicendo palesemente le dichiarazioni
rassicuranti che Lei ci aveva dato rispondendo ad un nostro
interpello.
Prescindendo
dalle comprensibili ragioni di ordine generale, torniamo a ribadire
quanto è già stato ripetutamente fatto presente sulla
questione, con dovizia di informormazioni e argomentazioni, dal
Presidente della Regione Puglia on. Nicki VENDOLA, dal Sindaco di
Brindisi on. Domenico MENNITTI e dal Presidente dell’Amministrazione
provinciale dottor Michele ERRICO. E cioè l’assoluta
incopatinbilità di tale impianto con le scelte delle
amministrazioni locali in merito al modello di sviluppo ritenuto
socialmente ed ecologicamente indispensabile per affrontare, dopo
anni di crisi e di degrado, i problemi del nostrio territorio. Una
incompatibilità questa che si coniuga con la estrema
pericolosità del progettato insediamento in un’area già
riconosciuta, e dichiarata, a grave rischio di incidenti industriali
e di crisi ambientale. E fra le tante allarmate considerazioni che
si possono fare al riguardo è forse anche opportuno
sottilineare che per gli altri due rigassificatori autorizzati nel
nostro paese, è previsto, in riconoscimento della loro
“invasità” e pericolosità, un sito lontano dalle
città e distante dalla costa almeno 30 Km.. Inoltre, in
nessuna parte del mondo si è mai pensato di realizzare un tale
impianto in un porto che costituisce la fondamentale fonte di vita e
di sviluppo del nucleo urbano e del territorio interessato.
L’ipotesi
avanzata dal presidente della locale associazione degli industriuali,
concernente la realizzazione di un molo esterno, per permettere alle
navi funzionali alle operazioni del rigassificatore di attraccare
fuori dal porto, ma nelle sue immediate adiacenze, lasciando, quindi,
immutato il sito prescelto, non attenua in alcun modo la estrema
gravità del problema, aggiunge al pesantissimo danno paventato
una provocatoria ed insorpottabile beffa e denuncia la più
netta chiusura dei pochi fautori locali del rigassificatore alle
ragioni di un fermo e motivato dissenso che accomuna le popolazioni
interessate, le loro istituzioni democratiche e tutte le forze
politiche al di là di ogni schieramento.
In
questa situazione confermare la scelta del rigassificatore nel porto
di Brindisi significa porsi in aperto contrasto con le attese delle
popolazioni interessate, non tenere in alcun conto delle decisioni
assunte all’unanimità dagli organi deliberativi delle
istituzioni locali e della regione e colpire gravemente i diritti dei
cittadini che continueranno a opporsi con ogni determinazione sia sul
piano politico che su quello delle più appropriate azioni
giudiziarie intensificando nelle forme più incisive le
azioni di protesta sociale e civile.
Cordiali
saluti.
Brindisi,
23 gennaio 2006

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SFIDA – SINDACATO FAMIGLIE ITALIANE DIVERSE ABILITA’
Lettera aperta
Al Leader dell’Unione
Al Leader della Casa delle libertà
Ai Segretari di tutti i
Partiti e Movimenti Politici
Roma lì 27/01/06
OGGETTO: disabilità un mondo che va conosciuto e sostenuto
Onorevoli leader e segretari di partiti politici.
In Italia circa il 30% delle famiglie vive l’esperienza di una disabilità totale o parziale.
Queste famiglie sono state abituate a vivere la disabilità in silenzio, in un mondo parallelo a quello dei cosiddetti “normodotati”.
Siamo nel terzo millennio e crediamo che sia arrivato il momento di affrontare seriamente i problemi dei disabili e delle loro famiglie.
Bisogna iniziare a lavorare per abbattere le barriere culturali della disabilità.
In occasione delle prossime elezioni politiche riteniamo che sia giusto che i disabili e le loro famiglie, prima di votare, sappiano cosa si propone di fare il partito o la coalizione da Voi rappresentata.
Di seguito sono riportati alcuni punti che noi riteniamo vadano affrontati nella prossima legislatura e su cui vorremmo un vostro impegno.
1) PROGRAMMAZIONE Sappiamo che in Italia nel censimento decennale l’ISTAT non inserisce domande relative alla disabilità. Per una corretta programmazione bisogna sapere non solo quanti sono i disabili ma anche il tipo di disabilità, perché i bisogni di un diplegico sono diversi da quelli di un tetraplegico o di un cieco o di un audioleso o di un autistico o di un disabile mentale lieve o grave o di un pluriminorato (contemporaneamente cieco, muto, non deambulante …) o di … e diversi sono i bisogni di un bambino disabile da un giovane……CONTINUA… http://xoomer.virgilio.it/s...