Brindisi Sede Universitaria
Dopo un decennio di tentativi falliti e lo scioglimento del Consorzio Università Brindisi si sono poste le premesse perché la città e la provincia di Brindisi abbiano una Università. La firma del protocollo d’intesa è un evento che apre alla speranza Dopo un decennio di tentativi falliti e lo scioglimento del C.U.B. (Consorzio Università Brindisi) si sono poste le premesse perché la città e la provincia di Brindisi abbiano una Università.
La firma del protocollo d’intesa tra Provincia, Comune di Brindisi, Camera di Commercio, Consorzio SISRI, AUSL BR1 ed Università degli Studi di Lecce è un evento che apre alla speranza. Il documento sottoscritto prevede l’attivazione, già dal prossimo anno, di due facoltà (Scienze Sociali, Politiche e Ambientali dell’Area Euromediterranea e Ingegneria) e 7 corsi di laurea; 5 con riferimento alla prima Facoltà (Sociologia, Servizi Sociali, Scienze Sociali per la cooperazione Internazionale, lo Sviluppo e il No Profit, Scienze Ambientali, Scienze Politiche per l’area euromediterranea), 2 con riferimento alla seconda Facoltà (Ingegneria Gestionale e Ingegneria Aerospaziale).
Il valore di tale atto non sta solo nei contenuti, ma nel metodo di lavoro finalmente avviato tra Enti e Istituzioni locali e Università anche nel nostro territorio. Le determinazioni e le scelte cominciano ad essere espressione di una collaborazione attraverso cui i luoghi della conoscenza e della ricerca, pur nella loro legittima e necessaria autonomia, si incontrano con le politiche di sviluppo del territorio, legate a vocazioni e risorse locali, di cui sono responsabili prima di tutto i governi locali. Solo il rafforzamento di tale circolo virtuoso può dare prospettiva ad uno sviluppo che appartenga alle popolazioni tale che in esso possano riconoscersi e sentirsi coinvolti e per il quale utilizzare risorse finanziarie necessarie che nuove politiche nazionali ed europee devono mettere a disposizione secondo scelte strategiche di riconoscimento ed integrazione, e così liberare i territori da forme antiche e nuove di colonialismo e sottosviluppo.
L’avvio delle due Facoltà, che ci auguriamo possa concretizzarsi già a partire dal 2006, si incontra con il progetto del Centro Di Formazione A Distanza Satellitaria dell’Università di Lecce, già in avanzata fase di realizzazione e a cui il Consorzio Universitario Interprovinciale Salentino sta dando un valido contributo per il suo completamento e potenziamento. Si tratta di un progetto che riguarda la formazione a distanza di livello universitario grazie al quale sono state costituite reti di aule di ricezione satellitare distribuite nel Salento, e che per quanto riguarda la provincia di Brindisi sono localizzate a Ostuni, Latiano e presso la Cittadella della Ricerca. L’infrastruttura non possiede ancora tutti i requisiti per avviare normali corsi di laurea, è già ottimale per realizzare corsi di formazione focalizzati su argomenti specifici e rivolti a gruppi più limitati ed in genere più motivati, tanto che l’Università è orientata a promuovere Master, corsi di specializzazione, cicli di seminari, conferenze e anche convegni scientifici, eventi istituzionali e culturali, ecc.
In questo quadro di riferimento che disegna già alcuni tasselli essenziali e qualificanti del “polo della conoscenza” brindisino ci sono due passaggi politico-sociali e insieme istituzionali che vanno affrontati con sempre nuova determinazione e chiarezza. Il primo riguarda il coinvolgimento dei Comuni della provincia, le comunità locali, la rete associativa, i centri culturali perchè possano conoscere, esprimersi e contribuire ad una crescita ampia della consapevolezza del significato, della prospettiva, del ruolo strategico, delle ricadute positive diffuse su tutto il territorio di un “polo della conoscenza” che non può e non deve riguardare una elitè di addetti ai lavori.
Il secondo invece si riferisce alla ricerca-sviluppo di integrazione tra Università, Formazione ricorrente e permanente, coscienza civile, politiche di sviluppo centrate sul territorio, responsabilità delle Istituzioni locali nazionali ed internazionali: il rischio è infatti la frammentazione delle scelte, la rincorsa di finanziamenti per insediamenti o realizzazioni senza prospettiva, il recupero clientelare di qualche risorsa tesa ad alleviare momentaneamente il dramma della disoccupazione alimentando solo illusioni, l’apertura ad investimenti estranei agli interessi diffusi del territorio che di fatto moltiplicherebbero gli effetti di uno sviluppo distorto.
La scelta di avviare queste prime Facoltà universitarie costituiscono un segnale positivo e ribadiscono la inconciliabilità della condizione e del tessuto ambientale di Brindisi, delle altre città vicine, dell’intera provincia con il “rigassificatore” e con qualsiasi altro tipo di investimento-impianto che allontanerebbe questo nostro territorio ancora di più dai veri processi di sviluppo che hanno sempre a che fare con la qualità dei prodotti, la qualificazione del lavoro ed il riconoscimento dei suoi diritti, l’efficacia-funzionalità di reti commerciali, la fruizione di luoghi e occasioni culturali e artistiche rilevanti e ad ampia diffusione sociale. E mentre le istituzioni locali e le espressioni sociali, in questo momento, sembrano assumere la sfida, la politica appare piuttosto sonnacchiosa e accartocciata, mossa più dall’onda sociale che dall’urgenza di rispondere con discussioni, iniziative e proposte capaci di leggerla e indicare prospettive.
Fortunato SCONOSCIUTO
(componente Consiglio Amministrazione del Consorzio Universitario Interprovinciale Salentino)

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