A Sinistra - Logo

Auchan: dalla concertazione al braccio di ferro

  • Mesagne

Con le dichiarazioni rese alla stampa nei giorni scorsi dall’Assessore alle Attività Produttive dr. Zuffianò, segretario dei DS, si ratifica nei fatti un cambiamento radicale di rotta nei rapporti fra il Comune di Mesagne ed il gruppo Auchan passando dalla politica della concertazione alla logica del braccio di ferro. Infatti, mentre l’Assessore blandisce la minaccia, neanche tanto velata, di produrre deliberatamente un danno economico all’azienda calibrando diversamente le chiusure domenicali del Centro Commerciale, Auchan parrebbe rispondere con l’antico ricatto occupazionale minacciando cioè di aumentare il numero dei licenziamenti in funzione delle domeniche eventualmente non concesse. Crediamo che questa artificiosa esibizione di muscoli non produrrà gli effetti sperati vista la sproporzione delle forze in campo e semmai aggraverà i problemi veri fin qui elusi. Appare evidente e grave, per esempio, che l’Amministrazione Comunale non si sia ancora dotata di uno studio, di una ricognizione analitica e scientificamente validata sulle ricadute complessive che l’insediamento ha determinato relativamente a livelli occupazionali garantiti, alle tipologie dei contratti di lavoro, alle ripercussioni sul commercio locale, ai tassi di reclutamento delle produzioni locali, ai canoni di affitto dei negozi, ai flussi generali di risorse ecc. Questa disamina metterebbe tutti nelle condizioni di comprendere il fenomeno nel suo complesso fuori dagli stereotipi in cui viene costretto dalla semplice propaganda della “guerra delle domeniche”. Questo confronto di merito sui dati certi, che viene chiesto insistentemente dal Consiglio Comunale, dalle organizzazioni di categoria e di rappresentanza sociale, è stato fino ad ora atteso inutilmente.

Assai controversa ed ambigua appare anche la prospettiva in cui la grande distribuzione si andrà a collocare a Mesagne dentro l’ orizzonte di un progetto di sviluppo economico che, privo di un disegno politico strategico, sembra nebuloso e lasciato al fluttuare degli umori ondivaghi delle forze politiche dell’attuale maggioranza. Non si conciliano infatti con un disegno organico ed unitario le posizioni di grande apertura del passato ed il rigore estremo mostrato oggi in primis dal partito di maggioranza relativa che in commissione consiliare ha voluto mettere in discussione, tra l’altro, la convenzione, la proroga dell’autorizzazione amministrativa e l’ ampliamento stesso del Centro Commerciale.

Il metodo del confronto inoltre sembra scaduto nella demagogia, nel furore polemico, nelle difese corporative, sembra scivolato quindi in un sottobosco fatto di dubbi, illazioni e sospetti che portano lontani da quel tavolo concertativo in cui si sperimentò in passato la fatica dello studio e della mediazione.

Sono quindi stati tralasciati aspetti della convenzione che sono a tutt’oggi inevasi anche per responsabilità dell’Amministrazione Comunale: che cosa impedisce infatti di aprire in galleria la Bottega Artigianale, considerato che il locale concesso è da tempo nella sua piena disponibilità e che progettazione e allestimento sono già stati commissionati ad un tecnico esterno? O di dar corso alla esposizione sistematica nell’ipermercato di imprese artigiane locali? E a che punto è la redazione del regolamento apposito promesso per garantire a tutte le imprese locali le stesse possibilità d’accesso? Cosa impedisce di concordare con Auchan il piano degli impianti pubblicitari? O di rivalersi, se occorre anche legalmente, per ottenere il vantato credito dovuti in compensazione per opere di urbanizzazione non realizzate, adempimento che il Sindaco aveva preteso fosse rispettato entro luglio scorso?

In conclusione sebbene non ci appassiona la diatriba in atto sullo shopping domenicale in galleria dal momento che, per come è posta, rischia di non produrre nessun benefico effetto per gli interessi generali. Sebbene nessun cedimento vi può essere nei confronti di un sistema economico, come quello della grande distribuzione gestita da multinazionali, che esprime nella tracotanza del denaro la sua linea di demarcazione e nessuna cura avverte per il territorio e le popolazioni che lo abitano. Con queste premesse crediamo che la battaglia – così come intrapresa dall’Assessore Zuffianò – non potrà avere prospettiva e nessuna efficacia fino a quando non sarà contestualizzata dentro un progetto politico complessivo e dentro un grande dibattito democratico che ancora a gran voce richiediamo e la cui assenza oggi riteniamo sia il vero grande problema sulla questione Auchan per la nostra città. Un dibattito e scelte di governo da cui potrebbe nascere, per esempio, la istituzione di un osservatorio sul commercio locale con giovani laureati in discipline economiche a fare da monitoraggio e studio per dare dati certi e utilizzabili scientificamente.

Mesagne, 15 novembre 2005

Giancarlo CANUTO

Capogruppo consiliare A SINISTRA MESAGNE

Articoli correlati

    Nessun articolo correlato trovato

Trackback URI | Comments RSS

Lascia un Commento